Denti sani nei bimbi? Diamogli cibi duri

La salute dei denti dei nostri bambini è importante per uno sviluppo sano ed equilibrato. La prima digestione inizia in bocca: basta ricordare questa frase per capire che processi delicati, quali la masticazione e l’assimilazione dei cibi, dipendono proprio da una corretta ortodonzia. È necessario prestare molta attenzione alla cura e all’igiene orale della bocca fin dalla più tenera età, correggendo eventuali difetti dell’apparato dentario e prevenendo, nei limiti del possibile, carie, gengiviti e infiammazioni. Ma vediamo in quale casi è opportuno ricorrere a cure ortodontiche mirate.

LA PRIMA VISITA DAL DENTISTA
Un bambino dovrebbe fare la visita ortodontica intorno ai 6 – 7 anni, età, in cui cambia i denti da latte per dare spazio ai denti “definitivi”. Se prima di quest’età però, si dovessero presentare dei problemi ai denti, è opportuno fissare comunque la visita. I casi in cui si può verificare la prima visita dentistica precoce sono per esempio se il bambino ha difficoltà nel masticare, se utilizza ancora il ciuccio dopo i 3 anni, se respira solo con la bocca, se utilizza il dito al posto del succhiotto (sempre dopo i 3 anni), se ha la masticazione inversa. In caso contrario, come dicevamo, si può portare il bambino dal dentista intorno ai 6-7 anni, anche se l’utilizzo dell’apparecchio ai denti è consigliato intorno ai 9 anni. Oltre ai casi che abbiamo visto prima, il bambino deve portare l’apparecchio ortodontico se ha i denti molto sporgenti, se ha i denti molto distanziati uno dall’altro, se ha i denti uno sopra l’altro, se ha i denti storti, se ha i denti da latte cariati che di conseguenza tendono a cadere prima.

QUANDO INTERVENIRE
La prima classe: comprende tutte le situazioni in cui la posizione dei denti è corretta, ma ci sono possono essere alcuni denti storti che richiedono l’uso dell’apparecchio.
La seconda classe: è caratterizzata dallo spostamento dei denti superiori rispetto a quelli inferiori. In questo caso conviene aspettare prima di intervenire anche perché è probabile che il difetto si corregga da solo.
La terza classe: i denti inferiori sono più sporgenti rispetto a quelli superiori. Questo tipo di mal occlusioni sono le più difficili da correggere e richiedono un intervento tempestivo della macchinetta.

QUALE APPARECCHIO AI DENTI
Sarà il dentista a decidere il tipo di apparecchio a seconda del difetto che presentano i denti e/o la bocca del bambino. Vediamo comunque le diverse tipologie che esistono: apparecchio fisso, apparecchio mobile e apparecchio misto.
Ecco per ognuno le caratteristiche principali:
Apparecchio fisso: è il classico tipo di apparecchio per i denti che viene fissato per tutto il trattamento curativo. Rimane fisso grazie a particolari anelli attaccati direttamente da colla particolare e collegati tra loro da altrettanti particolari fili.
Apparecchio mobile: l’apparecchio per i denti mobile invece, si può togliere e quindi non rimane fisso ai denti. Solitamente sono apparecchi da portare per circa 12-14 ore, comunque durante la notte.
Apparecchio misto: l’apparecchio misto è costituito da una parte fissa e da una parte mobile. Anche questo tipo di apparecchio si mette in genere solo di notte.

LA CATTIVA MASTICAZIONE
L’ apparecchio ai denti è sempre più diffuso e l’età a cui lo si comincia a portare si è abbassata: fino a pochi anni fa si mettevano a 12/14 anni, oggi li portano bambini di 8 anni e anche più piccoli. L’ apparecchio ai denti serve a correggere le malocclusioni dentarie, cioè il fatto che le due arcate dentarie non combacino in modo funzionale. Sono classificate come vere e proprie malattie; proviamo a capire la causa della loro comparsa precoce e come comportarsi per prevenirle e curarle.

L’USO DELL’APPARECCHIO È IN AUMENTO
In primo luogo è una questione di diagnosi, che oggi viene effettuata non solo in sede specialistica, ma anche dai pediatri. Oggi ci sono più occasioni per scoprire una malocclusione e per prescrivere quindi l’apparecchio ai denti. Ma, fattore più significativo, mai si è masticato poco e male come in questa epoca. Le dimensioni e la forza della mandibola non sono genetiche, ma dipendono dall’uso che ne facciamo, cioè da quanto, cosa e come mastichiamo. Vediamolo: cibi morbidi, se non liquidi, sono onnipresenti e non solo quando i bambini non hanno i denti, anche in seguito. Alcune ricerche hanno evidenziato come i giovani preferiscano cibi morbidi a quelli “duri”: beveroni, polpette, purea, succhi invece di frutta intera. I denti, invece, hanno una dimensione stabilita dalla genetica. In pratica: abbiamo denti troppo grandi per un apparato masticatorio che, per il “disuso”, rimane piccolo.

COME PREVENIRE
Per prevenire l’uso dell’ apparecchio ai denti possiamo copiare quello che fanno le popolazioni africane, che hanno denti perfetti senza nessuna cura odontoiatrica. Mangiano cibi duri e “rosicchiano” fin da piccoli, e bevono molta acqua, ricca di sali minerali che rinforzano le ossa, anche quelle di cranio e mandibola. I nostri bambini invece sono abituati a “bere” i cibi più che a mangiarli, abitudine aggravata dal fatto che il biberon viene lasciato anche fino a 3 o 4 anni per succhi e bibite. Molto meglio proporre, gradualmente frutta intera. Quindi la miglior prevenzione dei problemi ortodontici è “far lavorare” la mascella, in modo che si sviluppi sgranocchiando cibi duri come frutta e verdura cruda, che oltretutto non contengono zucchero cariogeno.

Silvia Trevaini

Videonews

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