Il cavolfiore

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Bianco, verde, giallo o viola, il cavolfiore è un bellissimo ortaggio invernale e proprio adesso serve per dare una mano alle nostre difese. In Italia è coltivato in tante varietà, da quello romanesco a quello Tardivo di Fano, fino al “Gigante” di Napoli. Il cavolfiore è un vero alleato per questo periodo. La presenza di composti solforati lo rende utile per contrastare le malattie tipiche della stagione, così come l’apporto di vitamina C, che svolge un ruolo basilare per il nostro sistema immunitario, oltre che per la crescita e la riparazione dei tessuti, essendo anche coinvolta nella sintesi del collagene, proteina che rallenta il rilassamento cutaneo e la comparsa delle rughe. Altre vitamine che fanno del cavolfiore un vero toccasana, come la K e la E, hanno proprietà diuretiche, lassative e antireumatiche. Se a questo aggiungiamo le fibre e l’acqua presenti in questo ortaggio, che migliorano la composizione del microbiota, essenziale per avere difese “in forma”, è facile capire come il suo consumo regolare sia fortemente consigliato in questo periodo dell’anno. Dalla sua parte, il cavolfiore ha anche un basso apporto calorico (circa 25 kcal ogni 100 grammi), e un’elevata capacità saziante: se devi perdere qualche chilo, accumulato per colpa delle festività, puoi contare su di lui. Il cavolfiore è una discreta fonte di calcio: una porzione di circa 300g fornisce una quantità di questo minerale pari a quella presente in 100 ml di latte vaccino. È dunque un alimento ideale da consumare per mantenere la salute delle ossa e denti, indicato per contrastare i disturbi legati alla menopausa. Il cavolfiore esercita un’azione benefica sull’organismo soprattutto se consumato regolarmente, due/tre volte a settimana Continua a leggere

Ravintsara per combattere virus e batteri

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Secondo la medicina cinese l’inverno inizia i primi giorni di novembre mentre il solstizio rappresenta il culmine della stagione. Questo significa che da un punto di vista atmosferico i primi freddi si stanno già manifestando e così le prime malattie da raffreddamento.  In questo senso gli oli essenziali sono un valido aiuto per affrontare i rigori dell’inverno. In particolare, conosciamo l’olio essenziale estratto dalle foglie della Cinnamomum Camphora, chiamato comunemente Ravintsara a cineolo. Appartenente alla famiglia delle Lauraceae è un’essenza ricca di ossidi e per questo richiede cautela in gravidanza e durante l’allattamento. Ravintsara ha un particolare tropismo per il sistema immunitario e l’apparato respiratorio. Ne parliamo con Alessia Daturi, Naturopata e aromaterapeuta della Scuola italiana di medicina olistica di Milano. Continua a leggere

La ginnastica si fa green

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La green gym è l’ultima tendenza in fatto di sport e movimento; è un modo per tenersi in forma all’aperto che unisce la cura di sé stessi all’amore per la natura. Questa particolare disciplina è nata in Gran Bretagna circa 15 anni fa e lo scopo è quello di voler unire la salutare attività fisica con il volontariato ecologico. Il tutto all’aria aperta. Ideatore della Green Gym è il medico William Bird, membro dell’associazione BCTV (British Trust for Conservation Volunteers) che ha ottenuto da parte della regina Elisabetta il titolo di MBE (Member of the Order of the British Empire). La green gym è una “ginnastica verde”, che si pratica fuori dalle palestre e rappresenta un incrocio tra il fitness vero e proprio e le attività che da sempre si svolgono all’aperto, durante tutto l’anno. Nella sua forma più classica sfrutta i gesti tradizionali compiuti da giardinieri e contadini, utilizzando vanghe, zappe e rastrelli come attrezzi per stimolare il lavoro muscolare, bruciare calorie e al tempo stesso scaricare lo stress accumulato durante la giornata. Oltre a questo approccio base, sono nate nuove forme di fitness ambientalista, che combinano i benefici del movimento con il rispetto dell’ambiente e la pulizia e la riqualificazione del paesaggio in cui si praticano, dai boschi alle spiagge. Continua a leggere

I benefici dell’acqua fredda

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Se durante la stagione estiva è un sollievo dall’afa, quando le temperature iniziano a scendere, solo l’idea di immergersi in acqua fredda ti fa rabbrividire. Tuttavia, includere nella tua quotidianità questo tipo di idroterapia, anche d’inverno, è una buona abitudine per prenderti cura di corpo e mente, regalandoti con una semplice doccia una cascata di benefici. Già in molti paesi dell’Europa del Nord, come quelli scandinavi, farsi bagni sotto zero per rafforzare la salute è un rito di cui non si può fare a meno, così come gettarsi nudi sulla neve. Anche nel mondo orientale esiste una pratica analoga chiamata Ishnaan (da “ish”, malattia, e “naan”, ossia “non esiste”), che fa della doccia fredda una vera e propria arte della longevità. Anche Anthony Robbins (il famoso life coach) inizia la sua giornata immergendosi in una piscina di acqua fredda. Penserai che, non è certo un modo rilassante per svegliarsi ed iniziare la giornata ma cerchiamo di guardare oltre. Il contatto con l’acqua fredda, infatti, attiva le capacità auto-guaritrici dell’organismo, limitando il rischio di sviluppare numerose patologie e aumentando il benessere. Anche nelle Spa, nei programmi di benessere invernale, sono contemplate docce fredde. Quindi, con un po’ di coraggio, apri il getto freddo della doccia e diventa più forte, bella e sana. Bastano 30 secondi, un minuto al massimo. Continua a leggere

Cosa fare per ripartire dopo un brutto evento

Incidenti domestici, stradali o aerei, essere testimone di eventi che minacciano la vita, come uragani o terremoti, stupri o rapimenti. Tutte queste situazioni hanno una cosa in comune: possono divenire traumi duraturi e invalidanti per le persone che le vivono. Quando si viene coinvolti in un evento al di fuori della consueta esperienza umana quasi tutti sperimentiamo delle reazioni strane. Le reazioni al trauma sono diverse da una persona ad un’altra. È naturale che un evento particolarmente stressante provochi queste reazioni, soprattutto se si tratta di un evento che evocherebbe sintomi di malessere significativi in qualsiasi individuo qualora questi vi fosse esposto. Subito dopo un evento traumatico è del tutto normale provare ansia e uno stato di allarme (“iperattivazione fisiologica”) come se si dovesse essere ancora pronti ad affrontare il pericolo. Si associano l’incredulità per quanto successo e contemporaneamente la percezione chiara che nulla tornerà più come prima. Ciò che si impone è la necessità di adattarsi al cambiamento ed elaborare l’accaduto. È frequente, infatti, la tendenza a ricordare e riesaminare l’evento allo scopo di comprenderne le cause come se fosse una situazione da risolvere e non come qualcosa che, per quanto sconvolgente, può solo essere accettata. Nella maggioranza dei casi queste reazioni sono transitorie e non richiedono un aiuto specialistico. Quando però si protraggono nel tempo e anzi si intensificano creando una sofferenza significativa, allora viene a configurarsi un vero e proprio quadro psicopatologico, il disturbo post traumatico da stress. Continua a leggere

Yoga ormonale contro il diabete

Nel 2016 sono oltre 3 milioni 200 mila in Italia le persone che dichiarano di essere affette da diabete, il 5,3% dell’intera popolazione (16,5% fra le persone di 65 anni e oltre). La diffusione del diabete è quasi raddoppiata in trent’anni (coinvolgeva il 2,9% della popolazione nel 1980). Anche rispetto al 2000 i diabetici sono 1 milione in più e ciò è dovuto sia ’invecchiamento della popolazione che ad altri fattori, tra cui l’anticipazione delle diagnosi (che porta in evidenza casi prima sconosciuti) e l’aumento della sopravvivenza dei malati di diabete. Il Diabete è una patologia che porta ad avere alti livelli di glucosio nel sangue da un’alterazione della funzione dell’insulina, l’ormone prodotto dal pancreas che consente al glucosio di entrare nelle cellule, come fonte energetica; quando questa attività è alterata, il glucosio si accumula nel sangue. Fa grossi danni, soprattutto se non viene curata presto e bene. Provoca disturbi alla vista, mancanza di energia muscolare, problemi al cuore, ai reni, al cervello, agli occhi, agli arti, altera la circolazione del sangue. Il diabete era già conosciuto nell’Antichità, denominato “mellito”, perché le urine dei malati hanno un sapore dolce come il miele, dato che sono ricche di zuccheri. Esistono diversi tipi di diabete: il tipo 1 (noto come IDDM), che colpisce anche i giovanissimi; è considerato una malattia autoimmune, perché il sistema immunitario non riconosce come proprie le cellule beta del pancreas e le distrugge come fossero un intruso. Abbiamo poi il tipo 2 (NDDM), il più comune, con circa il 50% dei casi, frequente nelle persone anziane, in cui l’insulina è scarsa oppure l’organismo non riesce a utilizzarla, nemmeno se viene fornita dall’esterno. Possiamo trovare il diabete D, o gestazionale, nelle donne in gravidanza, ma di solito scompare dopo la nascita del bambino. C’è infine il diabete insipido (DIN), che però non è legato al pancreas, ma alla vasopressina, un ormone prodotto dall’ipotalamo-ipofisi, una patologia molto più rara e differente dalle precedenti. Continua a leggere