Prevenzione al femminile: proteggersi dal tumore al collo dell’utero è possibile

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Ogni gennaio, in tutta Europa, si celebra la Settimana della Prevenzione del Cancro Cervicale. Un appuntamento che, lontano dal clamore delle feste, accende i riflettori su un tema ancora troppo spesso sottovalutato. Il tumore al collo dell’utero, o carcinoma cervicale, è una malattia che nella maggior parte dei casi può essere prevenuta. Eppure, complici disinformazione, paura o semplice disattenzione, molte donne trascurano gli strumenti più efficaci che la medicina mette a disposizione. In Italia, grazie ai programmi di screening e alla diffusione della vaccinazione contro il papillomavirus umano (HPV), l’incidenza di questa forma tumorale è diminuita sensibilmente negli ultimi anni. Tuttavia, i dati ci ricordano che non è ancora il momento di abbassare la guardia. Proprio per questo gennaio diventa il mese ideale per prendersi cura della propria salute intima con un gesto semplice ma potente: la prevenzione.

Conoscere il nemico: l’infezione da HPV

Alla base della quasi totalità dei tumori cervicali c’è un’infezione virale, quella da HPV. Parliamo di un virus estremamente diffuso, che si trasmette prevalentemente per via sessuale e che, nella maggior parte dei casi, viene eliminato spontaneamente dal sistema immunitario. Tuttavia, quando l’infezione persiste, alcuni ceppi ad alto rischio dell’HPV possono indurre alterazioni cellulari nel collo dell’utero, evolvendo lentamente in neoplasia. Capire questo meccanismo è fondamentale per sfatare paure infondate e adottare un approccio razionale. Non tutte le infezioni da HPV portano al cancro, ma monitorare regolarmente la salute del collo dell’utero permette di intervenire in tempo, ben prima che la situazione diventi pericolosa.

Pap test e HPV test: alleati preziosi

La prevenzione passa attraverso strumenti concreti e ormai consolidati nella pratica clinica. Il Pap test, che analizza le cellule cervicali per individuare eventuali anomalie, rappresenta da decenni il primo livello di screening. Oggi, accanto al Pap test tradizionale, si affianca l’HPV test, che ricerca direttamente la presenza del virus nei tessuti. Le nuove linee guida italiane raccomandano di iniziare i controlli dai 25 anni di età, modulando poi la frequenza in base ai risultati e al tipo di test utilizzato. In molte regioni, il test HPV viene proposto gratuitamente a donne tra i 30 e i 64 anni, con una periodicità di cinque anni in caso di risultato negativo. Si tratta di uno strumento ancora più sensibile del Pap test, capace di individuare precocemente la presenza dei ceppi virali più aggressivi, spesso anni prima della comparsa di lesioni cellulari.

Il vaccino anti-HPV: una rivoluzione silenziosa

Accanto alla diagnosi precoce, la vera svolta nella prevenzione del cancro cervicale è rappresentata dal vaccino contro l’HPV. Introdotto in Italia nel 2007, il vaccino protegge contro i principali ceppi oncogeni del virus, riducendo drasticamente il rischio di sviluppare lesioni precancerose e carcinoma. Oggi è raccomandato per ragazze e ragazzi, idealmente tra i 9 e i 14 anni, prima dell’inizio dell’attività sessuale, quando la risposta immunitaria è massima. Ma anche chi è più grande e non ha ancora contratto l’infezione può beneficiare della vaccinazione, come confermato dalle più recenti evidenze scientifiche. Contrariamente a molti pregiudizi, il vaccino è sicuro, ben tollerato e rappresenta una delle armi più potenti a nostra disposizione nella lotta contro il tumore al collo dell’utero. Vaccinarsi significa proteggere sé stessi, ma anche contribuire a un effetto gregge che può cambiare il destino di intere generazioni.

Stile di vita e prevenzione globale

Oltre agli strumenti clinici, esiste una prevenzione quotidiana fatta di scelte consapevoli. Evitare il fumo di sigaretta, ad esempio, riduce il rischio di persistenza dell’infezione da HPV, poiché il tabacco danneggia il sistema immunitario locale delle mucose. Una dieta ricca di antiossidanti naturali, come frutta e verdura di stagione, sostiene il sistema immunitario nel contrastare le infezioni virali. Anche mantenere uno stato di benessere psico-fisico, attraverso la gestione dello stress e una buona qualità del sonno, contribuisce indirettamente a rafforzare le difese dell’organismo. Inoltre, l’uso corretto del preservativo, pur non eliminando completamente il rischio di contagio da HPV, rappresenta comunque un’importante misura protettiva contro molte infezioni sessualmente trasmissibili che possono coesistere e complicare il quadro clinico.

L’importanza di parlarne

La prevenzione efficace passa anche attraverso la cultura e l’informazione. Parlare apertamente di HPV, di Pap test, di vaccino, significa abbattere barriere di vergogna e paura che ancora oggi impediscono a molte donne di prendersi cura della propria salute. È importante educare le giovani generazioni, coinvolgere i partner, normalizzare il discorso attorno a una parte fondamentale della salute femminile. Gennaio può diventare, allora, non solo il mese della consapevolezza, ma anche il momento per fare un passo avanti, prenotare un controllo, informarsi sul vaccino, sensibilizzare una sorella, un’amica, una figlia.

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Silvia Trevaini

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