Ecco come diventare fruttariani

frutta
Alla fine, che si chiami sistema vegetariano, o sistema frutto-vegetariano, vegano, crudista, igienico-naturale, tendenzialmente vegano, tendenzialmente crudista, le cose cambiano di poco, essendo tutte definizioni che esprimono grossomodo il medesimo concetto di filosofia alimentare virtuosa e salubre, priva di proteine animali, e il più possibile priva di alimenti cotti e devitalizzati.

Ma quali sono i  problemi di ordine pratico nell’impostare una strategia fruttariana?

Le difficoltà applicative, quando esistono, ci sono nella misura in cui manca la volontà e la ferma determinazione di attuare tale sistema, quando manca in noi e in chi ci sta vicino la convinzione che tale modo di alimentarsi possa essere realizzabile in concreto e possa pure essere ideale per la nostra salute.

Gli ostacoli dunque, più che essere materiali e concreti, sono remore di tipo mentale e psicologico, pregiudizi duri a morire, o magari anche abitudini e gusti che non ci sentiamo ancora di abbandonare. Di sicuro che la società e la famiglia non ti aiutano, la scuola e il lavoro nemmeno, il medico e il prete peggio ancora.

Se ne parli in giro tenteranno di scoraggiarti, di deriderti e farti passare per matto.

Ma attenzione, fare il fruttariano è molto semplice oggigiorno. Entri in un supermercato e scegli la frutta che vuoi, quella che più ti piace, senza rovinarti economicamente.

E se qualcuno osserva che fare doppia e tripla colazione a base di frutta significa mettere in crisi i propri ritmi di studio e di lavoro, ciò non è affatto vero.

Primo, il frutto rende la gente più attiva e più sana, più laboriosa e studiosa.

Secondo, un sacchetto con della frutta pronta per l’uso si può tenere nel cassetto della scrivania, o vicino alla propria postazione di lavoro, o nello zaino della scuola.

Impostare e realizzare un sistema nutrizionale frutto-vegetariano, tendenzialmente vegano e crudista, non è affatto un’impresa difficile o impossibile, soprattutto se teniamo in testa la necessità di rispettare il più possibile i principi dei Cicli Nutrizionali Giornalieri.

Oggi il nostro esperto di alimentazione Fruttariana Giorgio Bogoni ci farà vedere proprio come metterla in pratica.

Prima di proporre un percorso di transizione graduale da un regime alimentare onnivoro a uno fruttariano, ritengo sia necessario mettere in evidenza le differenti fasi in cui si trova il nostro corpo nel corso della giornata e sottolineare l’importanza di limitare l’uso della cottura. La comprensione di questi due concetti consentirà infatti a chiunque di adattare alle proprie esigenze il Percorso di Perfezionamento Alimentare successivamente proposto, senza renderlo inefficace.

Il metabolismo del corpo umano attraversa, nel corso della giornata, le fasi del “ciclo trofo-fisiologico circadiano”. Al mattino ci troviamo in fase catabolica, in cui il nostro organismo elimina i residui metabolici della sera precedente; a metà giornata siamo in fase anabolica di combustione, stiamo cioè assimilando il nutrimento assunto il giorno prima; e solo la sera il nostro corpo si trova in fase trofica ed è predisposto a mangiare. Infatti, solo durante la notte il nostro organismo a riposo può dedicarsi alla digestione, complessa ed energeticamente costosa.

Questo era già stato compreso dai nostri antenati: in molte lingue antiche si nota che “colazione” e “pranzo” sono parole che indicano la raccolta, la preparazione e l’attesa del mangiare; di fatto sempre posticipato alla sera. Lo stesso francese usa la parola “piccolo digiuno” per “colazione” e “digiuno” per “pranzo”.

Scienza e linguistica screditano chi si ostina genericamente a sostenere “l’importanza della prima colazione”!

L’altro concetto che dovrà fare da guida nel modellare le nuove abitudini alimentari è, come dicevo, l’astenersi, per quanto possibile, dalla cottura.

Degradare il cibo mediante l’utilizzo del calore, è una consuetudine che l’uomo ha introdotto per la necessità di consumare qualcosa che il suo organismo non era in grado di digerire naturalmente. Ha cominciato a farlo, al subentrare delle glaciazioni, quando i cambiamenti climatici hanno reso difficile approvvigionarsi di frutta e si è trovato costretto a superare un lungo inverno cibandosi degli animali che lo abitavano e delle semenze che aveva raccolto durante l’estate. La cottura consente infatti una parziale digestione di carni e semi da parte dell’organismo umano che, a differenza di carnivori e granivori, non dispone degli enzimi necessari alla loro assimilazione.

Il problema è che la cottura oltre i 40 gradi priva il cibo di tutte le vitamine e gli enzimi in esso contenuti, annullandone quasi completamente il valore nutrizionale e riducendolo a semplice massa calorica. Inoltre, da un punto di vista energetico, il calore distrugge la naturale struttura armonica dell’alimento e, mangiandolo, se ne assorbe il disordine molecolare.

 

Compresi questi due concetti fondamentali, riservare alla sera l’eventuale consumo di tutto quanto diverso da frutta e limitare l’uso della cottura, siete ora in grado di capire e modificare secondo le vostre necessità il graduale percorso pratico di transizione che vi propongo. Ad esempio, soddisferete una voglia per un alimento ormai abbandonato esclusivamente alla sera, oppure sceglierete una pietanza a base di cibi crudi nel caso abbiate più di un’alternativa.

Vediamo ora come diventare fruttariani.

Come potete immaginare, dovrete ricondurre al consumo di solo frutta prima la colazione, poi il pranzo e per ultima la cena.

Questo dovrà essere fatto con strema gradualità perché la frutta ha un altissimo potere disintossicante ed obbligherà il corpo a riversare nel sangue, affinché vengano filtrate da fegato e reni e poi espulse, tutte le tossine che avete accumulato in organi e tessuti durante lunghi anni di alimentazione sbagliata. Eventuali eruzioni cutanee o un’iniziale sensazione di malessere e debolezza non sono quindi sintomo di disfunzioni dell’organismo o di insufficiente nutrizione, ma fisiologiche manifestazioni del processo di disintossicazione in atto e possono essere tenute sotto controllo dilatando i tempi di transizione al fruttarismo.

Nella pratica, il passaggio a “solo frutta” si attua eliminando i vari alimenti nel loro ordine di tossicità: carne/pesce, uova, derivati del latte (formaggi), latte, miele, legumi (fagioli, piselli), cereali (pasta, pane, orzo, mais), semi oleosi (noci, nocciole, mandorle, castagne), semi germinati, funghi, germogli, radici (carote, patate), fusti (sedano), foglie (insalata), fiori (cavolfiore), frutta acida (agrumi, kiwi, ananas), frutta essiccata dolce (uvetta sultanina) e frutta essiccata ortaggio (pomodori secchi). L’obiettivo è limitarsi al consumo di frutta dolce (mele, pere, pesche, prugne, albicocche, melone, banane), frutta ortaggio (pomodoro, cetriolo, zucchina, peperoni, melanzana, zucca) e frutta grassa (avocado ed olive).

Comincerete a “ripulire” la colazione fino a ridurla ad una o più mele, poi farete la stessa cosa con il pranzo consumando solo 3 frutti dolci di stagione ed infine interverrete sulla cena, durante la quale arriverete a mangiare frutta ortaggio, 2 o 3 banane ed una mela.

Di fatto è un percorso che attraversa le fasi vegetariana e vegana.

Supponiamo, ad esempio, che siate abituati a fare colazione con bacon e uova. Passerete a farla con cappuccino e cornetto, quindi con un caffè e biscotti con la marmellata, poi con una spremuta di arancia e un po’ di mele secche, a seguire con una banana… per arrivare a cominciare la giornata solo con un paio di mele, il frutto di riferimento di tutti i fruttariani!

Allo stesso modo il pranzo e la cena. Avrete dapprima l’accortezza di non consumare carne, poi evitare i formaggi, quindi privarvi di pasta e pane, per ultimo persino delle verdure che sono parti della pianta.

Il tutto con estrema gradualità e libertà nel proprio personale Percorso di Perfezionamento Alimentare, sempre pronti a tornare un poco sui propri passi al primo manifestarsi di disturbi fisici o disagi psicologici.

Concludo raccontandovi cosa ho mangiato ieri, completata da circa un anno e mezzo la transizione al fruttarismo.

Mi sono svegliato con una mela rossa e ho pranzato con un melone, 2 cachi e 2 pere. Alla cena ho riservato nell’ordine: un avocado, 2 cetrioli, un piatto di zucchine trafilare con lo Spiromat scaldate girandole in un sugo di pomodoro, un piatto di pomodori ed olive verdi, 3 banane e quindi l’immancabile mela di chiusura!

Mi sento straordinariamente vitale, estremamente lucido e i miei esami del sangue rassicurano il mio medico e i miei familiari.

 

Silvia TrevainiSilvia Trevaini

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