Obiettivo Benessere

Le vertigini: cosa sono e come si curano

Chi la cura? (A chi spetta la cura?)

Facciamo innanzi tutto chiarezza su una cosa fondamentale: la vertigine non è una malattia! No! La vertigine è un sintomo comune a tantissime malattie che possono colpire organi diversi del corpo umano. E spesso è descritta allo stesso modo, cioè determina le stesse sensazioni, anche se causata da malattie infinitamente diverse tra loro. Ma, quindi, di che cosa si parla quando si dice “vertigine”?

Ne parliamo con il Dott. Roberto Barocci, specialista Otorinolaringoiatra del Centro Medico Visconti di Modrone.

E’ un sintomo che può essere definito come un falso orientamento del paziente rispetto allo spazio che lo circonda. E’ una allucinazione visiva, dato che il soggetto ha la sensazione di muoversi rispetto allo spazio che ha intorno, o che gli oggetti che lo circondano si spostino rispetto a lui. Spesso è difficile spiegare la sensazione provata, e per questo vengono usati termini come capogiro, debolezza, sensazione di testa vuota o perdita dell’equilibrio. E, a fronte delle difficoltà nella descrizione della sintomatologia, in primo luogo il paziente teme di non essere completamente capito nella rappresentazione della gravità di ciò che ha o ha avuto. Ecco che allora compare la prima componente/causa della vertigine. Con tutta la comprensione e con tutto il calore umano è difficile credere che il mondo si sia messo a girare intorno al/alla paziente che viene a farsi visitare.. Eppure c’è tanta buona fede nelle parole di chi chiede di essere ascoltato, capito e curato. E ciò perché, come detto, la vertigine è una allucinazione visiva. E questo elemento va tanto messo in conto. Non si intende dire che chi va a farsi visitare per una sindrome vertiginosa necessiti di un consulto psichiatrico. Ma il sintomo vertigine ha una configurazione personale e non riscontrabile con documentazione obiettiva. Al fine di avere un qualche contributo di obiettività, spesso il medico invia il paziente allo specialista otorinolaringoiatra per l’esecuzione di tutti gli accertamenti oto-vestibolari. E così la vertigine è diventata una malattia e pure specialistica.

Ma le cose non stanno così.

In questa fase, se è vero che il sintomo vertigine è comune a tante malattie, l’unico contributo che l’otorino può e deve dare è quello di valutare se concomita una perdita di udito. E così si avvia l’indagine a tappeto relativa al passato e al presente. Un vecchio testo di medicina scrive che “il paziente spesso confonde le vertgini vere con gli  svenimenti o con le sensazioni di instabilità o squilibrio di origine circolatoria, dismetabolica o psicogena. Nella vertigine vera c’è un senso di disorientamento spaziale  con sensazione di rotazione in assenza di questo moto”. Ma la descrizione completa del sintomo si adatta anche a chi ha subìto  traumi del capo e del collo , come pure chi abusa di farmaci e alcolici. Sanno bene i neurologi come la lesione di alcuni nervi cranici richieda l’esecuzione di prove di coordinazione e di equilibrio per definire la vertigine provocata. E non sono statisticamente rilevanti le quote in conto ai cardiologi, ai quali è richiesta la valutazione funzionale della carotide, la ricerca di soffi vascolari, la misurazione della pressione arteriosa e la ricerca dei polsi periferici, oltre all’anemia, al diabete e all’ipotensione. Resta tutta nelle mani degli ortopedici la eventuale patologia del rachide cervicale. Ma anche alcuni farmaci possono determinare una sindrome vertiginosa. Tra questi si segnalano alcuni antibiotici, alcuni estrogeni, qualche diuretico, alcuni sulfamidici. Nella storia della medicina, la vertigine ha avuto un trattamento molto particolare per il fatto che essa veniva interpretata come sintomo precoce di sifilide. Un vecchio testo dice che “in tutti i pazienti affetti da disturbi vertiginosi dovrebbero essere eseguite le prove sierologiche specifiche”!

Si potrebbe trovare una ridefinizione del sintomo vertigine dicendo che è una alterazione dell’equilibrio. In questo modo il problema si complica; infatti nell’uomo la funzione “equilibrio” è garantita da una serie di attività che coinvolgono  cervello, orecchio, occhio, colonna vertebrale fino al piede. E si sono trascurate le funzioni collaterali. Ecco perché nel 1976 è comparsa una tabella, ancora oggi significativa, che riportiamo. Riservandoci per il futuro la descrizione delle malattie dell’orecchio che determinano il sintomo vertigine.

 

Silvia Trevaini

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