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L’anemia: perché e come si combatte

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Nell’organismo umano la produzione dei globuli rossi, indispensabili per il trasporto dell’ossigeno dai polmoni ai tessuti, è regolata da sostanze endogene (come ad esempio l’eritropoietina prodotta dal rene) ed esogene, cioè vitamine e minerali introdotte con gli alimenti.
“Pertanto, una nutrizione non corretta può portare ad una anemia, cioè ad una diminuzione non tanto dei globuli rossi ma dell’emoglobina in essi contenuta”, ci spiega il Prof. Giorgio Lambertenghi Deliliers del Centro Medico Visconti di Modrone di Milano.

L’anemia da carenza alimentare è una malattia endemica nelle popolazioni che soffrono la fame, ma paradossalmente oggi si riscontra anche nei benestanti per una alimentazione non equilibrata e la concomitanza di fattori aggravanti come l’uso indiscriminato di alcuni farmaci (aspirina, antiacidi, lassativi) e l’assunzione di alcool. Nel nostro paese la carenza di vitamina B12 è rara rispetto al passato ed appannaggio esclusivo dei vegetariani più accaniti che rifiutano qualsiasi alimento contenente proteine.
Più frequente invece è la mancanza di acido folico e di ferro, responsabile di una serie di disturbi capaci di compromettere la qualità della vita e la capacità lavorativa dell’individuo: difficoltà di digestione per ridotta produzione di acido cloridrico da parte della mucosa gastrica, stanchezza muscolare, disfunzioni del sistema nervoso come mal di testa, irritabilità, difficoltà di concentrazione, depressione, apatia. Poi compaiono bruciori alla lingua e ragadi fastidiose agli angoli della bocca, per arrivare infine ai sintomi caratteristici dell’anemia: pallore della cute, palpitazioni, vertigini, ridotta tolleranza agli sforzi.

Quali consigli per evitare di ridursi in queste condizioni? Anzitutto è bene sapere che l’anemia da carenza si verifica con maggior frequenza in determinate fasi della vita, quando l’organismo richiede una maggiore quantità di vitamine e minerali (infanzia, gravidanza, allattamento) oppure, come negli anziani, quando fa fatica ad assorbire queste sostanze a livello intestinale.
Alla comparsa dei primi sintomi è opportuno recarsi dal medico che dovrà scoprire la causa dell’anemia e valutarne la gravità con esami che misurano la quantità di emoglobina, di vitamine e di ferro presenti nel sangue.

Ricordarsi che l’anemia da carenza si previene a tavola! Le diete a rischio sono soprattutto quelle basate su alimenti che non contengono ferro e acido folico. I vegetali freschi o non eccessivamente cotti sono ricchi di acido folico, ma contengono i fosfati che rendono difficile nell’intestino l’assorbimento del ferro. Ecco allora la necessità della carne o di altri alimenti ricchi di ferro facilmente assorbibile come il germe di grano ed il tuorlo d’uovo.

Ma se la carenza è dimostrata dagli esami la dieta non basta, per cui occorre una integrazione con preparati di ferro o acido folico per bocca, lasciando l’uso della via intramuscolare o endovenosa ai casi più gravi.

Silvia Trevaini

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