Attenzione alle pappe commerciali

Siamo giustamente sempre più attenti a ciò che mangiamo, ma la stessa cura dovremmo riservarla al cibo che acquistiamo per i nostri cani e gatti. Dovremmo chiederci da dove arriva e che cosa contiene, soprattutto quando abbiamo a che fare con prodotti industriali.

Quattro zampe obesi

Uno dei risultati della cattiva alimentazione è l’incremento di problemi come l’obesità. Non solo negli esseri umani: uno studio pubblicato su Veterinary Record nel 2014 ha osservato l’aumento d’incidenza di obesità nel cane e nel gatto parallelamente a quella dell’uomo, con conseguenze gravissime per la salute dei pets. L’obesità nel cane e nel gatto predispone a patologie cardiache, dismetabolismi, patologie endocrine e articolari, per citarne solo alcune.

Troppa cattiva informazione

In ambito veterinario c’è un problema di malnutrizione o meglio, di cattiva informazione su come i nostri animali domestici dovrebbero essere alimentati. La tendenza delle persone, di questi tempi è quella di tornare alle cose semplice e naturali. Ma attenti agli inganni: esattamente, che cosa si intende per naturale?

Che cos’è naturale per loro?

Quando parliamo di “naturale” riferito all’alimentazione dei nostri quattro zampe, si deve indendere un’alimentazione che rispetti la loro fisiologia, il “modo naturale” con cui il sistema digestivo di un animale funziona, come natura lo ha creato. Le differenze tra le specie sono notevoli. Alcuni animali si devono nutrire di vegetali (gli erbivori come il cavallo), altri di animali ( i carnivori come il cane e il gatto), altri ancora mangiano tutto (gli onnivori, come ad esempio la volpe e alcuni pesci, uccelli e insetti). Cominciamo quindi con il dire una cosa: l’eccesso di carboidrati, principalmente sotto forma di cereali- che troppo spesso sono la componente base delle crocchette- provoca nel cane, ma ancora di più nel gatto che è carnivoro più stretto, un’alterazione della funzionalità digestiva, determinando un sovraccarico pancreatico ed epatico con conseguente infiammazione intestinale cronica dovuta all’aumento dei processi fermentativi.

Intestino dei carnivori

Il cane e il gatto, in base alla fisiologia del loro apparato digerente, sono carnivori. Il loro organismo è programmato per alimentarsi prevalentemente con proteine animali, grassi, minerali, vitamine,enzimi e fibre. Al contrario degli erbivori, i carnivori non posseggono enzimi digestivi nella saliva, che è più densa e serve come lubrificante per inghiottire il cibo, non per digerirlo: i succhi gastrici infatti sono circa dieci volte più acidi di quelli di un onnivoro per poter digerire le proteine. Hanno inoltre un intestino più corto al fine di completare il processo digestivo nell’arco delle 24 ore. Al contrario, gli erbivori hanno un sacco gastrico meno acido e un intestino più lungo per digerire per fermentazione e completare la digestione in 4-5 giorni.

Crocchette ai cereali? Solo danni

Tutto ciò fa comprendere quanto una crocchetta formulata per la maggior parte con cereali (mais, frumento, riso) arrechi danno al sistema digestivo di un carnivoro. I succhi gastrici nello stomaco non vengono prodotti a sufficienza  a causa del mancato stimolo dato dalle minime quantità di proteine animali presenti nelle pappe commerciali, con conseguente aumento delle cariche batteriche. Ciò apre la strada a fermentazioni intestinali e quindi diarree croniche e infestazioni parassitarie recidivanti.

Rischio intolleranza alimentare

Inoltre, a livello intestinale, nel cane, nel gatto come nell’uomo- è presente un’alta percentuale di cellule del sistema immunitario. La cattiva alimentazione infiamma la parete intestinale che diventa più permeabile, permettendo il passaggio di molecole che stimolano continuamente il sistema immunitario mantenendolo in allerta. Questa iperattività immunitaria è alla base di intolleranze e disturbi alimentari di cui, negli ultimi anni, soffre 1 cane su 3.

Leggere le etichette

L’alterata funzionalità dell’intero apparato digerente conseguente alla malnutrizione determina infine l’accumulo di sostanze non necessarie al cane- come amidi in eccesso- che accumulandosi, aprono la strada all’obesità. La prima regola allora per evitare che il nostro amico a quattro zampe incorra in una patologia come l’obesità e altre malattie è imparare a leggere le etichette dei cibi che gli diamo al fine di poterlo nutrire nel modo corretto, secondo natura.

trevaini50Silvia Trevaini

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