Obiettivo Benessere

L’importanza della densità calorica

frutta_L’altro giorno ero fuori per alcune commissioni e mi sono fermata a mangiare in un ristorante self-service che aveva un ricco buffet di verdure.

In genere in questo tipo di ristoranti sono disponibili dei piattini o delle ciotole di varie dimensioni, da riempire a piacere, e si paga a seconda della “taglia” del piatto.

Può essere una buona occasione per mangiare in modo salutare anche lontano da casa: una bella insalatona, riempiendo il piatto il più possibile! I piatti che ho trovato erano davvero di modeste dimensioni, così ho optato per due piatti della dimensione più grande, che ho riempito per bene (anche se avrei potuto fare di meglio). Il risultato, dal punto di vista quantitativo, non eguagliava le insalatone giganti che mi preparo solitamente a casa, ma per un pasto veloce fuori casa, andava più che bene.

Al momento di mettermi in fila per pagare, ho notato qualche occhiata allibita. Mi sono guardata intorno, ed effettivamente ero l’unica ad aver preso solo verdura e ad averne presa così “tanta” (anche se per me non lo era).

Altre persone avevano approfittato del buffet riempiendo all’inverosimile, per esempio, la ciotolina per le verdure più piccola (e riempiendola per metà di salsa!), ma si trattava sempre di un contorno al piatto principale, che poteva essere un primo di pasta o tortellini, come un secondo di carne o pesce, ecc. Insomma… la “normalità” con cui ci confrontiamo, se usciamo dal nostro solito giro e dalla nostra cucina!

Giorgio Bogoni

A volte dimentico che pranzare con un frullato in cui metto 5-6 banane, diversa altra frutta e verdure a foglia, oppure fare uno “spuntino” con oltre 1 kg di frutta non è “normale”… almeno non lo è per molte persone.
Ma parliamo dell’importanza della densità calorica con il nostro esperto di alimentazione fruttariana Giorgio Bogoni.

Proprio qualche giorno fa, tornando a casa con le borse della spesa, notavo che mangio circa 5 kg di frutta al giorno: 4,5 kg di acqua filtrata e resa eccezionalmente biodisponibile dalla pianta e 0,5 kg. tra fibre e nutrienti.

Ma per quale motivo un fruttariano mangia tanta frutta?

Semplicemente perché non raggiunge facilmente quel senso di sazietà che ricorda come segnale di “stop” di quando mangiava di tutto.

Quella “sazietà calorica” spesso percepita ancor prima di essere conseguita, perché confusa con il disperato appello del sistema digerente, non più in grado di gestire una così grande quantità di materiale difficilmente assimilabile. Per la maggior parte delle persone è proprio questo campanello di emergenza l’atteso segnale di “ho mangiato a sufficienza”,

Infatti la frutta detiene il primato assoluto per la più bassa densità calorica (calorie per peso di cibo ingerito) per cui, anche supponendo che il corpo abbia la capacità di avvertirci in qualche modo una volta soddisfatto il fabbisogno calorico giornaliero, questo accadrebbe dopo diversi chili di frutta.

Sorprendentemente, quasi nessuno tiene in considerazione il fatto che dovremmo mangiare per nutrire il nostro corpo, piuttosto che per ingolfarlo di calorie, e che non è intelligente basare i nostri comportamenti alimentari fruttariani su quanto appreso quando si era onnivori.

Idealmente bisognerebbe sviluppare una sensazione che potremmo chiamare “sazietà nutrizionale”, che ci avverta raggiunto il quantitativo di nutrienti necessario al nostro sostentamento, ma ritengo che questa dovrebbe essere una conquista della mente, perché non credo che il nostro organismo disponga di ricettori utili allo scopo.

Resta da capire perché la Natura abbia fatto i frutti tanto poco calorici, al punto da doverne consumare una gran quantità.

Se osserviamo i primati nel loro ambiente naturale, notiamo che conducono una vita estremamente tranquilla che non richiede l’abnorme quantitativo di frutta consumato da un fruttariano, che spesso vive il dispendio energetico esagerato caratterizzante la società moderna.

Inoltre, trovandoci in Italia a latitudini ben più fredde rispetto al clima intertropicale dove si è originata la razza umana, è comprensibile desiderare un eccesso calorico soprattutto nei mesi invernali, a contrastare la sensazione di freddo.

Riassumendo, non deve quindi sorprendere vedere un fruttariano mangiare tanta frutta, in parte perché probabilmente sono richieste decine di anni affinché il corpo impari a ritararsi su nuovi parametri di sazietà, in parte perché lo Stile di Vita moderno spesso richiede un apporto calorico superiore a quello che la Natura aveva pensato per noi.

Silvia Trevaini

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