Il cibo cotto è veramente tossico?

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Alcuni sostenitori della dieta crudista affermano che il cibo cotto è tossico. Ma è proprio così? Ciò che rende una dieta crudista salutare non è tanto il fatto di evitare il cotto a tutti i costi, quanto altri fattori.

Parlando di dieta crudista, possiamo intendere:
– una dieta composta al 100% da cibi crudi (integri, non processati, ecc.)

– una dieta tendenzialmente crudista, cioè composta prevalentemente da questi cibi

In quest’ultima accezione la dieta crudista si è affermata molto, di recente, anche in Italia. Sempre più persone si interessano e intraprendono una dieta vegana prevalentemente composta da cibi crudi.

Nell’ambito di questo tipo di diete, però, si sente anche dire che il cibo cotto è “tossico”, e viene di conseguenza enfatizzata l’importanza di mangiare esclusivamente cibi crudi.

Crediamo che, più che seguire una dieta crudista al 100%, sia importante soprattutto:

– seguire una dieta a base di alimenti vegetali (senza cibi di origine animale)
– evitare olio, sale, zucchero
– ottenere l’80% delle proprie calorie dai carboidrati (frutta, carboidrati complessi) e al massimo il 20% da grassi e proteine cibarsi di cibi integri (non raffinati, processati il meno possibile). Siamo convinti cioè che buona parte dei benefici di una dieta vegan-crudista derivi dal mettere in pratica i principi appena elencati, e non necessariamente dal fatto che i cibi siano crudi. In altre parole, la causa per cui le persone si ammalano così spesso con una dieta convenzionale non è il “cibo cotto”, ma una dieta piena di prodotti animali e alimenti raffinati.

Molte popolazioni che seguono una dieta tradizionale a base di cibi vegetali non soffrono di diabete, cardiopatie, tumori, ecc., nonostante la loro dieta sia composta prevalentemente da cibi cotti. In un articolo di Nathan Pritikin (“High Carbohydrate Diets: Maligned and Misunderstood”, Journal of Applied Nutrition), vengono menzionate diverse popolazioni al mondo libere da disturbi degenerativi come angina, ipertensione, diabete e artrite.

Il tasso di patologie coronariche tra i bantu africani che seguono una dieta con un 10% di grassi è quasi zero. (…) Nelle autopsie eseguite su 42 bantu e 22 europei morti improvvisamente per varie ragioni, solo un bantu risultava malato di aterosclerosi, mentre il 100% degli europei, perfino un ragazzo di 15 anni, presentava seri danni alle arterie. “Whyte studiò i nativi della Nuova Guinea, la cui dieta conteneva un 10% di grassi e solo un 7% di proteine. Le autopsie eseguite su 600 nativi rivelarono solo un caso di morte attribuibile a malattie coronariche. Fu inoltre scoperto che non solo la pressione sanguigna tra i nativi della Nuova Guinea non aumentava con l’età, ma addirittura che la loro pressione diastolica si abbassava di 10 mm. Dopo i 60 anni.  Leaf esaminò una popolazione in Ecuador con un insolito numero di persone anziane. Su 800 persone, un certo numero aveva più di 100 anni e una ne aveva addirittura 121. (…). Non furono riscontrati disturbi cardio-vascolari. La loro dieta era composta prevalentemente da carboidrati complessi: mais, riso integrale, legumi, altri ortaggi e frutta, più una porzione settimanale di cibi di origine animale. Le ricerche attuali rivelano la stessa cosa: le popolazioni che seguono una dieta a base di cibi vegetali con pochi grassi aggiunti non soffrono dei disturbi degenerativi più diffusi tra le popolazioni “civilizzate”. Non solo vivono più a lungo, ma riescono anche a essere sane fino alla fine. Non conosciamo alcuna popolazione “centenaria”, nel senso di una popolazione in cui quasi tutte le persone raggiungano i 100 anni, ma ci sono alcune aree in cui buona parte della popolazione arriva a quell’età: si tratta delle cosiddette “zone blu”. Abbiamo già parlato delle zone blu in altri articoli, descrivendo il tipo di diete e lo stile di vita che le caratterizza. Il fatto che il cibo sia crudo non sembra essere il fattore più importante nel determinare la longevità e la buona salute di quelle popolazioni. Se il cibo cotto fosse veramente tossico, le persone non guarirebbero da cardiopatie, diabete, disturbi auto-immuni, né riuscirebbero a prevenire (e a volte a guarire) il cancro con diete a base di cibi vegetali prevalentemente cotti. La ragione principale per cui molte persone soffrono dei tipici disturbi della civilizzazione è che seguono una dieta a base di cibi raffinati e di origine animale. Una dieta crudista automaticamente esclude tutti questi cibi. Ma lo fanno anche le diete vegetali non esclusivamente crudiste come quelle promosse da Esselstyn, McDougall, Barnard, Ornish, e molti altri. Il punto qui non è di criticare o svalutare una dieta crudista al 100%. Quando viene messa in pratica correttamente, rimane uno degli strumenti più potenti di cui puoi disporre per migliorare la qualità della tua vita. Non parliamo di diete crudiste che imitano l’alimentazione convenzionale con ricette cariche di grassi e prodotti raffinati e super-elaborati, purché “crudi”. Parliamo di una dieta crudista veramente sana, a base di cibi freschi e integri e a basso contenuto di grassi, con attenzione ad assumere sufficienti calorie e a tutti gli aspetti nutrizionali. Questa è una dieta eccezionale. Tuttavia non consideriamo il cibo cotto “tossico” di per sé. La tossicità dipende secondo noi da altri fattori.

Benefici di una dieta crudista al 100%

La domanda è: quali benefici aggiuntivi può dare una dieta crudista al 100% rispetto a una dieta simile (a base di cibi vegetali, senza oli, zuccheri, sale aggiunti) che includa qualche cibo cotto? Non c’è alcuna ricerca che possa fornirci delle indicazioni a riguardo. Ma, se ci fosse, forse scopriremmo che questi benefici aggiuntivi derivano dalla restrizione calorica che si associa naturalmente a una dieta crudista. La cottura (come riportato nel libro “Catching Fire” del primatologo Richard Wrangham) aumenta la disponibilità delle calorie contenute in molti cibi. Ad esempio, da una carota cruda possiamo ottenere meno calorie utilizzabili rispetto a una carota cotta. Questa potrebbe essere una ragione per cui una dieta completamente crudista dà dei benefici aggiuntivi (ma allo stesso tempo può essere una causa di problemi nutrizionali, se non si assumono calorie a sufficienza). Potrebbe esserci qualcos’altro. Nei cibi crudi, qualcuno afferma, c’è una vibrazione diversa, più elevata. Secondo Roger Haeske, fautore della dieta crudista 100%, mangiare esclusivamente cibi crudi dona importanti benefici, sia dal punto di fisico che spirituale. Egli esclude che questi benefici possano essere ottenuti continuando a consumare anche solo un 5% di cibi cotti. Una dieta vegana, priva di prodotti animali e raffinati, priva di oli-sale-zucchero e con una buona percentuale di crudo è secondo la nostra esperienza uno dei modi migliori e più efficaci per migliorare drasticamente la propria salute, ed è relativamente semplice da mettere in pratica, poiché gli amidi (riso, patate, ecc.) soddisfano e saziano facilmente.

 

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Silvia Trevaini

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Una risposta a “Il cibo cotto è veramente tossico?

  1. Cara Silvia,

    Stavolta hai fatto un articolo ineccepibile, brava.
    Vorrei solamente aggiungere una cosa… cotto.. ma cotto dice poco. Cotto come ?
    Tutti i cibi portati oltre certe temperature cambiano completamente e talvolta diventano cancerogeni (difficile che accada con i vegetali ovviamente). Lasciando stare la carne rossa e bianca…ormai assodata come ad alto rischio da chiunque oncologi compresi… forse il pesce è leggermente meno pericoloso.
    Anche in questo caso però conta molto la cottura.
    Vuoi mettere un pesce azzurro piccolino, cotto al vapore o meglio crudo alla giapponese (precedentemente abbattuto ovviamente) come è più sano, rispetto ad uno fritto o fatto alla griglia carbonizzato?.
    Comunque complimenti, mi attendo altri bei articoli come questi. Grazie Davide

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