Cause delle malattie, il diabete

Qual è la vera ed unica causa di tutte le cosiddette malattie? La tossiemia! Scoperta dal Dr. J. H. Tilden che affermò: “In un primo momento credevo che la causa generale della malattia fosse l’indebolimento; poi ho capito che la semplice debolezza non è la causa, in quanto la malattia deve derivare da avvelenamento, e questo deve dipendere, a sua volta, da un avvelenamento auto-generato; ma, qual è la causa dell’auto generazione? Ho indugiato molto nel tentativo di far risalire la malattia all’avvelenamento procurato da sistema, quale, per esempio, il cibo ingerito dopo che fosse iniziato il processo di putrefazione, oppure all’avvelenamento dovuto allo sviluppo della putrefazione dopo l’ingerimento. Ad un certo punto ho realizzato, però, che l’avvelenamento di per sé non è malattia. Ho osservato dove l’avvelenamento non ha ucciso; alcuni casi hanno reagito e sono tonati subito in salute mentre altri sono rimasti in uno stato di semi-invalidità. Ho constatato la stessa cosa nel caso di ferite e shock mentali. Mi ha preso molto tempo lo stabilire che un corpo ferito o avvelenato, quando non distrutto dalla tossiemia, torna presto alla normalità; e qualora ciò non accadesse, è perché esiste un’abitudine malsana, un certo tipo di disordine, che richiede una qualche eventualità che la porti ad un grado di percezione.

Per esempio una ferita ad una certa parte del corpo è spesso accompagnata dalla presenza di un reumatismo; il reumatismo, prima della lesione, era potenzialmente nel sangue. Prima che la teoria tossiemica non si presentasse alla mia mente non potevo capire profondamente una malattia solo attraverso lo stress provocato da una ferita o da una febbre causata da uno shock di qualsiasi tipo. Solo con la scoperta della suddetta teoria la causa della malattia si presentò a me in modo semplice e chiaro. Ed ora la teoria tossiemica costituisce un fatto provato. Dopo anni di perplessità ed “attente aspettative” ho imparato che le malattie, di qualunque natura esse siano, sono a sviluppo lento; che senza una preparazione sistematica anche una cosiddetta malattia sistematica acuta non si potrebbe manifestare. In poche parole, senza tossiemia non può esserci alcuna malattia. Sapevo che gli scarti del metabolismo erano tossici e che l’unica ragione per la quale non siamo avvelenati da essi è che vengono eliminati dall’organismo non appena prodotti. Giunsi alla conclusione, quindi, che le tossine sono ritenute nel sangue quando si cerca di eliminarle, la causa della ricerca doveva essere determinata ed in poco tempo riuscii ad evidenziarla. Sapevo che quando eravamo provvisti di normale energia nervosa, il funzionamento organico era normale. Poi mi balenò l’idea che la debolezza causava una ricerca di eliminazione. Eureka! Finalmente avevo trovato la causa di tutte le malattie! L’indebolimento cerca l’eliminazione degli scarti del metabolismo. Pertanto, la ritenzione delle tossine metaboliche è la prima ed unica causa della malattia!”

Oggi parleremo del Diabete, insieme al nostro esperto Giuseppe tedeschi, laureato in Scienze della Salute, e professionista di Igiene Naturale. Inutile descrivere nel dettaglio come la medicina divida e descriva il diabete di tipo 1, 2 ecc. (si può trovare facilmente scrivendolo su Google), quello che è importante (e meno difficile da trovare) è sapere come gestire al meglio questa condizione. Tutti i problemi stanno nella scarsa capacità del fegato umano di metabolizzare i grassi, per cui chi mangia carne, pesce, crostacei, latticini e uova, si ritrova facilmente coi vasi sanguigni e coi capillari ricoperti da una pellicola impermeabile dal grasso. Questa pellicola rende difficile il passaggio degli zuccheri dal sangue alle cellule, rese nel frattempo affamate dalla penuria del loro carburante zuccherino. Se un corpo espelle lo zucchero è perché le sue strutture, in quel momento e in quelle circostanze, non sono in grado di utilizzare tale prodotto, per cui la sua presenza ulteriore nell’organismo potrebbe fare danni ancora peggiori. Accusando un avanzato stato di acidità del sangue, collegato ai grassi e alle proteine dei cadaveri animali introdotte che hanno causato fermentazioni nell’intestino, l’organismo si vede obbligato ad espellere lo zucchero. Quello zucchero, con inevitabile febbre interna-intestinale (insieme alle fermentazioni) aggrava il processo di fermentazione in corso! Ecco spiegato (senza tanti giri di parole come fa la medicina), il motivo per cui l’eliminazione di zucchero nei diabetici è un fenomeno logico ed approvabile. Quello che non riesco a capire è invece la soppressione di tale difesa mediante i farmaci, ormoni estranei (come l’insulina sintetica o di maiale). L’unica vera soluzione è il normalizzare la causa VERA del disordine, quella che deriva dalla deficienza e imperfetta digestione dei cibi animali e derivati. A quel punto è prioritario rinfrescare tutto l’apparato digerente. Un regime alimentare basato sui cibi che ci dona Madre Terra, tanta frutta preferibilmente quelle acquosa e succosa, con mix di insalate, verdure e ortaggi (meglio se crudi), noci, mandorle e semi integrali, questa è la soluzione per debellare questa malattia e sanare chi ne è affetto! La frutta ha la grande qualità di entrare nel regime dietetico come alimento equilibrato e completo, portando freschezza, acqua biologica strutturata e vitamine VERE, il cibo più importante dell’umanità. Il diabete altro non è che una malattia da acidificazione, che si supera ristabilendo la normalità digestiva, e quindi ricreando sangue puro e non sangue intossicato (da ricordare che tutti i farmaci acidificano il corpo!). Nella fase iniziale sarà saggio puntare ai frutti acidognoli e succosi, lasciando fuori la frutta dolce (magari iniziare ad introdurla nella versione secca, uvetta, prugne, albicocche). Prudenza con le banane e i cachi. Molto consigliati gli agrumi. Un ultimo consiglio, eliminare il sale e lo zucchero sono un altro aiuto importante per il nostro corpo, ah… l’attività fisica giornaliera è fondamentale!

 

trevaini50Silvia Trevaini

VideoNews

 
Share on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterEmail this to someonePrint this page

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *