Menopausa, il tempo per se stesse

Una successione di cambiamenti: la vita può essere definita anche così. Fase dopo fase, il corpo e la mente modificano esigenze e funzioni. La menopausa tuttavia, nel flusso delle mutazioni di cui le donne sono protagoniste, appare in genere nel mondo occidentale uno scambio sfavorevole con la natura, un passaggio della vita in cui si perde qualcosa e si rimane più povere. Verso i cinquant’anni le ovaie smettono di ovulare: sono finite le uova.

Questo significa che termina anche la produzione di ormoni sessuali femminili, poiché il testosterone, che è un ormone maschile e viene sintetizzato nell’ovaio, fino alla menopausa viene “aromatizzato” ogni mese nel follicolo, dove matura l’ovulo che poi viene liberato. Interrompendosi l’ovulazione, gli ormoni maschili non vengono più trasformati in ormoni femminili. La donna, durante la menopausa, lascia andare una qualità determinante della sua identità femminile.

In questo periodo le donne tendono a ingrassare nella pancia, perché non sono più protette dagli ormoni femminili che scolpiscono il corpo con le anche larghe ma la vita stretta e compaiono altri segni di mascolinizzazione, come per esempio la peluria sul labbro o sul mento. Tutti fenomeni che una donna può vivere in modo sgradevole. L’insieme dei sintomi, che precedono, accompagnano e seguono la menopausa, prende il nome di climaterio e include molto spesso anche disagi psicologici, come insonnia, nervosismo e momenti di depressione.

Quando si interrompe bruscamente un’attività, l’organismo comincia a oscillare: abbiamo momenti molto yin, come eccessive sudorazioni, che si alternano a momenti molto yang con le classiche vampate di calore. Appare significativo che anche lo scheletro osseo divenga in questo momento più fragile, a manifestare un indebolimento della struttura stessa della donna, quasi una rarefazione della sua identità. Dal punto di vista fisiologico, durante la menopausa ci si trova esposti a un calo di densità ossea poiché gli ormoni sessuali hanno la funzione di irrobustire le ossa.  Il corpo impiega qualche anno a ritrovare un equilibrio, ma non c’è nulla da temere: si possono intraprendere tante strade per compensare. Niente paura, dunque: è tutto normale, sano, fisiologico. È molto interessante considerare il significato della menopausa nelle culture cosiddette primitive, in quei contesti questa fase della vita femminile non ha nessuna connotazione negativa, anzi è un momento in cui la donna acquista un altro significato nella famiglia: è un traguardo di saggezza, per cui la donna viene molto rispettata.

Si tratta dunque di prendere coscienza di un nuovo ruolo, di ricercare un nuovo centro: nell’abbandono di ciò che la caratterizzata fino a questo momento, la donna può sperimentare una leggerezza mai provata prima. Cosa può aiutare la donna in questo momento delicato della sua vita? Ad esempio la pratica dello yoga. La menopausa non mette fine a nulla di ciò che veramente conta. Se la donna è costituzionalmente sana, cammina volentieri, si tiene informata, è incline a stabilire rapporti amichevoli con le persone, gli animali e la vita in generale, quando stende a terra il suo tappetino la risposta del suo corpo è sempre positiva, costruttiva, e lieta, anche durante il climaterio. Questa lietezza e positività entra a far parte definitivamente del suo quotidiano grazie la pratica di asana, pranayama, meditazione, lo yoga tradizionale apporta vantaggi indiscutibili su tutti i piani, che ringiovaniscono mente e corpo eludendo i pericoli di una senilità precoce, che  si nota molto spesso prima nella mente, e successivamente nel corpo.

 

trevaini50Silvia Trevaini

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