Tv e videogiochi: se usati con giudizio non sono non fanno male, ma fanno bene ai bambini

La televisione e i videogiochi spesso, i genitori, non li conoscono e pensano che siano solo un passatempo passivo.

I  videogiochi non fanno male ai bambini

Ci giocano tutti: secondo recenti ricerche (dati dell’Associazione editori di software) quasi il 100% dei bambini italiani utilizza i videogiochi. Se utilizzati correttamente, i videogiochi aiutano i bambini a sviluppare il lato immaginativo e creativo della mente, aiutano ad apprendere attraverso una continua percezione del proprio miglioramento, rendono i piccoli più autonomi attraverso le sollecitazioni a prendere decisioni immediate.

Insegnano a padroneggiare le nuove tecnologie

Consideriamo attentamente questo fatto: già da qualche anno scienziati, ricercatori, medici utilizzano  apparecchiature dal funzionamento analogo ai videogiochi e ottengono risultati sorprendenti; un esempio per tutti, l’utilizzo in campo chirurgico di joy stick e video tridimensionale per guidare gli interventi. Non solo: di fronte alla necessità di valutare disturbi specifici dell’apprendimento, i test che si effettuano con l’uso di videogiochi sono quelli che danno i risultati più attendibili per quanto riguarda i livelli di attenzione, concentrazione e memoria.

Le  regole che servono

  • Esistono videogiochi da computer, da consolle, da scaricare, da giocare on-line, individuali o da condividere, per piccoli e adulti, d’azione, strategia, ruolo, educativi, con protagonisti violenti o teneri. L’intervento più intelligente che possa fare un genitore è aiutare il bambino affinché sia in grado di operare le “sue” scelte, avendo una gamma ampia di possibilità.
  • Non si tratta né di proibire né di concedere, ma di metterlo in condizione di trovare ciò che lo porta a realizzarsi. Prima di proibire o permettere, dovete… saperne qualcosa. Il metodo migliore è fare un’esplorazione in internet: troverete anche videogiochi didattici, per imparare l’inglese, conoscere antiche civiltà, scoprire come si allevano gli animali. Ci sono anche giochi stupidi o violenti. E da qui potete partire, chiedendogli cosa ama di più e che cosa, secondo lui, è interessante, o noioso, o “vecchio”.
  • Quando i bambini chiedono il permesso di usare i videogiochi, dovete innanzi tutto sapere “a cosa” vogliono giocare. Questo vale in particolare se il ragazzo ha intenzione di giocare on-line, dove c’è meno controllo. Assicuratevi che il gioco abbia la certificazione Pegi (Informazione Paneuropea sui Giochi) che informa sull’età di utilizzo e  sul contenuto. Proibite l’uso dei videogiochi inadatti all’età di vostro figlio. Al sito www.pegionline.eu/it troverete una estesa informativa al riguardo.
  • Accordatevi prima che cominci, sul tempo da dedicare al gioco. Gli esperti consigliano di non superare un’ora al giorno, perché le attività vanno diversificate. E, dal punto di vista fisico, un bambino ha bisogno di molto movimento. Alcune consolle offrono la possibilità, utile in assenza del genitore, di controllare il tempo passato ai videogiochi: si chiama timer familiare e consente di impostare un limite massimo di utilizzo giornaliero o settimanale, dopo di che si spegne.

 

La televisione

Anche la televisione non è nemica dei bambini ma non si deve nemmeno esagerare, specialmente coi più piccoli. Ecco qualche regola semplice e di buon senso per usare questo strumento nel modo giusto. I bambini sono i soggetti che rimangono più a lungo esposti al piccolo schermo: risulta infatti che i nostri piccoli guardano in media la televisione e gli spot pubblicitari per 4-5 ore al giorno e sin dalle prime ore della giornata..

Cosa fare

  • Guardate la televisione con i vostri bambini, parlate dei programmi, commentateli insieme. Favorirete in questo modo una visione più attiva e stimolante; inoltre, la televisione offre ai vostri figli la possibilità di fantasticare, emozionarsi, identificarsi in storie o personaggi.
  • Concordate il tempo da trascorrere davanti alla televisione, le fasce orarie e i programmi più adeguati alla sua età; non consentite più di 1-2 ore al giorno, evitando in particolare la visione solitaria di telegiornali e di quelle trasmissioni che riportano fatti di cronaca.
  • Utilizzate il videoregistratore che vi aiuterà a valutare in anticipo l’idoneità del contenuto televisivo e a rispettare le tempistiche scelte per la visione dei programmi.
  • Prediligete i documentari che descrivono la vita degli animali e in generale che parlano di natura.

Cosa non fare

  • Non fate guardare la televisione ai vostri bambini durante l’ora dei pasti e lo svolgimento dei compiti: in questi casi la televisione diviene uno scomodo elemento di distrazione e impedisce il dialogo con il proprio bambino in uno dei pochi momenti in cui tutta la famiglia si trova riunita.
  • Non lasciate il telecomando ai bambini: rischierebbe di perdersi nello zapping abituandosi in questo modo a una visione frammentaria e perdendo capacità di concentrazione.
  • Non mettete la televisione nella cameretta dei piccoli: in questi casi diventa molto più difficile controllare l’uso che i vostro bambini fanno del piccolo schermo.
  • Non attribuite alla televisione il ruolo di baby-sitter: in questo caso favorireste, seppur involontariamente, una teledipendenza; piuttosto cercate coinvolgete i bambini in lavori manuali e creativi che li stimolano e li “tengono impegnati” senza danneggiarli.

 

Silvia Trevaini

Videonews

 

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