Obiettivo Benessere

Diabete e gravidanza


Le pazienti affette da diabete sia di tipo 1 sia di tipo 2, che desiderano pianificare una gravidanza, devono avvalersi di una consultazione con gli specialisti,  prima ancora del concepimento, per poter attuare quelle misure preventive necessarie ad affrontare i possibili rischi legati alla gravidanza per la futura madre e per il nascituro. Ecco come,  ne  parliamo insieme al Prof. Antonio Secchi del Centro Medico Visconti di Modrone.

Concepimento

Prof. Antonio Secchi

In mancanza di un’adeguata preparazione e pianificazione, le madri diabetiche hanno un aumento  5  volte superiore rispetto alla popolazione in generale di mortalità perinatale, un aumento di aborti, 5 volte più malformazioni congenite e 3 volte più macrosomie  (peso alla nascita > 4kg).
In primo luogo è necessario ottenere una normalizzazione della glicemia prima del concepimento e durante la gravidanza con un controllo metabolico del diabete. Questi controlli effettuati dal diabetologo possono ridurre i rischi fino ad allinearsi a quelli della donna non-diabetica. Nel caso di diabete di tipo 1 è consigliato l’utilizzo di un infusore o pompa di insulina, mentre nel diabete di tipo 2 occorre sospendere gli antidiabetici orali per eventualmente iniziare un trattamento insulinico analogo a quello per il diabete di tipo 1 già prima del concepimento. La scelta dell’insulina va concordata individualmente con il Diabetologo, in quanto non tutte le insuline sul mercato sono state testate in trials in donne gravide.

Per quanto riguarda le complicazioni preesistenti, che potrebbero subire un peggioramento durante la gravidanza, sono indicati alcuni controlli:

– fondo dell’occhio eseguito da un oftalmologo che valuta la presenza o l’evoluzione della retinopatia diabetica, in particolare nel caso di retinopatia proliferativa la quale ha maggiori possibilità di peggiorare durante la gravidanza. Il controllo, se risulta normale, va ripetuto ogni 6 mesi, mentre in caso di alterazione ogni 1-3 mesi.

– funzione renale e albuminuria

– funzione tiroidea, poiché in caso di diabete di tipo 1 esiste un rischio del 10/15% di una sua disfunzione.

In presenza di alcune complicazioni degenerative quali la retinopatia diabetica proliferante,  l ‘insufficienza renale  medio – grave, l’ ipertensione arteriosa, cardiopatia diabetica, si sconsiglia la gravidanza.

Sicuramente utile sarebbe rivolgersi a un consulente specializzato sia per l’alimentazione che per l’attività fisica.

Gravidanza

La supervisione durante la gravidanza per ridurre al minimo i rischi, consiste nel consultare il medico diabetologo più di frequente, non meno di una volta al mese, in stretta collaborazione con il ginecologo, la levatrice, la dietista e l’infermiera specializzata.  Il controllo glicemico va seguito come nella fase preconcezionale: HbA1c una volta  al mese (obbiettivo <6,0), monitoraggio glicemico intensivo (almeno 5 rilevazioni al giorno), con conseguente aggiustamento della posologia insulinica. Il primo trimestre di gravidanza si caratterizza per un incremento delle oscillazioni glicemiche con tendenza all’ipoglicemia che richiede la diminuzione delle dosi d’insulina. Dalla 18ma/24ma settimana invece la quantità d’insulina aumenta progressivamente. La madre deve inoltre mantenere sotto controllo non solo gli scompensi glicemici e i rischi d’infezione, ma anche peso, pressione e albuminuria (rischio aumentato di sviluppare ipertensione o preeclampsia/eclampsia).

Per quanto riguarda la crescita del feto dalla 24ma settimana si eseguono controlli mediante ecografia almeno una volta al mese. I rischi per il bambino sono le malformazioni che possono insorgere a causa di un controllo metabolico insufficiente prima del concepimento e nei primi sei mesi di gravidanza, crescita eccessiva in caso di glicemia elevata (questo è dovuto ad una ipersecrezione di insulina da parte del pancreas del feto), ma anche crescita inferiore, causata da problemi di circolazione nella placenta o polihydramnion (aumento del liquido amniotico). Tutti questi rischi possono essere ridotti grazie ad un controllo metabolico ottimale. E’ necessario aver concordato prima del parto con il proprio diabetologo come modulare il dosaggio dell’insulina, che può anche dimezzarsi rispetto a prima della gravidanza. Bisogna raggiungere l’obiettivo di glicemie tra 4,0 – 7,0mmll/l allo scopo di evitare ipoglicemie al neonato, controllando quindi molto frequentemente la glicemia (ogni 1, 2 ore). Anche il bambino va controllato dopo la gravidanza.

Dopo la gravidanza

Durante l’allattamento la glicemia diminuisce ulteriormente, in particolare di notte e nell’ora successiva alla poppata. Di conseguenza o si adegua il dosaggio dell’insulina o si supporta il calo glicemico con uno spuntino supplementare.

In conclusione le condizioni ottimali per una gravidanza in donne diabetiche si ottengono con un buon controllo preconcepimento ed uno stretto controllo durante la gravidanza. Va ricordato che purtroppo ancora il 30/40% delle gravidanze non sono “pianificate”. La corretta informazione alle giovani donne con diabete deve chiaramente affrontare queste problematiche al fine di abbattere “tabù” su quest’ argomento, consentendo così alle donne che voglio affrontare la gravidanza di poterlo fare coscientemente e consentire una più tranquilla maternità.

 

Silvia Trevaini

Videonews

 

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