Troppe proteine fanno male

C’è una vera mania per le proteine. Pare che tutti si preoccupino di mangiarne il più possibile. Il problema è che quando se ne prendono di più rispetto a quante ne servono fanno più male che bene. Quindi vale la pena pensarci due volte prima di seguire questa moda.  Il mito delle proteine è uno dei più diffusi fra le persone che si interessano di nutrizione, con la convinzione che le proteine siano la chiave nutrizionale per rientrare in forma. Convinzione peraltro alimentata dalla diffusione di diete iperproteiche quali «low-carb», «sugar buster», Zona, Atkins, Scarsdale e altre, che arrivano in… Continua a leggere


Il falso biologico

È ormai noto che uno stile di vita sano non possa prescindere da un’alimentazione sana e bilanciata. Ma cos’è veramente “sano”? Quando ci poniamo questa domanda è impossibile non pensare a quegli schemi detti “piramidi alimentari” che ci vengono presentati sin da piccoli, ma oggi sempre di più tendiamo ad associare al concetto di salutare anche quello di biologico.

In effetti non è importante solo quello che mangiamo, ma anche come ciò che abbiamo nel piatto è arrivato sulla nostra tavola, chi l’ha prodotto, dove e con quali metodi. Recenti ricerche di mercato indicano che la produzione e il consumo di prodotti biologici è in continuo aumento. La crescita della domanda ha portato a una conversione di svariati ettari di terreno, un dato positivo per la salute del suolo e la diversificazione del colture. Il potenziale di crescita è ancora enorme e può innescare una trasformazione profonda  dell’agricoltura, dell’alimentazione e dell’economia, con benefici per la società, i produttori e l’ambiente; un dato sicuramente incoraggiante per il nostro paese. Il biologico inoltre è un argomento che affascina chi di noi vive e lavora in una grande città. Solo l’idea evoca immagini di paesaggi campagnoli, dove la vita è ancora scandita dal ritmo delle stagioni, e dove il contadino coltiva con passione la sua terra, con la quale ha un rapporto di profonda simbiosi. Continua a leggere



Steatosi Epatica: cosa significa avere il fegato grasso?

Le malattie del fegato sono molto diffuse nella popolazione generale ed una corretta diagnosi permette una terapia adeguata e molto spesso la guarigione. Tra queste la più frequente è la steatosi epatica caratterizzata da un accumulo di grasso, in particolare trigliceridi, nel fegato, presente in circa il 30% della popolazione, rappresentando quindi una vera e propria malattia epidemica. L’incremento della steatosi epatica va di pari passo con l’aumento del sovrappeso/obesità e del diabete che riflettono una alimentazione scorretta ed una vita sedentaria. La steatosi epatica può evolvere in steatoepatite non alcolica, fibrosi epatica, cirrosi, e tumore epatico. Ne parliamo con la Prof.ssa Fargion, specialista in gastroenterologia del Centro Medico Visconti di Modrone, esperta in malattie del fegato. Continua a leggere



Cani e gatti con la tosse

La tosse consiste nell’espulsione violenta di aria dal polmone attraverso la bocca; si instaura generalmente come meccanismo riflesso stimolato dall’irritazione meccanica o chimica di faringe, laringe tracheo- bronchi. Oltre all’emissione di aria, la tosse si palesa anche attraverso un bisogno persistente di schiarire la gola oppure come pseudo conato rumoroso, accompagnato o meno da espettorato di muco e bava. I conati spesso vengono fraintesi come la necessità di rigettare qualcosa, ma in realtà possono rientrare nella sintomatologia della tosse stessa.

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Distacco della retina: evitare danni gravi con una diagnosi rapida

Il distacco della retina è una delle più serie emergenze che riguardano l’occhio e la vista.

Il distacco della retina è una delle più serie emergenze che riguardano l’occhio e la vista.
Si verifica quando la retina, tessuto fondamentale per la visione, si solleva dalla parete cui è appoggiata.
Il distacco di retina provoca la perdita progressiva ma veloce della vista, specie se la porzione di retina distaccata è quella centrale.
Il distacco della retina interessa annualmente 1 persona su 10.000; il rischio durante la propria vita è attorno allo 0,5% (un caso su 200). Il rischio è più elevato negli occhi miopi o dopo i traumi. Continua a leggere



Conosciamo gli alimenti “light”

Non tutto il “light” è per definizione un alimento salubre. Le tipologie presenti sugli scaffali dei supermercati  sono in continua evoluzione e non è facile orientarsi in questo labirinto. Intanto che cosa s’intende per cibi “light”? Secondo la normativa europea del 2006 è “light” il prodotto con un apporto di calorie diminuito di almeno il 30% rispetto all’alimento di partenza. In questo caso il produttore può riportare in etichetta la dicitura “a ridotto apporto calorico”. In altri casi si può scrivere “a basso contenuto calorico”. In altri casi si può scrivere “a basso contenuto calorico” o “senza calorie”. Per ottenere un cibo con questa caratteristica esiste una duplice strategia: togliere gli zuccheri oppure i grassi. Continua a leggere