Cambio di stagione: come ritrovare l’energia vitale

Energia vitale bassa? La stanchezza autunnale è una sindrome non grave che colpisce almeno l’80% della popolazione italiana. Con il cambio di stagione gran parte della popolazione accusa una forma a volte piuttosto marcata di astenia, ovvero una sensazione di mancanza di forza e di esaurimento fisico simile a quella provata dopo uno sforzo prolungato. Una condizione molto simile ad una sorta di letargia, caratterizzata da difficoltà a svegliarsi al mattino, stanchezza fisica, difficoltà di concentrazione, irritabilità e debolezza cronica, che non facilita affatto il riadattamento di corpo e mente alla routine pre-estiva. Molte persone sono disorientate, stanche, inconcludenti, perché non riescono a recuperare le forze.  Vivere con una costante stanchezza o comunque con livelli non ottimali di energia rende più difficile portare a termine in modo brillante i compiti della nostra vita. In particolare quando dobbiamo studiare, se ci sono impegni lavorativi pressanti, in particolari momenti della nostra vita come quando abbiamo bambini piccoli, i livelli di energia che abbiamo a disposizione fanno una grande differenza nel renderci più o meno capaci di affrontare tutto al meglio. Continua a leggere

Anche l’uomo ha la sua menopausa

Anche gli uomini subiscono gli effetti di un fenomeno simile a quello della menopausa: l’andropausa, legato al fatto che con l’età diminuisce la produzione di testosterone, il principale ormone maschile. Il testosterone è noto principalmente perché permette lo sviluppo dei caratteri sessuali maschili; ovvero la crescita di barba e peli, lo sviluppo del pene ed il tono della voce più profondo. L’azione del testosterone è però ancora più ampia: agisce positivamente sull’umore, migliora l’energia, la memoria, il desiderio e la potenza sessuale. Ha effetto anche sul sistema immunitario, sull’apparato cardiovascolare e sul sistema nervoso. Questo ormone aumenta anche la sensibilità delle cellule all’insulina, favorisce il metabolismo dei grassi, regola la salute di ossa, muscoli e pelle. Dai 45 ai 50 anni in poi il livello medio di testosterone tende a ridursi notevolmente nell’organismo maschile. Dopo i 50 anni, si osserva un aumento della conversazione del testosterone in estrogeni ( gli ormoni femminili), causato dall’eccessiva attività di alcuni enzimi, particolarmente attivi nelle cellule adipose del grasso addominale. Circa il 20% degli uomini dopo i 60 anni presenta valori ridotti di testosterone, e quindi un alterato funzionamento degli apparati e degli organi influenzati dall’azione di questo ormone. Quindi anche per l’uomo attorno ai 50 anni si può parlare di andropausa, un processo comunque molto meno evidente e progressivo della menopausa; l’andropausa viene chiamata anche con la sigla Padam (che sta per Partial Androgen DEficiency of Ageing Male).  Oltre all’età, i fattori che possono accelerare l’andropausa o aggravare i sintomi di ipogonadismo comprendono tutti i comportamenti che inquinano e invecchiano l’organismo, in particolare: alimentazione sbagliata (con eccesso di grassi e zuccheri) ipertensione e ipercolesterolemia, fumare sigarette, consumare alcolici, la mancanza di esercizio fisico e il diabete di tipo II. Continua a leggere

La celiachia e le donne

La celiachia preferisce il rosa: secondo gli studiosi l’intolleranza al glutine colpisce le donne esattamente il doppio degli uomini. Una vera sfortuna perché, come è noto, le persone ricevono la diagnosi di celiachia rappresentano solo la punta dell’iceberg, mentre la maggior parte dei casi resta ancora “sommersa”.

Essendo le celiache il doppio dei maschi, è intuitivo che la mancanza della diagnosi sia un problema più importante per il sesso femminile che maschile. In altre parole: la maggioranza delle celiache non sa ancora di esserlo ed è a dieta libera, mettendo a rischio la propria salute. Tanti gli effetti per le intolleranti che non eliminano il glutine dalla propria alimentazione, il composto presente in vari cereali come grano, orzo, farro o segale, ad esempio. Dalle complicanze di tipo autoimmune come la tiroidite di Hashimoto, più frequente nelle femmine già durante l’infanzia, alla comparsa di osteoporosi precoce o di anemia da carenza di ferro, che possono accentuare condizioni patologiche più frequenti nel gentil sesso. Ma, forse, gli effetti più impattanti dovuti all’assenza di una diagnosi sono quelli che riguardano la sfera riproduttiva, perché oltre alla gestante possono riguardare anche il nascituro. Continua a leggere

Prevenzione oncologica

In Italia sono almeno 3 milioni e mezzo le persone con un tumore che a causa del lock-down hanno dovuto sospendere le visite mediche, i controlli e a volte le terapie. Visite, esami e interventi ritardati o cancellati per decine di migliaia di malati di cancro e di cuore. Con quali conseguenze per la loro salute? L’effetto di questo ritardo diagnostico non è facile da prevedere sul lungo periodo. Quello che è certo è che è importante riprendere l’attività diagnostica recuperando gli esami programmati e non eseguiti.  La diagnosi precoce è infatti fondamentale per una prognosi più favorevole di tutte le malattie oncologiche. Ogni giorno il nostro corpo ci manda diversi segnali, che spesso trascuriamo. I più piccoli cambiamenti potrebbero, con il passare del tempo, evolversi in disturbi pericolosi per la nostra salute. Ed è per questo che è importante prevenirli attraverso delle visite di check-up e monitorarli in maniera sempre più costante. Malattie come il diabete di tipo 2, alcuni tipi di tumori e di demenze si possono in parte prevenire. Quasi l’80% dei casi di malattie cardiache e gli ictus possono essere evitabili se le persone sono disposte a modificare il proprio stile di vita. La prevenzione, in sanità, è il complesso delle misure utili a prevenire la comparsa, la diffusione e la progressione delle malattie e il determinarsi di danni irreversibili quando la patologia è in atto. L’obiettivo di tutte le strategie di prevenzione è la riduzione del rischio e quindi della mortalità per cancro. Le misure di prevenzione non sono limitate solo alle fasi che precedono l’insorgenza della malattia (prevenzione primaria), ma possono essere applicate anche quando la malattia è già presente (prevenzione secondaria e terziaria). Abbiamo quindi tre tipi di prevenzione:

-prevenzione primaria: vengono individuati i fattori di rischio che possono provocare l’insorgere delle malattie e di conseguenza vengono ridotti o eliminati;

-prevenzione secondaria: è un insieme di esami allo scopo di individuare la presenza della malattia e lo stadio di avanzamento;

-prevenzione terziaria: è rivolta a ridurre la gravità e le complicazione di malattie ormai instaurate e sconfina spesso nella terapia.

Approfondiamo l’argomento della prevenzione insieme al Dott Mario Roncadin, medico chirurgo specialista in radiologia e specialista in oncologia presso il Santagostino di Milano. Continua a leggere

I fili di sospensione e di biostimolazione


Il volto invecchia in modo tridimensionale e le alterazioni non solo la comparsa di rughe ma anche la pigmentazione, la luminosità, l’elasticità cutanea e il riassorbimento dei tessuti molli e del grasso sottocutaneo. L’invecchiamento comporta, inoltre, una riduzione della sintesi di collagene con conseguente appiattimento dei contorni del viso. L’inizio del terzo millennio è stato sicuramente caratterizzato da un incremento esponenziale della richiesta di chirurgia estetica da parte di pazienti sempre più giovani e sempre più attratti da procedure di mini invasività. L’acido ialuronico ha tutt’ora un ruolo fondamentale nel trattamento soprattutto del terzo inferiore del volto, ma il suo effetto in questo distretto determina principalmente un effetto di illusione ottica di riempimento se iniettato nella zona di depressione denominata pre e post “jowl”. L’uso dei fili di sospensione per via percutanea costituisce una scelta per coloro che presentino un’iniziale ptosi dei tessuti molli del viso, in presenza di eccesso cutaneo moderato e per pazienti di ogni età che non desiderino sottoporsi a un lifting tradizionale.

Ne parliamo con la dottoressa Gabriela Stelian, specialista in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica. Continua a leggere

Il segreto per vincere lo stress

Oggigiorno il termine “stress” è sempre più utilizzato e definito come un impegno eccessivo, una pressione lavorativa, familiare, sociale pesante e ricorrente, risultando sinonimo di fatica. Specie al rientro settembrino, lo stress dilaga. Viviamo in un mondo accelerato, siamo sempre affannati, di corsa e inevitabilmente aumenta sempre di più lo stress. E specialmente a settembre aumenta a dismisura anche l’offerta di tecniche mirabolanti in grado di  ridurlo. Ma  spesso la stessa ricerca di un modo per abbassare lo stress lo incrementa in modo decisivo. Il problema è che molte tecniche proposte richiedono uno sforzo, anche solo di attenzione o di organizzazione che, quando si è ormai logori, non si può o non si riesce a fare. Anche stilare “scalette” di giornata che prevedano una distribuzione diversa del tempo è sovente fallimentare. Serve uno stop allo stress, ma anche alle finte soluzioni. Lo stress in realtà  è un fattore necessario nella nostra vita anzi, voglio esagerare, è vitale per noi provare stress. Allora perché se è tanto importante, non riusciamo a considerarlo “vitale” e/o non riusciamo a sfruttarlo al 100%? Oggi insieme al Dott. Francesco Catona, psicologo e psicoterapeuta, laureato presso l’Università di Firenze e specializzato presso l’Istituto Riza di Medicina Psicosomatica di Milano, vedremo di cosa si tratta esattamente, quali sono le cause, i sintomi e come mantenere il controllo. Continua a leggere