Ansie, paure e attacchi di panico: ecco cosa c’è da sapere

Paura, ansia, panico sono reazioni comuni davanti ad un pericolo presente o imminente, nel Sistema Nervoso Centrale (SNC) sono mediate dall’amigdala, una precisa struttura cerebrale e non sono necessariamente elementi negativi, anzi. Oggi ne parliamo insieme al Professore Mario Savino del Centro Medico Visconti di Modrone, Milano.
L’ansia di separazione, ad esempio, negli uomini e negli animali aiuta i cuccioli a non perdere di vista i genitori e restare così facili vittime dei predatori; l’ansia prestazionale ci spinge a preparare al meglio una performance; la paura ci insegna a non rischiare troppo a scapito della nostra incolumità, oppure ci induce a scegliere tra l’affrontare la minaccia o evitarla (“fight or flight response”) e così via.
Talvolta, tuttavia, l’ansia è patologica: sproporzionata agli eventi, all’entità della minaccia. Del tutto immotivata o quasi, prolungata, penosa fino ad intaccare profondamente la nostra qualità di vita. Questa paura invalidante, l’ansia che arriva al panico senza un valido motivo, rappresenta molto spesso il sintomo di un disturbo neurologico o psichiatrico e, non di rado, colpisce anche persone solide, coraggiose, sicure di se e non solo quelle timide, apprensive, sensibili. Continua a leggere



Pranayama, il respiro che mantiene giovane la pelle

yoga500Diverse sono le reazioni delle persone di fronte allo scorrere del tempo. C’è chi spende molte risorse per nasconderne i segni e chi invece al suo truccatore di fiducia diceva sempre: “Le rughe non me le togliere, ci ho messo una vita per averle” (Anna Magnani). La pelle del viso essendo la parte più esposta all’ambiente, è anche la prima a registrare i segnali di invecchiamento. Questo processo dipende da fattori naturali e fisiologici quali l’avanzare dell’età ed è regolato dal patrimonio genetico personale, ma entrano in gioco anche cause ambientali come lo smog, le radiazioni solari, il fumo, lo stress. Continua a leggere



Interventi mini, risultati la maxi: ecco la “nuova” chirurgia plastica

seno_bellezzaPiccoli interventi (in alcuni casi “non-interventi”) per grandi risultati. Sempre di più, la chirurgia plastica guarda alla naturalezza come al suo primo e più importante obiettivo. Una strada ormai lontana dagli eccessi degli anni 80 e 90 e punteggiata di accortezze e ritocchi mini, declinati in modo diverso nelle diverse parti del corpo.

Nel caso del seno, ad esempio, l’ultima novità è la possibilità di utilizzare il grasso autologo, cioè prelevato dalla paziente stessa, per “rifinire” la mastoplastica additiva, l’intervento di aumento del seno al primo posto nel nostro Paese. Attenzione,  però: non si tratta di aggiungere una seconda operazione a quella che prevede l’impianto delle protesi di silicone, ma semplicemente di utilizzare un’accortezza in più, attingendo alla tecnica del lipofilling. Perché farlo? Risponde il dottor Francesco Klinger, chirurgo plastico del Centro Medico Visconti di Modrone di Milano. Continua a leggere



Il konjac e i Shirataki: la pasta 0 calorie

SONY DSCIl konjac è una radice utilizzata nell’alimentazione tradizionale giapponese da più di 2000 anni, in forma grezza o come prodotto raffinato. Questa pianta, che assomiglia a una grossa barbabietola, può pesare fino a 4 kg. Consumata in Indonesia e in Giappone come verdura, cresce in alta montagna, dove l’aria e il suolo sono protetti dall’inquinamento. Il Konjac è altamente nutriente, contiene glucomannano, quasi un 10% di proteina grezza, 16 diversi tipi di aminoacidi e minerali come calcio, fosforo, ferro, zinco , manganese, cromo e rame, la pianta di Konjac è molto indicata come alimento per chi è a dieta perche è a basso contenuto calorico, basso contenuto di grassi e ricco di fibre. La sua fibra alimentare è facilmente assorbita, ed è la migliore fibra alimentare solubile fornita dalla natura, il glucomannano di konjac non ottiene idrolizzati dagli enzimi digestivi, per questo non può produrre calorie da consumare. Continua a leggere



Riso rosso fermentato, un alimento naturale che abbatte il colesterolo

riso_rossoMolti non sanno che esiste un alimento vegetale, il risso rosso fermentato, con una caratteristica molto particolare che lo rende unico. Contiene, infatti, una molecola simile alle statine, cioè i farmaci più utilizzati nel mondo per abbassare il colesterolo. Il riso rosso fermentato, invece, non è un prodotto di sintesi poiché la statina si trova naturalmente in questo alimento.
Il riso rosso fermentato altri non è che il riso comune, denominato oryza sativa che viene fermentato da vari ceppi di un lievito noto come monascus purpureus, un microrganismo che deve il suo nome alla colorazione rossa, è infatti anche chiamato lievito rosso. Il riso rosso fermentato è un componente tradizionale della cucina e della medicina popolare cinese; è usato come colorante in preparazioni alimentari, tra cui pesce, salsa di pesce, vino di riso, formaggio rosso di soia, vegetali in salamoia, carne salata. In medicina è usato per migliorare la circolazione del sangue, nelle indigestioni, in casi di diarrea. Il riso rosso fermentato contiene amido, acidi grassi, fitosteroli, isoflavoni, monacoline, pigmenti naturali quali monascine e monascorubine; le monacoline esercitano un’attività inibitoria sull’enzima idrossimetilglutaril coenzima A redattasi.
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Disturbo da alimentazione incontrollata

OverweightIl disturbo da alimentazione incontrollata, obinge-eating disorder, è un disturbo del comportamento alimentare caratterizzato da abbuffate analoghe a quelle della bulimia, ma che non vengono seguite da pratiche di eliminazione o compensazione.
Le persone che ne sono affette, quindi, sono quasi sempre obese o in notevole sovrappeso e soffrono psicologicamente per questa condizione molto più di soggetti obesi che mangiano in modo non compulsivo.
Molti pazienti cercano ripetutamente di seguire diete finalizzate alla perdita di peso senza riuscirci, ricavandone una profonda frustrazione. Circa la metà delle persone affette da binge-eating disorder soffre anche di depressione, precedente o successiva allo sviluppo del disturbo alimentare.
In genere, il binge-eating disorder interessa soggetti adulti, principalmente uomini. Al di là del disagio psichico associato, la condizione di obesità che ne deriva comporta l’aumento del rischio cardiometabolico complessivo e tutta una serie di complicanze specifiche (ipertensione, dislipidemie, diabete, problemi muscoloscheletrici, alterazioni ormonali, disfunzioni sessuali, difficoltà cardiorespiratorie ecc.).
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