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La crioterapia

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Il solo pensiero di sottoporre il fisico a temperature estreme può spaventare, eppure questo tipo di trattamento ha un’efficacia comprovata tramite lo shock termico: lenisce i dolori e infiammazioni muscolari, oltre a riattivare la microcircolazione e sgonfiare gli arti. Le proprietà terapeutiche del freddo sono note sin dai tempi antichi, non a caso il termine “crioterapia” deriva proprio dal greco indicando letteralmente “cura del freddo”. Abbastanza recente come cura per il trattamento di alcune malattie, la crioterapia è un valido supporto alla classica terapia farmacologica; mentre è conosciuta da decenni per i suoi effetti positivi sugli atleti. È nata infatti come metodica per velocizzare il recupero dopo la gara o post allenamento.

La criocamera e la criosauna

la criocamera è una cabina con pareti raffreddate da azoto liquido, al cui interno le temperature variano tra -110°C e -130 °C e dove si entra con tutto il corpo;

 la criosauna è una cabina circolare, raffreddata sempre da azoto liquido, dove la testa rimane fuori e solo il corpo è esposto a temperature che arrivano anche fino a -180 °C.

Entrambe hanno pressoché gli stessi benefici, la differenza sostanziale è l’inclusione di collo e testa all’interno della criocamera che permette una stimolazione del sistema nervoso centrale, in grado di consolidare l’efficacia del trattamento e generare maggiori benefici, sia dal punto di vista fisico che psicologico.

Il trattamento

Per quanto riguarda la crioterapia partial body, il paziente viene fatto entrare in una criosauna composta da una cabina cilindrica a cui si accede singolarmente tenendo il capo al di fuori. La criosauna è raffreddata mediante azoto liquido e l’esposizione al freddo intenso dura da un minimo di un minuto e mezzo fino a un massimo di tre minuti. La criocamera invece è un ambiente composto da 1 o 2 anticamere e da una vera e propria criocamera in cui è possibile accedere in gruppi di 3/4 persone. Gli ambienti sono ampi e accoglienti e con temperature che vanno a decrescere di stanza in stanza. Se le anticamere sono 2, la prima ha una temperatura di -10°C e la seconda di -60°C. Le persone transitano senza fermarsi. Le anticamere hanno lo scopo di stabilizzare la temperatura ed evitare la formazione di umidità all’interno della camera principale.

La crioterapia viene eseguita in abbigliamento minimo: il soggetto, generalmente è in costume da bagno, e, nel caso della criocamera, indossa anche protezioni per le estremità (guanti, calzettoni, paraorecchie) in lana o pile e calzature protettive con suola in gomma o sughero antisdrucciolo e una mascherina chirurgica che, mantenendo calda la zona di bocca e naso, evita che espirando, venga emessa umidità nell’aria. In termini di efficacia, nella criocamera tutto il corpo è sottoposto alle basse temperature quindi, il cervello e l’ipotalamo – il nostro centro di termoregolazione – inviano segnali a tutto l’organismo. Per questo motivo solo la crioterapia trattata in criocamere viene definita sistemica.

I benefici

Per gli sportivi sono due sono gli effetti principali che dona questa terapia: il primo è di tipo analgesico, con inibizione sulle terminazioni del dolore, e il secondo è un’attività di tipo antinfiammatorio. La combinazione di effetto antiossidante ed effetto antidolorifico, con un miglioramento anche della vascolarizzazione che aiuta a smaltire l’acido lattico, fa dunque si che il recupero post gare e post allenamento sia più veloce. Questa terapia può essere utilizzata anche da uno sportivo non professionista per alleviare tutti gli stati di infiammazione dell’apparato locomotore.

Per le malattie reumatiche. Attualmente è inserita tra i nuovi metodi di cura per migliorare molti disturbi dell’apparato osteoarticolare come le malattie reumatiche, patologie da non sottovalutare, caratterizzate dell’infiammazione di articolazioni, legamenti, tendini, ossa o muscoli. Tramite la crioterapia la persona trare grande giovamento in termini di sollievo del dolore. Il freddo molto intenso provoca una vasocostrizione, che permette di spostare il sangue dai tessuti periferici, dalla cute, verso gli organi interni, e verso il cuore; in questo modo c’è un’importante ossigenazione del sangue. Al termine della stimolazione fredda si verifica, invece, una fase di ribalzo, cioè una vasodilatazione che viene inoltre favorita dall’attività fisica, ginnastica o cyclette, richiesta per 15 minuti dopo il trattamento.

Per accelerare il metabolismo. Il punto cruciale è la termogenesi da freddo svolta dall’organismo: il corpo accelera così tanto il metabolismo perché percepisce l’esposizione al freddo come un pericolo e cerca quindi di produrre calore bruciando quante più calorie ha a disposizione. Il risultato è che il tuo metabolismo accelera notevolmente fino ad 8 ore dopo la seduta di Criosauna. La cosa più incredibile, è che evidenze scientifiche hanno messo in luce come questa pratica riesca a trasformare parte del grasso bianco in grasso bruno. Il tessuto adiposo (grasso del corpo) si divide in grasso bianco e grasso bruno: il grasso bianco è, volgarmente, la cicca e la sua funzione è quella di riserva energetica. Il grasso bruno invece, è un costituente adiposo metabolicamente attivo, che al contrario brucia energie e quindi calorie. Fino a qualche tempo fa, questa conversione era ritenuta impossibile. Oggi, invece, con la crioterapia questo è possibile. Possedere maggior grasso adiposo bruno è un ottimo modo per prevenire e contrastare eventuali “ricadute” che porterebbero a riacquistare i chili persi, e -più in generale- per aumentare i livelli di energia e il benessere generale.

In dermatologia, le consultazioni mediche dovute all’eczema costituiscono il 30% delle consultazioni totali. Le persone che soffrono di questo problema possono provare un trattamento che include sessioni di crioterapia su tutto il corpo. Dopo essere entrati in una cabina di crioterapia, il freddo calma rapidamente l’irritazione della pelle e le zone rosse cominciano presto a diminuire. La psoriasi è, come l’eczema, una malattia della pelle non contagiosa caratterizzata da lesioni eritemato-squamose. Le placche di psoriasi si trovano generalmente sui gomiti, sulle ginocchia, sulla schiena, sul cuoio capelluto e sulle unghie. La crioterapia completa allevia e riduce le aree in cui si formano le squame. L’irritazione diventa così meno intensa e il paziente inizia subito a provare sollievo.

Silvia Trevaini

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