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Clorofilla, il pigmento contro l’invecchiamento

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Dalla struttura simile all’emoglobina umana, la clorofilla è conosciuta anche come “sangue vegetale”: l’unica differenza è che al centro della molecola di clorofilla c’è un atomo di magnesio invece che di ferro. La sua funzione principale, al di là della fotosintesi, è anche quella di preservare le cellule delle piante dall’azione ossidativa dei radicali liberi, agenti tossici derivanti dai processi metabolici che, quando si accumulano nei tessuti in quantità eccessive, possono farli invecchiare e ammalare. Fra l’altro, è stata ormai ampiamente dimostrata la relazione fra la presenza di antiossidanti e la capacità di non sviluppare tumori: nel regno vegetale, infatti, si è visto che spesso la moltiplicazione cellulare incontrollata rimane circoscritta senza generare metastasi. Un contributo molto importante in tal senso è dato dalla clorofilla.

Azione antiossidante e longevità

In uno studio pubblicato nella National Library of Medicine degli Stati Uniti National Institutes of Health, è stata studiata la capacità della clorofilla di prolungare la durata della vita. I risultati dello studio indicano che la clorofilla viene assorbita dai vermi ed è quindi biodisponibile, costituendo un importante prerequisito per le attività antiossidanti e di promozione della longevità all’interno del corpo. Lo studio supporta quindi l’opinione che le verdure verdi possono anche essere utili per gli esseri umani e, in conclusione, dimostrerebbero che la clorofilla mostra una sostanziale attività antiossidante e migliorando significativamente la resistenza antiossidante di C. elegans. Pertanto, i derivati ​​della clorofilla alimentare supportano la raccomandazione dei nutrizionisti di mangiare verdure verdi e insalate contenenti alti contenuti di clorofilla, in quanto ciò potrebbe anche aiutare a migliorare la salute umana e prevenire le malattie.

Prevenzione tumori

Alcuni studi (effettuati però ancora solo sui roditori) hanno dimostrato che la clorofilla può ridurre l’insorgenza di tumori cancerosi. È stato scoperto, infatti, che la clorofilla può formare legami stretti con sostanze chimiche cancerogene chiamate aflatossine. Quando si legano, la clorofilla aiuta a bloccare l’assorbimento delle aflatossine nell’intestino. Sono necessari ulteriori studi sugli esseri umani per supportare questi risultati. Gli scienziati stanno studiando gli effetti dell’assunzione di clorofilla quando si tratta di tumori al fegato, alla pelle, allo stomaco e al colon. È importante notare che questa ricerca riguarda la clorofillina e non la clorofilla naturale. In questo modo il dosaggio può essere monitorato in modo più accurato. La ricerca ha dimostrato come l’assunzione di dosi da 100 milligrammi di clorofillina tre volte al giorno per quattro mesi abbia ridotto il danno delle aflatossine al DNA fino al 55%. Altri studi dimostrano che esiste una connessione tra il consumo di verdure e la protezione dal cancro. Maggiore è l’assunzione giornaliera di verdure verdi, il tuo corpo ha un migliore effetto di prevenzione del cancro.

Contro l’anemia

Una dei più noti benefici della clorofilla è sicuramente quello a carico del sangue. In particolare, favorisce la produzione di globuli rossi, aiuta in alcune forme di anemia e migliora la circolazione e l’ossigenazione dei tessuti, rivelandosi utile come ricostituente nei periodi di stress e stanchezza. La clorofilla è molto utilizzata anche dagli sportivi perché, migliorando l’ossigenazione dei tessuti, aumenta la resistenza agli sforzi.

Gli alimenti che contengono più clorofilla

Abbondanti fonti di clorofilla sono gli spinaci, le erbette, i broccoli, il cavolo riccio e quello toscano, il tarassaco, la cicoria, le cime di rapa, la catalogna, la barba di frate, l’alga spirulina. L’ideale è cibarsi di questi ortaggi crudi o poco cotti, ricordando che anche i broccoli crudi, tagliati sottili e conditi con olio extra vergine di oliva, sale e limone, sono gustosissimi e più digeribili. L’utilizzo in cucina delle verdure sottoposte a imbianchimento (come radicchi, cardi, sedani, alcune lattughe), va sempre affiancato all’uso di verdure verdi: questa tecnica prevede che gli ortaggi vengano tenuti al buio per renderne più tenera e croccante la fibra. Ma l’imbianchimento penalizza il contenuto di vitamine, perché dove non c’è luce non c’è clorofilla, e dove non c’è clorofilla non si sintetizzano vitamine. Via libera alle verdure a foglie verde allora, privilegiando quelle verde scuro, vera miniera di vitalità.

I centrifugati migliori

Per chi non ama molto i contorni di verdura è poi sempre possibile ricorrere ai centrifugati verdi, nei quali combinare foglie (per esempio spinaci, cavolo nero, ortica, tarassaco), ortaggi (in particolare il sedano verde, ricchissimo di Sali minerali), e frutta (come mele verdi, kiwi e ananas, fonte di enzimi e bromelina che facilitano i processi digestivi). I succhi vanno bevuti subito, appena pronti, altrimenti la clorofilla si ossida e si deteriora.

Integratori

Solo in situazioni di particolare stanchezza e debilitazione, che spesso si manifestano dopo una malattia e i campi di stagione, e dietro consiglio medico; si può ricorrere per brevi periodi alla clorofilla sotto forma di integratore: ne esistono varie formulazioni, in gocce o in tavolette, in genere ricavate da alghe (come la spirulina) o da vegetali concentrati (come l’erba d’orzo o di grano).

Silvia Trevaini

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