Trucco semipermanente: come funziona, durata, costi e controindicazioni

Sempre più donne si affidano al trucco semipermanente per avere sopracciglia, labbra e occhi sempre freschi di trucco. Tuttavia, in molte temono questa pratica perché la identificano con il classico tatuaggio. Altre ancora sono rimaste colpite da conoscenti che sfoggiavano sopracciglia marcatamente grottesche o un vistoso contorno labbra.

Il trucco permanente, in sigla PMU dall’inglese permanent make-up, è una tecnica della cosmesi decorativa che utilizza il tatuaggio per applicare i pigmenti sotto la superficie della pelle. Normalmente serve a correggere gli inestetismi del viso e del corpo e per il miglioramento della immagine estetica in generale. Continua a leggere

Le zuppe, depuranti e nutrienti

13Utilizzata a scopi terapeutici dai tempi più antichi, la zuppa valorizza le proprietà protettive e depurative degli ortaggi di stagione. Ottima come piatto unico, per una cena leggera, offre un’infinita varietà di aromi, aiuta a riequilibrare il peso, previene la ritenzione idrica e disintossica.

“Zuppa”: il nome deriva da “inzuppare, intingere. È legato, quindi, alla presenza di tanto liquido: brodo, o semplicemente acqua.  L’usanza viene dalla tradizione popolare di fare tesoro di ogni resto di cibo consumato, diluendo gli avanzi, o solamente i fondi di cottura rimasti a “sporcare” le pentole, per recuperarne gli aromi. Al liquido così ottenuto si aggiungeva poi del pane, spesso avanzato, ottenendo un piatto saziante; senza costi. Continua a leggere

Educare la mente

La meditazione ci riconnette a noi stessi e affina attenzione e chiarezza. Il successo dei protocolli Mindfulness e la loro applicazione ai diversi ambiti ci dice quanto oggi il bisogno di meditare sia sempre più diffuso e quanto sia pressante l’aspirazione a una vita più autentica e meno stressante. La meditazione è la star del momento, ma per alcuni resta ancora un oggetto dai contorni poco chiari. Ridurla a una tecnica di benessere vuol dire sminuirla. Continua a leggere

I segnali dell’ipertensione

Gli esperti definiscono l’ipertensione arteriosa il “killer silenzioso”, perché causa seri danni (come ictus o infarto) senza che la persona se ne accorga. Infatti, la pressione alta non da sintomi inequivocabili. Oppure li provoca in modo sfumato o poco caratteristico, tanto da far pensare a un segno di stanchezza o addirittura a una pressione troppo bassa. È bene non sottovalutare mai questi segnali, per quanto vaghi siano, perché permettono di individuare il disturbo prima che dia origine  a problemi molto seri.

Vertigini
In chi è soggetto a ipertensione, le vertigini compaiono soprattutto quando iniziano a salire le temperature. Il caldo ha un effetto vasodilatatore: aumenta il diametro dei vasi sanguigni per mantenere costante la temperatura interna del corpo e questo si ripercuote sul delicato sistema del labirinto che ha sede nell’orecchio. Compare, così, la sensazione di “essere su una barca”, con la realtà circostante che “gira” e da l’impressione di cadere. Quando si è soggetti a un attacco di vertigini è opportuno sedersi, meglio ancora sdraiarsi, nell’attesa che la fastidiosa sensazione si attenui. Le vertigini, infatti, possono causare cadute con conseguenti traumi. In ogni caso, è bene parlare con il proprio medico per approfondire il sintomo, che può essere causato da una forma di ipertensione non diagnosticata.

Mal di testa ricorrente
La pressione alta può provocare cefalea, soprattutto quando si ha un improvviso rialzo rispetto ai valori abituali anche in persone che non soffrono di pressione alta, ma sono soggette a un rialzo occasionale. Altre volte, invece, è il segnale di un progressivo aumento dei valori, ossia l’inizio dell’ipertensione. Secondo studi scientifici condotti sul tema, quando la massima è più alta si corre un rischio pari a circa il 40% di soffrire di mal di testa. Questo tipo di cefalea compare soprattutto al mattino oppure nel tardo pomeriggio e si manifesta perché la pressione arteriosa eccessiva provoca un’alterazione dei vasi sanguigni che irrorano il cervello. Il mal di testa è intenso, pulsante, e coinvolge tutto il capo. Non sempre la cefalea è segnale di ipertensione. Può essere legata ad altri disturbi, come stanchezza, variazioni ormonali, sinusite oppure non avere una causa precisa. È bene, però, misurare la pressione se il mal di testa è un disturbo di cui di solito non si soffre.

Chiazze di sangue negli occhi
Qualche volta può capitare di notare una macchia ampia di colore rosso sulla congiuntiva, la membrana che riveste la palpebra. Ciò avviene anche senza altri sintomi, come dolore o lacrimazione. Questo fenomeno è noto come emorragia sottocongiuntivale e di solito è un evento di tipo benigno, che non richiede cure e si risolve da solo in una decina di giorni. Può essere dovuto a sforzi di tipo sportivo, a colpi di tosse intensi, ma anche a ipertensione arteriosa non curata. Infatti, il continuo stress al quale sono sottoposti i capillari sanguigni dell’occhio provoca piccole emorragie locali. In caso di emorragia sottocongiuntivale è opportuno misurare la pressione il prima possibile e parlarne con il medico.

Ronzii alle orecchie
Scientificamente sono detti acufeni: si tratta di suoni o rumori, come ronzii, fischi, o tintinni soggettivi, che vengono cioè percepiti solo dalla persona. Possono avere varie cause: l’abitudine al fumo che danneggia l’apparato uditivo, l’invecchiamento, malattie dei vasi sanguigni dell’orecchio interno. Qualche volta non si riesce a individuare la causa precisa. La pressione elevata può però far percepire gli acufeni, che in questo caso non sono presenti sempre, ma solo nel momento in cui la pressione si alza maggiormente. Si avverte solitamente un fischio o un senso di fruscio, dovuto al fatto che le delicate strutture dell’apparato uditivo sono danneggiate dalla pressione eccessiva.  Gli acufeni che si presentano secondo le stesse modalità, per esempio dopo uno sforzo fisico o alla fine della giornata, quando si suppone che la pressione arteriosa sia più alta, richiedono un accertamento medico, con misurazione dei valori pressori ed eventualmente una visita audiologica.

Difficoltà a respirare
La difficoltà respiratoria rappresenta il sintomo di qualcosa che non funziona, non solo a bronchi e polmoni, ma anche a molti altri organi, soprattutto il cuore. La presenza di un’ipertensione arteriosa trascurata, perché mai diagnosticata, può nel tempo causare danni alle pareti del cuore, fino all’ischemia cardiaca con angina e aumentano rischio di infarto miocardio e di scompenso cardiaco. La persona ipertesa, a questo punto, può incominciare a presentare, tra i sintomi, anche la dispnea, cioè la presenza di un disagio respiratorio e di una “fatica a respirare” che si può manifestare, inizialmente, solo durante uno sforzo, ma che con l’andare del tempo può comparire anche a riposo, divenendo perfino più intensa durante la notte. Oltre alla misurazione della pressione arteriosa, è opportuno sottoporsi ad accertamenti al cuore, con un elettrocardiogramma e un ecocardiogramma.

trevaini50Silvia Trevaini

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Il long walking

Camminare è probabilmente l’attività più naturale del mondo, eppure spesso viene trascurata a causa dell’eccessiva pigrizia. Passo dopo passo è possibile attivare la circolazione sanguigna, bruciare calorie, rilassare il cervello e molto altro ancora. Non c’è da stupirsi, quindi, che il fitness abbia preso spunto dalla più semplice passeggiata per ideare il walking: è bastato perfezionarne il movimento per ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo. In fondo si tratta di un gesto spontaneo, il che rende il walking adatto a tutti a prescindere da età, forma fisica e attitudini. Camminare fa bene, lo dicono migliaia di ricerche scientifiche. Ora però uno studio italiano spiega che per vivere a lungo non basta muovere le gambe, ma che bisogna farlo preferibilmente all’aria aperta, specie quando si è avanti con gli anni. Ecco perché vi voglio parlare del Long walking che associa i benefici di lunghe camminate ai benefici di stare all’aria aperta. Continua a leggere

Osteoporosi e nutrizione

Una donna su tre e un uomo su cinque sono affetti da osteoporosi, una malattia che, in Italia, colpisce in totale ben 5 milioni di persone e, pur non essendo una patologia mortale, può essere gravemente invalidante. Ne parliamo con la Dott.ssa Carla Lertola, specialista in Scienza dell’Alimentazione presso il Centro Medico Visconti di Modrone.

Nonostante alcuni fattori di rischio non siano modificabili (ad esempio età avanzata, sesso femminile, ipotiroidismo) una corretta alimentazione non solo e’ un atto di prevenzione fondamentale ed irrinunciabile ma deve essere curata durante tutto l’arco della vita, in particolare fino ai  20-25 anni. Importantissimo è infatti raggiungere in giovane età un sufficiente picco di massa ossea (intesa come densità minerale dell’osso stesso) e mantenerlo il più’ a lungo possibile. Continua a leggere