Chi è bello guadagna di più: ecco come essere “perfetti” fuori con piccoli ritocchi

Essere giovani, anzi sempre giovani, belli e per di più pieni di energia e di ottimismo. Non ci sono dubbi che le richieste del nostro tempo siano sempre più esose. Ma anche, soprattutto per quanto riguarda la dimensione estetica, sempre più imprescindibili.
Un aspetto gradevole, armonioso e “in ordine” non è più una possibilità, qualcosa che ci può essere oppure no. È una conditio sine qua non, un elemento in grado di fare la differenza nel lavoro (come ha dimostrato nel 2011 lo studio dell’americano Daniel S. Hamermesh i belli guadagnano di più) e nella vita sentimentale. Non proprio dei dettagli, insomma.  Per tutto questo, chi si trova a fare i conti con un difetto tende ad affrontarlo appena possibile,  quindi appena superata la soglia della maggiore età, mentre chi ha 20 o 30 anni di più è ben lungi dall’accettare in modo passivo i segni lasciati dall’età.

Abbiamo chiesto al dottor Francesco Klinger, Responsabile di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva di un importante Gruppo Ospedaliero Lombardo, con attività ambulatoriale presso il Centro Medico Visconti di Modrone di Milano, quali sono le richieste più frequenti e perché.

«Il boom degli ultimi anni riguarda sicuramente il minilifting, detto anche lifting a cicatrici corte. Il grande vantaggio di questo intervento, molto richiesto da donne appena quarantenni come da persone decisamente più in là negli anni, è l’effetto estremamente naturale. Infatti, risolleva i tessuti del cosiddetto terzo medio, la parte del viso compresa tra la base del naso e la mandibola, che è del resto quella che accusa per prima i segni del tempo, soprattutto nelle donne. Con il minilifting si eliminano le rughe tra il naso e la bocca, si ridefinisce la linea della mandibola e, in generale, si riposizionano i tessuti, compresi quelli del collo.

Ancora, il minilifting comporta cicatrici che, per la loro sede, sono praticamente invisibili. Infatti, si trovano dietro e dentro l’orecchio. Last but not least, cicatrici corte significano intervento e convalescenza più breve. Nella stragrande maggioranza dei casi, il minilifting non richiede ricovero e avviene, tranne che nei soggetti particolarmente ansiosi, in anestesia locale.

A potenziare ulteriormente la naturalezza del risultato c’è poi il lipofilling. L’autotrapianto di grasso è una metodica molto indagata negli ultimi anni e sempre più utilizzata in ambito estetico e ricostruttivo. Il lipofilling prevede una piccola lipoaspirazione, con la quale si prelevano pochi cc di grasso dalle sedi in cui è naturalmente presente, come l’addome, i fianchi, le cosce. Dopo averlo depurato, tramite un ago lo si trasferisce nei punti in cui si vuole migliorare la qualità della pelle e ripristinare i volumi. Nel caso di un minilifting, il lipofilling viene impiegato di solito per ridare un po’ di volume alle guance e agli zigomi, sedi nelle quali il grasso tende naturalmente a diminuire con l’età, producendo quell’effetto scavato tipico dei visi anziani. Come molti studi hanno dimostrato, il grasso è ricco di cellule staminali adulte, in grado di attivare nei tessuti in cui vengono trasferite un importante processo di rigenerazione. Nel caso del viso, il lipofilling serve ad aumentare la compattezza e l’elasticità delle pelle, ma anche a colmare le tracce dei solchi rimasti. Per evitare infatti di creare l’ “effetto liftato”, che chiaramente denuncia il ritocco, si evita accuratamente di mettere in tensione i tessuti. Questi vengono semplicemente riposizionati con punti di sutura interni, eliminando quelli in eccesso. Il tutto senza esagerare. Sennò, addio naturalezza».

 

Silvia Trevaini

Videonews

 

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