I perturbatori endocrini

Da qualche sotto i riflettori hanno indotto alcune aziende cosmetiche a togliere qualsiasi ingrediente tacciato di sospetto dalle proprie formulazioni. Stiamo parlando dei perturbatori endocrini. Sostanze ad azione endocrina esistono naturalmente nell’ambiente, come ad esempio i fitoestrogeni. Con l’aumentare dell’attività industriale e l’avvento dell’agricoltura intensiva, però, a queste sostanze se ne sono aggiunte altre, per lo più di origine sintetica. Fu cosi che, tra gli anni ’60 e ’70 del secolo scorso, alcuni scienziati osservarono, per la prima volta, come la presenza di alcune sostanze chimiche nel suolo e nei bacini idrici potesse modificare il funzionamento di quei sistemi endocrini che risentono maggiormente delle alterazioni ambientali. Si osservò che la presenza di alcune sostanze chimiche modificava l’equilibrio maschi/femmine in specie che, per la loro natura, determinano il sesso in base alle influenze ormonali. Dopo quelle prime osservazioni, per anni si è parlato di interferenti endocrini, sia per la fauna selvatica, sia per l’uomo. I principali effetti sono: il già citato effetto estrogenizzante, quello anti-androgeno e quello anti-tiroideo. Come per tutte le sostanze potenzialmente tossiche, le due caratteristiche che rendono un possibile interferente endocrino rischioso sono: il suo non essere biodegradabile, il che li rende spesso persistenti negli ecosistemi, e la natura lipofila, che ne permette l’accumulo nel tessuto adiposodi pesci, animali selvatici e da allevamento. Tali sostanze possono quindi entrare a far parte della catena alimentare che vede come ultimo accettore anche l’uomo. Continua a leggere

Diabete e Retinopatia

Oggi torniamo a parlare di Diabete Mellito e lo facciamo con la dottoressa Barbara Parolini, chirurgo vitreo-retinico e oculista responsabile del centro Eyecare Clinic di Brescia.

Dottoressa ci spieghi innanzitutto perché un oculista oggi ci parla di diabete.
“Il diabete è una patologia molto diffusa. In Italia, quasi in ogni famiglia c’è un componente affetto da diabete. Sebbene ci sia sicuramente una base genetica, soprattutto nelle forme di tipo 1, il diabete di tipo 2 è frutto anche di fattori controllabili come le abitudini alimentari ed il peso corporeo. Il diabete di tipo 1 ha un esordio improvviso e facilmente riconoscibile. Al contrario il diabete di tipo 2 è insidioso, spesso silente nelle fasi iniziali. L’assenza di sintomi o comunque il fatto che le prime avvisaglie siano frequentemente sottovalutate, fanno sì che a volte sia proprio l’oculista a scoprire il diabete, durante una visita di routine. La retinopatia diabetica rappresenta, nel mondo, la prima causa di cecità nella popolazione in età lavorativa ed è quindi facile comprenderne l’impatto sociale e quanto sia facile per noi oculisti avere a che fare con questa patologia”. Continua a leggere

La sauna anche per il cuore

Lo dice un recente studio finlandese , pubblicato sulla rivista scientifica “Biomed central”, che  ha dimostrato che fare la sauna riduce il rischio di malattie cardiovascolari non solo negli uomini (come in parte si sapeva) ma anche nelle donne. Lo studio ha seguito per 15 anni quasi 1700 persone evidenziando che farla 4 volte alla settimana per almeno 30 minuti è l’ideale per stare bene. Per trarne tutti i vantaggi, l’importante è sapere come e quando farla e, soprattutto, quali errori evitare. Continua a leggere

Lo yogurt un alleato per la nostra salute

Ciò che rende lo yogurt un eccellente alleato della nostra salute è la presenza di molteplici gruppi di ceppi batterici definiti anche come fermenti lattici, dato che la loro crescita avviene nel latte. Le tipologie naturalmente presenti nello yogurt, e responsabili del processo fermentativo, sono il Lactobacillus bulgaricus e lo Streptococcus thermophilus. Questi due ceppi sono, però, generalmente meno resistenti all’erosione dei succhi gastrici. In aggiunta a questi gruppi batterici possono essere miscelate, alla cottura di latte iniziale, altre colonie ritenute positive per l’equilibrio della flora intestinale come Lactobacillus casei, Lactobacillus rhamnosus e Bifidobacterium lactis solitamente più resistenti e più prolifiche nell’ambiente intestinale. Le proposte sono in commercio. Continua a leggere

La celiachia potrà essere diagnosticata solo con un esame del sangue?


Gastroduodenoscopia con biopsia dei villi intestinali: sì o no? È questo lo ‘strumento’ indispensabile per arrivare a una diagnosi certa di celiachia e per valutare la guarigione della mucosa intestinale dopo una dieta ‘terapeutica’ senza glutine? Ne parliamo con la Dott.ssa Carla Lertola, specialista in Scienza dell’Alimentazione del Centro Medico Visconti di Modrone.

Il dibattito, da sempre aperto, si è riacceso dopo la pubblicazione di uno studio americano della Mayo Clinic sulla rivista “Gastroenterology”. I risultati suggerirebbero infatti che questo tradizionale esame diagnostico, che si avvale anche della ricerca nel sangue di specifici anticorpi di malattia celiaca (anti-transglutaminasi IgA e anti-endomisio), potrebbe essere eventualmente sostituito da un nuovo test sempre sul sangue, sufficiente a definire da solo la presenza di malattia sia in fase di accertamento preliminare sia di follow-up sull’intestino dopo adeguata terapia. Continua a leggere

Capelli belli e vigorosi in ogni stagione

I capelli riflettono la nostra storia: la loro qualità, quantità, lucentezza, consistenza e colore dipendono dal nostro bagaglio genetico e quindi non è facile modificarli. Il capello è un tessuto vivo, fa parte dell’organismo e risente di ogni cambiamento ad esso legato. L’alimentazione e lo stress, il caldo estivo, l’inverno, l’accumulo di tossine o il cattivo funzionamento di alcuni organi, in particolare di quelli preposti alla digestione, possono influenzare l’aspetto dei capelli.

Alimentazione consigliata per capelli sani e resistenti

Una dieta ricca di vitamine A, D, P, B5, C, H e di minerali come lo zinco (importante fattore di crescita), il ferro e il rame può essere molto utile per curare l’opacità, la caduta e la fragilità dei capelli. La vitamina A, o retinolo, mantiene integre le membrane di tutte le cellule viventi, ed è contenuta in maggiore quantità nelle carote, negli spinaci, nel fegato e nelle uova; la vitamina P(bioflavonoidi), contenuta in mirtillo, agrumi, ruta ecc. è utile contro la fragilità capillare ed è quindi indispensabile per combattere gli arrossamenti e per favorire l’irrorazione sanguigna del cuoi capelluto; la vitamina B5 è preziosa per l’attività delle cellule epiteliali, ed è presente nel lievito di birra, nel latte, nel frumento, nel riso, nei cavoli, nel fegato e nelle uova; vitamina H (biotina) è importante per l’integrità della pelle e per combattere la caduta dei capelli, ed è contenuta nelle banane, nelle uova, nel fegato, nel latte e nell’insalata. Quanto agli oligoelementi  e ai minerali, una buona quantità per i capelli può essere ricavata dal lievito di birra, dall’olio di germe di grano, dalle alghe, dal pesce e dal miglio, considerato un utile integratore alimentare per la cura del capello.

Un aiuto dalla natura

Il miglio e l’equiseto risultano utili per favorire il benessere di unghie e capelli. La borragine protegge la pelle dalle aggressioni esterne e ne stimola il trofismo. Questi elementi forniscono un apporto supplementare alla dieta giornaliera; andando a migliorare e nutrire lo stato dei tessuti, in particolare della cute e dei suoi annessi. L’utilizzo del miglio come una delle principali componenti di Keplin , ideato per la cura dei capelli, è dato dal fatto che esso ha un elevato contenuto in vitamine del gruppo B, vitamine idrosolubili ognuna caratterizzata da una propria azione mirata sulle unghie, sui capelli, nel trattamento della calvizie, per mantenere la pelle elastica, sana e per ritardare i processi di invecchiamento.

Struttura del capello

Il capello è formato dal gambo, che è la parte visibile, e dalla radice, la parte che sta dentro la cute. La parte finale della radice è il bulbo, alla cui base è situata la papilla pilifera, la vera e propria fabbrica del capello, che produce la cheratina, la materia plastica naturale, di cui il capello è quasi esclusivamente composto. Si tratta di una proteina che ha la proprietà d’indurirsi a contatto con l’aria e di essere particolarmente forte contro le aggressione esterne: è elastica, flessibile, permeabile all’umidità, caratteristiche queste che si trasferiscono al capello. Il capello vero e proprio è uno stelo, a sezione tonda nei capelli lisci, ovoidale, quasi schiacciata, nei capelli ricci e crespi. La sezione dello stelo può variare anche come diametro: in media ci vogliono 15 capelli per fare un millimetro. Selezionando un capello si possono individuare tre strati concentrici; lo strato più esterno, la cuticola, è formato da una miriade di “tegoline”, disposte come le tegole su un tetto, ma con la parte libera rivolta verso l’alto. È grazie alla loro presenza che il sebo può risalire fino alla punta del capello, garantendone la giusta lubrificazione. In un capello sano, queste tegoline sono aderenti; quando, invece, sono allargate, i capelli diventano opachi, più impermeabili all’umidità e agli agenti esterni.

 

trevaini50Silvia Trevaini

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