Gennaio e la sindrome del ‘new year blues’: come riconoscerla e uscirne

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Gennaio è strano. Dopo l’euforia delle festività, dei regali, dei cenoni e dei buoni propositi sbandierati ovunque, ci si ritrova spesso a fare i conti con un senso di vuoto difficile da spiegare. Le luci di Natale si spengono, le città si svuotano di colori e suoni, le giornate restano corte e fredde. Tutto questo crea un terreno fertile per quella che in psicologia viene ormai definita “new year blues”, una forma lieve ma diffusa di malinconia stagionale che può colpire chiunque. Non è una vera e propria depressione clinica, anche se in alcuni casi può sfociare in stati depressivi più importanti. Si tratta piuttosto di una sensazione generalizzata di tristezza, stanchezza emotiva, disorientamento, che emerge proprio quando si spegne l’adrenalina accumulata nelle settimane di festa.

Quando il nuovo anno pesa più che motivare

Molto spesso il new year blues si manifesta come un mix di emozioni complesse. Da un lato c’è la pressione sociale a ricominciare alla grande, con nuovi obiettivi, ambizioni, sfide da affrontare. Dall’altro, c’è la fatica emotiva accumulata negli ultimi mesi, a cui si aggiunge il carico simbolico del nuovo anno che avanza, con il suo senso di tempo che scorre inesorabile. Non stupisce che per molte persone gennaio sia un mese di bilanci interiori non sempre positivi. Si tende a ripensare a ciò che non si è riusciti a realizzare l’anno precedente, si sperimentano sentimenti di insoddisfazione, si avverte una pressione interna a “fare meglio”, a “diventare migliori”. In alcuni casi si manifesta anche un senso di inadeguatezza rispetto agli standard irrealistici proposti da social network e media. Il rischio, se non si interviene in tempo, è che questo stato di malinconia si cronicizzi, sfociando in forme di ansia anticipatoria o in vere e proprie sindromi depressive stagionali.

Riconoscere i segnali del new year blues

Saper riconoscere i sintomi del new year blues è fondamentale per intervenire prima che diventino un problema più serio. I segnali più comuni includono un calo dell’umore generalizzato, difficoltà di concentrazione, apatia, perdita di interesse verso attività normalmente piacevoli, disturbi del sonno come insonnia o ipersonnia, e una leggera alterazione dell’appetito, che può portare a mangiare troppo o troppo poco. È importante distinguere il new year blues dalla depressione stagionale maggiore (SAD, Seasonal Affective Disorder), che presenta sintomi più intensi e richiede un trattamento specifico. La tristezza di inizio anno tende a essere transitoria, legata a dinamiche emotive e culturali, mentre la depressione stagionale è una patologia vera e propria con una forte componente biologica, legata alla carenza di luce naturale nei mesi invernali.

Strategie dolci per superarlo

La buona notizia è che il new year blues, nella maggior parte dei casi, può essere affrontato efficacemente con strategie dolci, senza bisogno di ricorrere a farmaci o terapie invasive. La chiave sta nel ricostruire un equilibrio psicofisico gradualmente, senza forzature. Ricominciare da una routine quotidiana sana è un ottimo punto di partenza. Stabilire orari regolari per svegliarsi, mangiare e andare a dormire aiuta a ristabilire i ritmi circadiani e a dare stabilità emotiva. L’esposizione alla luce naturale, anche breve ma quotidiana, è fondamentale per stimolare la produzione di serotonina e regolare la melatonina, migliorando sia l’umore che la qualità del sonno. Integrare nella giornata attività fisica moderata, come camminate all’aperto, yoga o stretching dolce, favorisce il rilascio di endorfine, i neurotrasmettitori del benessere. Non si tratta di iniziare l’anno con maratone estreme o piani fitness irrealistici, ma di ascoltare il corpo e muoversi con gentilezza. Un’altra strategia potente è coltivare piccole gratificazioni quotidiane. Dedicarsi a hobby creativi, ritagliarsi momenti di relax autentico, prendersi cura di sé senza obiettivi performativi aiuta a riconnettersi con le proprie risorse interiori. Anche prendersi una pausa dai social network, riducendo l’esposizione a stimoli competitivi e spesso irrealistici, può avere un impatto positivo immediato sull’umore.

Il potere della progettualità gentile

Uno degli aspetti più frustranti del new year blues è la sensazione di dover subito “fare”, “costruire”, “realizzare” qualcosa di grande. In realtà, la progettualità che cura non è quella ossessiva, ma quella gentile. Stabilire micro-obiettivi raggiungibili, orientati più al processo che al risultato, permette di riattivare il circuito della motivazione senza scivolare nell’ansia da prestazione. Ad esempio, invece di porsi l’obiettivo di “cambiare lavoro” entro marzo, si può decidere semplicemente di esplorare nuove passioni, iscriversi a un corso, aggiornare il proprio curriculum. Accettare che gennaio possa essere un mese più lento, di ascolto e di preparazione, e non necessariamente di traguardi immediati, è già di per sé un gesto terapeutico.

Quando chiedere aiuto

Se i sintomi di tristezza persistono oltre le tre-quattro settimane, se compaiono pensieri negativi ricorrenti, senso di disperazione o marcato isolamento sociale, è importante non sottovalutare la situazione e chiedere supporto a un professionista della salute mentale. Un intervento precoce può prevenire l’aggravarsi del quadro clinico e restituire rapidamente qualità di vita. Oggi esistono numerosi percorsi di sostegno psicologico breve, sia in presenza sia online, che permettono di affrontare il disagio in modo mirato e rispettoso della persona.

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Silvia Trevaini

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