Le App per dimagrire

Ormai ne esistono di ogni tipo, da quelle per semplificare l’organizzazione quotidiana a quelle per seguire la gravidanza, fino a quelle per combattere lo stress. E non potevano mancare le app per dimagrire: strumenti che, almeno sulla carta, sono preziosissimi visto che promettono di rendere meno difficoltosa una lotta, quella ai chili di troppo, che spesso è impegnativa e complessa. Se avete uno smartphone o un iphone potete giovarvi dell’aiuto di alcune app che vi renderanno la dieta più facile. Continua a leggere

Endocrinologia e nutrizione

La ghiandola tiroide è l’organo di controllo più importante del metabolismo corporeo. La buona produzione degli ormoni tiroidei (T4 e T3) permette un corretto apporto energetico ad ogni organo ed apparato. Gli ormoni tiroidei hanno le seguenti funzioni: regolano lo sviluppo cerebrale del feto e del lattante, sono necessari per lo sviluppo dello scheletro fetale, sono indispensabili per il normale accrescimento corporeo del bambino e per la maturazione dei vari apparati (soprattutto quello scheletrico), regolano l’attività metabolica dell’adulto influenzando la funzione di ogni organo e tessuto, in particolare, hanno azione termogenetica, regolano il metabolismo glucidico, intervengono nella lipolisi e nella lipogenesi, regolano la sintesi proteica.  Infine hanno effetti sul sistema cardiovascolare. Ne parliamo con il Prof. Francesco Lippi, Direttore del Centro Malattie della Tiroide e Docente della Scuola di Endocrinologia di Pisa. Continua a leggere

Tutti i benefici del masticare lentamente

Uno degli inconvenienti principali del nostro attuale stile di vita risiede nel fatto che la maggior parte di noi non fa altro che correre tutto il giorno dietro ad un susseguirsi di impegni, senza avere mai tempo per nulla e, quando arriva il momento di mangiare, ci ingozziamo in fretta e furia con la mente rivolta a ciò che dovremo fare subito dopo. Come se il mangiare fosse un inconveniente, un’intrusione nella nostra giornata che ci impedisce di andare avanti con “le cose più importanti”. A prima vista la masticazione sembra una cosa semplice e normale ma, in realtà, sono davvero pochi coloro che masticano bene. Con una masticazione prolungata possiamo apprezzare il gusto dei cibi naturali, che diventano infatti più gustosi, mentre i cibi spazzatura processati industrialmente, con la masticazione, perdono il sapore. Imparare a masticare lentamente porta grandi vantaggi alla nostra salute. Quando eravamo più piccoli, ce l’hanno ripetuto un’infinità di volte: mastica piano, non ingoiare così in fretta, assapora il cibo, rallenta! Quali sono i benefici del mangiare lentamente? Ne parliamo con il nostro esperto  in alimentazione fruttariana Giorgio Bogoni. Continua a leggere

Il digiuno secondo l’Ayurveda

L’Ayurveda consiglia il digiuno come strumento di purificazione e ringiovanimento dell’organismo, e l’autunno è il periodo più adatto per praticarlo, perché in questa stagione il corpo si rinnova con più facilità. Si considera dunque una delle pratiche più semplici ed efficaci per purificarsi, soprattutto in previsione di un rafforzamento del sistema immunitario e dell’energia vitale. Sul piano sottile il digiuno libera dalle impurità il canale centrale dove scorre il Prana, che a sua volta alimenta i Chakra e si ripercuote positivamente su tutti i livelli che costituiscono una persona. Continua a leggere

Caffeina nella performance sportiva

di Dr Sacha Sorrentino, Nutrizionista IMBIO

La caffeina è una sostanza dall’effetto stimolante, appartenente alla famiglia delle metilxantine, presente nei semi e frutti delle piante di caffè, cacao, the, guaranà, mate e in molti prodotti alimentari e farmaceutici. Questa sostanza viene assorbita rapidamente a livello intestinale, precisamente nell’intestino tenue e viene metabolizzata nel fegato attraverso il sistema enzimatico citocromo P450 ossidasi. Viene distribuita ai tessuti corporei dopo circa 45 minuti dall’ingestione e nell’adulto è caratterizzata da un’emivita (tempo di dimezzamento) di circa 4-5 ore. La caffeina agisce su diversi distretti del nostro organismo. Esistono centinaia di pubblicazioni nel mondo scientifico sul ruolo di questa sostanza nella pratica sportiva, per la sua capacità di: Stimolare il sistema nervoso centrale, migliorando l’attivazione dei motoneuroni; Stimolare la contrazione muscolare; Migliorare l’uso del calcio intracellulare; Diminuire la percezione della fatica e del bruciore del muscolo sottosforzo; Migliorare l’utilizzo dei grassi come componente energetico; Esercitare un effetto termogenico (principalmente nei soggetti sedentari). Moltissimi integratori o supplements contengono caffeina. Esistono bevande energetiche da assumere durante la competizione in grado di apportare fino a 180 mg di caffeina con una sola introduzione. Diversi studi hanno però evidenziato che la capacità di ciascuno di noi di metabolizzare la caffeina in modo efficiente o meno dipende dall’assetto del genotipo del gene CYP1A2, responsabile della sintesi dell’enzima citocromo p450-1 a 2. La presenza o assenza della variante genetica favorevole determina la capacità di smaltimento della sostanza. La variante sfavorevole determina infatti un rallentamento dell’assorbimento del principio attivo della caffeina e un accumulo di questa sostanza.
Un eccesso di caffeina, può infatti avere effetti negativi : Sulla stimolazione del sistema nervoso centrale con mal di testa, difficoltà di concentrazione, insonnia, tremori, irritabilità; Sull’apparato muscolare: contrazioni e dolori muscolari Sull’apparato cardiocircolatorio: innalzamento della pressione sanguigna, tachicardia; Sull’apparato gastrointestinale: nausea e vomito, mal di stomaco, diarrea; Rallentando o in alcuni casi danneggiando la performance sportiva e la capacità di recupero. E’ possibile studiare il proprio profilo genetico attraverso un semplice spazzolino, in grado di prelevare delle cellule di sfaldamento della mucosa buccale. Solo così potremmo sapere come personalizzare la strategia nutrizionale ed integrazionale del nostro atleta

Esperienze di premorte

Da una luce calda e accogliente a un lungo tunnel, alle parole dei medici e degli infermieri indaffarati in sala operatoria, visti come se ci si trovasse fuori dal proprio corpo, con dettagli precisi sui ‘bip’ dei macchinari. I racconti delle esperienze di premorte sono intensi e scioccanti: “Secondo una recente indagine randomizzata, circa il 4% della popolazione occidentale sembra averle sperimentate, sarebbe a dire 2,5 milioni di italiani. Ci sono persone che sono sopravvissute a crisi in cui era in gioco la loro vita, che hanno raccontato di aver avuto esperienze coscienti straordinarie. Una premorte può essere definita come il ricordo di una serie di impressioni vissute durante uno speciale stato di coscienza, con diversi elementi comuni: un’esperienza fuori dal corpo, sensazioni piacevoli, la visione del tunnel, della luce, dei propri cari defunti, il passare in rivista la propria vita, e il ritorno cosciente nel corpo. L’arresto cardiaco (morte clinica), uno shock a seguito di emorragia (parti difficili), un insulto cerebrale o colpo apoplettico, un quasi affogamento o un’asfissia, ma anche malattie gravi, episodi di depressione, isolamento o meditazione” possono essere all’origine di queste esperienze. Si tratta comunque sempre di un’esperienza trasformativa, “in quanto causa cambiamenti profondi nel modo di cogliere la vita, elimina la paura della morte e rafforza la sensibilità intuitiva”. Continua a leggere