Il perdono guarisce l’anima e il corpo

perdono
“Il Giorno in cui il Bambino si rende conto che tutti gli adulti sono imperfetti, diventa un Adolescente; il giorno in cui li perdona, diventa un Adulto; il giorno in cui perdona se stesso, diventa un Saggio”

(Alden Albert Nowlan)

Perdonare vuol dire liberare il cuore dalla prigione del passato.
Perdonare significa farsi un regalo. Un regalo di gran lusso.
Sia perdonando gli altri che noi stessi.

Ne parliamo brevemente con Giulia, fondatrice dell’associazione L’Ombra del Platano.

Ormai sappiamo, da numerose testimonianze anche in ambito scientifico, che perdonare significa guarire nell’anima e nel corpo.

Ebbene si, il nostro corpo si ammala quando perpetua risentimento e dolore.

Farsi invadere e dare spazio al ricordo di qualcosa che ci ha turbato, offeso, umiliato e fatto soffrire, equivale ad alimentarlo e lasciarlo in vita, libero di farci produrre sostanze chimiche altamente nocive.

Vale la pena ricordare brevemente che le nostre ghiandole endocrine secernono ormoni come diretta reazione ad un’azione o pensiero. Ci sono ormoni detti del benessere e altri dello stress. Gli ormoni sono messaggeri chimici che immettono direttamente nel sangue le varie informazioni agli organi. Il sistema limbico, responsabile delle nostre emozioni, essendo in simbiosi con ipotalamo e ipofisi (ghiandola che governa anche la maggior parte delle altre) spiega la correlazione tra emotività e disfunzioniormonali. Questo ci fa capire quanto siano importanti i nostri pensieri e quanto essi possano determinare alterazioni patologiche.

Ognuno di noi ha sicuramente qualcuno da riabilitare nella propria memoria, trasformando il sentimento di insofferenza con qualcosa che non è velenoso come l’odio e il rancore.

Ma se io penso costantemente alla persona che mi ha fatto del male, concedendo molto del mio tempo a questo pensiero e rendendolo importante, posso appurare di aver trasformato me nel mio stesso carnefice.

La persona che mi ha fatto del male lo ha fatto tot volte.

Io che ripropongo alla mia mente lo stesso episodio quante volte mi faccio del male?

La risposta è palese; la riflessione obbligatoria.

A questo punto è evidente che il colpevole sono io, che regalo tanta energia a quel pensiero.

E’, allora, in piena consapevolezza che decido di farmi il regalo più bello: il Perdono.

Si, decido di perdonare. Che non significa dimenticare ma liberare e relegare nel passato.

Concedendo al destinatario anche attenuanti. Vere o di fantasia.

Le tecniche sono semplici e metterle in atto risultano essere utili e salvavita, rendono l’anima più leggera e

fieri di esserci occupati di “noi”.

Perché è fisiologico farsi del bene, entrare in un mood pro noi: via dalla sofferenza verso la felicità!

E’ solo questione di riattivare abitudini che abbiamo abbandonato quando eravamo molto piccoli. Si, perché da piccoli siamo egoisti. In modo sano.

Una semplice affermazione: Io ti perdono (nome della persona) e ti lascio libero.

Ripetuta 21 volte per 21 giorni assicura sollievo e benessere.

Instrada verso la consapevolezza.

Rende l’anima leggera, l’amore in circolo, la luce nel cuore.

 

Altra tecnica è scrivere la medesima frase su carta, per 70 volte ogni mattina.

Il pensiero scritto innesca processi mentali atti a favorire la memoria, a trasmettere in profondità le informazioni riportate. Anche il gesto di mimare lo scrivere (senza penna, col dito ad esempio) consente di imprimere facilmente nella memoria appunti, frasi, indicazioni.

Perdonare noi stessi e gli altri ci dirige nella gioia e ci allontana dalla prigione del passato.
Ma non c’è fretta nel perdono. Deve essere una decisione maturata, ben osservata.
Non andiamo a riabilitare un’azione devastante sia chiaro, bensì scegliamo che diventi “passato”, smettendo di rimuginare portandola inutilmente nel presente.
A volte possiamo percepire difficoltà durante l’azione del perdono; ascoltiamoci e prendiamoci più tempo senza però allontanarci dall’obiettivo “farci un regalo di lusso”!

Si può iniziare a ripetere affermazioni o scrivere frasi in numero inferiore a quello indicato; poche volte per prendere dimestichezza con questa nuova realtà, per iniziare ad avere familiarità con il perdono.

Attenzione: quando si tratta di perdonare noi stessi saremo titubanti nel farlo!
Insistiamo. Siamo la persona più importante della nostra vita!

 

trevaini50Silvia Trevaini

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