Le nuove protesi al seno

È sicuramente uno degli interventi di chirurgia estetica più richiesto dalle donne. Parliamo della mastoplastica additiva, che ogni anno, solo in Italia, vede protagoniste oltre 30 mila donne.

La forma e le caratteristiche della protesi hanno un’importanza determinante nel definire l’aspetto finale della mammella. Per questo oggi ho voluto chiedere alla Dott.ssa Gabriela Stelian, specialista in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica, quali dati tiene in considerazione il chirurgo plastico per poter scegliere le protesi più adatte ad ognuna di noi. Ecco cosa ci consiglia:

“Quest’anno per il seno tornano le protesi tonde ma con gel ergonomici e micro o nano testurizzate. “Dopo il successo delle protesi anatomiche tornano le vecchie protesi tonde ma in una veste nuova -spiega Gabriela Stelian- sono realizzate con gel più ergonomici, che si ridispongono in base alla posizione del corpo e rendono non più necessaria una testurizzazione importante. Le protesi tonde micro o nano testurizzate danno meno problemi di contrattura capsulare e sieromi, perché viene minimizzato lo sfregamento della protesi con i tessuti”. In ogni caso tutte le protesi d’ultima generazione, in gel coesivo di silicone (non disperde all’esterno dell’involucro) e dal profilo naturale anatomico, concorrono a garantire la stabilità del tempo del risultato estetico finale. La loro elevata qualità tecnologica ha ridotto al minimo il rischio di contrazione capsulare periprotesica (formazione di una capsula fibrosa rigida che avvolge la protesi e può recare disagio alla paziente). L’impianto di protesi mammarie non pregiudica l’allattamento futuro e non è ostacolo ad una corretta indagine mammografia.

La mastoplastica additiva provoca una variazione del rapporto proporzionale tra le mammelle e il torace, ma anche tra il seno e le componenti estetiche di tutto il corpo. Per questo motivo non è possibile fornire un solo parametro valido per tutte le pazienti e ogni caso va considerato come unico. Tuttavia elenchiamo una serie di valutazioni che il chirurgo plastico estetico in genere prende in considerazione nell’analisi della situazione nel corso della visita preliminare per la mastoplastica additiva.

Nella scelta della protesi ideale, dicevamo, concorrono diversi fattori, principalmente il tipo di rimodellamento desiderato e il tipo di tessuti della paziente e le sue caratteristiche anatomiche. Tutte le protesi tendono a proiettare verso l’alto l’areola, ma l’effetto varia a seconda della forma della protesi scelta. In particolare le protesi di tipo anatomico esaltano molto la proiezione del seno, cioè lo slancio del profilo, ma non sono molto indicate per rendere più aggressivo un decolletè appena accennato, come in un seno molto piccolo. La forma e il volume del nuovo seno saranno determinati dalla somma di due fattori, quali la protesi scelta e il volume e la posizione del tessuto mammario originale. Su questa base, si può affermare che maggiore è la grandezza dell’impianto mammario scelto e minore è l’influenza del tessuto originale del seno. Inoltre, quando i tessuti che rivestono il complesso ghiandolare sono molto sottili, la forma delle protesi è determinante così come il suo posizionamento, in quanto un errore di valutazione potrebbe rendere facilmente individuabile la presenza dell’impianto mammario.

La scelta delle protesi: il volume

La scelta del volume delle protesi è sempre preceduta da una specifica analisi tissutale della zona. Le dimensioni delle protesi infatti dovrà riuscire a riempire l’involucro cutaneo senza però risultare eccessivo. Se la pelle si presenta eccessivamente lassa anche dopo la previsione del riempimento, il chirurgo plastico consiglia una mastopessi in combinazione con la mastoplastica additiva, in modo da risollevare e riempire il seno in un solo tempo chirurgico. Volumi molto abbondanti delle protesi vanno valutati attentamente: esiste infatti un aumento delle complicanze in presenza di impianti dalle dimensioni esagerate e a lungo termine un rimodellamento del genere può dare insoddisfazione. Mediamente vengono scelte protesi al di sotto dei 300 cc, ma le dimensioni esatte degli impianti devono essere scelte solo in base alle misure del seno della paziente e alle sue caratteristiche anatomiche.

La scelta delle protesi: la forma

Al di là delle possibilità di resa estetica di ogni tipo di protesi, il chirurgo plastico valuta la situazione anatomica della paziente. La larghezza degli impianti mammari non deve superare la larghezza trasversale del seno, cioè la dimensione alla base della ghiandola. L’altezza della protesi invece di valuta in base alle proporzioni del torace e delle spalle. Addirittura la forma e la proiezione dei glutei possono essere analizzati per cercare di stabilire una continuità estetica riprendendo un canone già presente nel corpo della paziente. A questi punti vanno aggiunti i desideri di ciascuno: se si vuole ottenere un riempimento “aggressivo” o più discreto, maggiore rotondità nel decolletè o nel polo inferiore del seno.”

Per chi fosse interessato ad una consulenza, la Dott.ssa Gabriela Stelian riceve in via XX Settembre a Novara, Cell. 3473220884

Questo il sito per approfondire www.dottoressa-stelian.it

 

trevaini50Silvia Trevaini

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