Scelte e sfide: come affrontare ogni fase della vita e dare il meglio di sé

Scelte e sfide è il nuovo libro del coach che applica le conoscenze scientifiche per affrontare i problemi della vita e ritrovare la calma nella tempesta interiore. Filippo Ongaro, dopo la laurea in medicina e chirurgia e gli studi nella scuola di specializzazione in medicina dello sport, è stato medico degli astronauti (dal 2000 al 2007) e si è occupato della loro salute psico-fisica e di come rallentare il processo di invecchiamento a cui sono esposti con le lunghe permanenze in orbita. È stato il primo italiano a certificarsi in medicina funzionale e antiaging negli USA presso l’American Board of Regenerative and Antiaging Medicine (ABAARM). Continua a leggere

L’olio essenziale di Abete

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Proseguiamo il nostro viaggio nell’affascinante mondi degli oli essenziali e conosciamo l’Abete che appartiene alla famiglia delle conifere e in particolare alle Pinaceae. “Ne esistono diverse specie e di conseguenza molti oli essenziali, le conifere infatti sono tra le prime piante scoperte in grado di produrre le essenze aromatiche. Se ne distillano gli aghi resinosi e per produrre 1 kg di olio essenziale servono 150 kg di aghi. In Italia la produzione maggiore è in Trentino Alto adige”, ci spiega Alessia Daturi, Naturopata e aromaterapeuta della Scuola italiana di medicina olistica di Milano. Continua a leggere

L’importanza del movimento

Una vita sedentaria e un’alimentazione scorretta sono killer silenziosi che possono avere preoccupanti conseguenze sullo stato di salute. L’attività fisica corretta e una sana alimentazione sono la garanzia per la perdita di peso. Non esistono cure miracolose per le malattie, tranne una, l’attività fisica: zero controindicazioni o effetti collaterali e riduzione della mortalità per tutte le cause in stretta relazione dose-risposta. Più se ne fa e più si contrastano sovrappeso, depressione, iperglicemia, malattie cardiovascolari, ipertensione, allergie. Anche bassissimi “dosaggi” di movimento sono meglio di niente. Le persone che si lamentano del fatto che non riescono a perdere peso sono le stesse che non riescono a trovare lo stimolo per fare attività fisica con costanza. Doversi muovere ogni 

 

giorno è per loro una fatica e ogni scusa o giustificazione è valida per non muoversi, salvo poi lamentarsi che l’ago della bilancia non si muove e la dieta non funziona. Insomma, dobbiamo assolutamente fare qualcosa per cambiare le nostre abitudini, sconfiggere la nostra sedentarietà e insegnare ai giovani l’importanza del movimento. Fare sufficiente movimento riduce il rischio di molti problemi di salute. Oltre agli effetti positivi sul corpo, sentirsi bene fisicamente rende ottimisti e aumenta la fiducia in sé stessi. L’attività fisica migliora: l’abilità e la resistenza, l’immagine di sé, l’umore, la capacità di affrontare le sfide della vita e di riprendersi dopo momenti difficili. Muoversi aiuta anche a disconnettersi dalla routine quotidiana e a liberare la mente dalle preoccupazioni. In breve, prendersi cura del proprio corpo permette anche di prendersi cura della propria salute mentale. Continua a leggere

MRGE (MALATTIA DA REFLUSSO GASTRO-ESOFAGEO)

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La Malattia da Reflusso Gastro-Esofageo (MRGE) è una patologia molto comune e diffusa nei paesi occidentali ed industrializzati. La prevalenza dei sintomi di reflusso è compresa tra il 20% ed il 40% degli individui adulti.

La MRGE è caratterizzata da uno spettro anatomo-clinico estremamente ampio comprendente forme con sintomi tipici, ma senza alcuna evidente lesione a carico della mucosa esofagea, definite con l’acronimo inglese NERD (Non Erosive Reflux Disease) e pazienti con esofagite erosiva o con complicanze, quali l’esofago di Barrett, che possono riferire lievi disturbi. Non è quindi possibile definire con certezza la gravità della malattia, basandosi esclusivamente sulla sintomatologia riferita dai pazienti. Vi è, inoltre, sempre maggior consapevolezza che la MRGE, sia mediante l’azione lesiva diretta, sia attraverso una serie di riflessi neurovegetativi, possa indurre patologie e sintomi “estranei” all’apparato digerente. Ne parliamo con Il Dottor Egidio Miranda, specialista in chirurgia generale presso la Casa di Cura San paolo di Pistoia. Continua a leggere

Vivere senza conflitti

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Da un punto di vista comunicativo, ogni conflitto può essere considerato la punta di un iceberg che ha spesso dietro di sé una lunga storia di carente o scadente comunicazione, di incomprensioni, di sordità e chiusura di una o di entrambe le parti. In situazioni di fondo contrassegnate da diffidenza e ostilità basta una scintilla perché scoppi una guerra: è vero che spesso gruppi economici e politici senza scrupoli fomentano e manovrano certe dinamiche per i loro fini di potere e denaro, ma nessuna scintilla potrebbe innescare un incendio se vi fosse tra le singole persone, tra i gruppi o tra i popoli un clima amichevole e rispettoso delle differenze. Spesso ci si scontra perché non si comunica, perché non ci si conosce, tant’è che da sempre l’alternativa alle guerre è la diplomazia, che è appunto una forma di comunicazione tra stati. Continua a leggere

I rischi della blefaroplastica: come evitarli

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Questo delicato intervento chirurgico è tra i più richiesti: in Italia è al secondo posto, dopo la mastoplastica additiva, con circa 45000 interventi l’anno. In termini generali la blefaroplastica è un intervento molto sicuro e con rischi di complicanze molto basso, per cui viene eseguito nella maggior parte dei casi con successo da parte del chirurgo e ottima soddisfazione da parte dei pazienti. Ovviamente l’intervento deve essere eseguito in maniera corretta, con tecniche appropriate e personalizzate per ogni singolo paziente. Il background del chirurgo che opera le palpebre è molto importante e se è vero che la chirurgia è dello specialista che la esegue, fino a prova contraria, una conoscenza dell’anatomia specifica delle strutture palpebrali è di pertinenza quasi esclusiva del percorso di studi dell’oculista. Quando si richiede un intervento di blefaroplastica spesso viene addotta la motivazione della sensazione di pesantezza procurata dall’eccesso di pelle nella palpebra superiore, il che può essere senz’altro vero dopo i cinquant’anni: purtroppo sembra in aumento il numero di coloro che ricorrono a questo intervento in età precoce, persino verso i trent’anni. Continua a leggere