Obiettivo Benessere

Cervicale? Mal di schiena? Lo yoga è la soluzione

Yoga e running, running e yoga: due attività apparentemente contraddittorie, che in India trovano il punto d’ unione. Asana e corsa sono gesti antichi come l’uomo e, se protratti nel tempo, sono “meditazione in azione”, perché instaurano un dialogo costruttivo e di confronto tra corpo, mente ed emozioni.
Quando si parla di Yoga si pensa subito all’oriente, al modo di pensare e di vivere la quotidianità a contatto con il proprio essere. Lo yoga viene considerato la “scienza dell’anima”. Si può considerare lo yoga come “un’attività body-mind adatta a migliorare la propria postura, elasticità muscolare, a trasmettere rilassamento psicofisico sfruttando al massimo il proprio potenziale”.
Lo yoga si basa sul mantenimento di posizioni, definite asane, le quali permettono al nostro organismo, alle nostre articolazioni, muscoli di alleviare le tensioni, e ridare una certa elasticità muscolare, di ricreare quelle sollecitazioni neuromuscolari che permettono al nostro organismo di ritrovare un equilibrio perduto con le attività quotidiane, e soprattutto con la pratica della corsa.  Come ben sappiamo la corsa dà dei benefici dal punto di vista muscolare, cardiovascolare e respiratorio, con tutto quello che di positivo apportano per la nostra salute tale situazioni. Ma al tempo stesso, praticare la stessa attività per molto tempo conduce il nostro corpo a una certa ripetitività del gesto tecnico e a costruire degli equilibri che sono difficili da rimuovere se non attuiamo le giuste strategie, come potrebbe essere lo yoga, o qualsiasi attività di allungamento e posturale.

Controindicazioni corsa

1.Microtrauma per le articolazioni

2.Squilibri e asimmetrie del corpo possono aumentare il carico su alcune articolazioni: talloni, caviglie, ginocchia, pube, schiena, tratto dorsale del collo (le “cervicali”).

3.La  ripetizione di migliaia di passi sempre uguali tende a superallenare alcune parti del corpo, trascurandone altre.

Lo yoga migliora la prestazione

La soluzione è integrare la corsa con altre attività, fra cui lo yoga. Lungi dall’essere una perdita di tempo, consente di ottenere di più allenandosi di meno ottimizzando i periodi di riposo e le giornate di maltempo in cui non si può correre. È importante infatti ricordare che il miglioramento della prestazione avviene durate il riposo. L’allenamento sottopone a stress il corpo, il quale durante il riposo si rigenera per sopportare meglio un allenamento analogo o superiore. Senza riposo non c’è miglioramento della prestazione. Praticare yoga per chi corre rappresenta una forma di riposo rispetto alla semplice ripetizione della corsa. Ma rappresenta anche un importante allenamento complementare perché migliore la simmetria del corpo, l’equilibrio, allena tutti i muscoli ausiliari, quelli che nel gesto ripetitivo della corsa non possono essere abbastanza sollecitati.

 I vantaggi

1.Maggior equilibrio fra i passi con la gamba destra e quella sinistra;

2.Maggiore fluidità nella corsa;

3.Migliore efficienza e consapevolezza respiratoria;

4.Minore tensione muscolare nelle aree problematiche (quadricipiti, schiena, trapezio, spalle);

5.Allungamento naturale della falcata con minore dispendio energetico.

Tre mesi di yoga possono rappresentare anni di corsa in più, con migliori prestazioni atletiche e minore dispendio energetico. Anche se naturalmente non bastano tre mesi per “imparare lo yoga”, per uno sportivo quello che impara in tre mesi di yoga poi può applicarlo per una vita intera.

Nella pratica

La difficoltà maggiore che i podisti possono avere le prime volte che si avvicinano alla pratica dello yoga è quello di non avere molta elasticità, difficoltà che viene in essere dalla notevole e forte muscolatura che abbiamo sviluppato sulle nostre gambe. In particolar modo i muscoli maggiormente sviluppati e retratti dal troppo allenamento e dal poco stretching o attività di rigenerazione in generale, sono i muscoli posteriori (bicipite femorale) della coscia in primis e il quadricipite femorale. Questa situazione di poca elasticità muscolare dei muscoli posteriori della coscia abbinata a una enorme forza e sviluppo della massa muscolare dei quadricipiti, conduce la nostra muscolatura posteriore ad accusare strappi, e dolori muscolari. Lavorando in maniera sinergica mediante l’allenamento muscolare, cardiovascolare, e lo yoga, potremmo avere una buona capacità cardiocircolatoria, muscoli potenti, ma al tempo stesso elastici, qualità che non dovrebbe essere tralasciata da noi podisti. Un muscolo elastico ci permette di allungare la falcata, di evitare tensioni inutili, e di evitare problemi muscoli/tendinei. Bisogna tener presente che i muscoli sono degli “elastici” che hanno un origine e una fine, se la loro capacità di allungarsi viene meno con ripetuti allenamenti , potrebbero a lungo andare “rompersi” (strappo, distrazione, lacerazione) per la troppa tensione. La regola è “più ci si allena, e più tempo dovremmo dedicare alle sedute di yoga o stretching in genere”. Inoltre, nell’attività dello yoga oltre a mantenere delle posizione (asane) è importante il controllo, la consapevolezza e la concentrazione sul respiro, fondamentale per distendere la muscolatura. Un controllo del respiro ci può servire in gara nei momenti di maggior stress psicofisico, negli attimi di maggior fatica. Quindi lo yoga ci rende “elastici e ci rilassa”, due componenti importanti per chi corre.

 

 

Silvia Trevaini

Videonews

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