Zeolite, il minerale che ci purifica

È una pietra vulcanica che ti rende più leggera. Se senti che è arrivato il momento di un trattamento detox intenso, questo rimedio naturale agisce come una spugna che spazza via dal tuo organismo scarti metabolici, metalli pesanti e radicali liberi. Anche luglio è uno dei mesi favorevoli per chi desidera perdere peso. Nel periodo estivo può emergere l’esigenza di depurare l’organismo, soprattutto se durante l’anno sì è esagerato con pranzi e cene fuori casa.
A questo può servire la zeolite, un minerale di origine vulcanica il cui nome deriva dal greco e significa letteralmente “pietra che bolle”. Il suo utilizzo, mentre si torna a seguire una dieta ricca di vegetali dal potere depurativo, è sicuramente d’aiuto, dal momento che possiede proprietà alcalinizzanti, riduce il livello di acidità dell’organismo, e favorisce l’eliminazione dal corpo di sostanze di scarto che possono determinare un rallentamento del metabolismo e un aumento dell’infiammazione dei tessuti.

A beneficiare di queste grandi pulizie sarà sicuramente l’intestino, ma anche il fegato, uno dei nostri filtri più potenti. La zeolite consente di liberarti anche da pesticidi, micotossine e metalli pesanti, che possono essere presenti nei cibi, ma anche dai radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento. Grazie alla zeolite la tua dieta sarà ancora più efficace. Agisce nell’intestino. Intrappola le tossine e le espelle. Ciò che rende la zeolite in grado di liberare l’organismo dalle tossine, compresi i metalli pesanti, è la sua particolarissima conformazione. I cristalli di cui è costituita questa pietra possiedono una struttura microporosa, ovvero sono caratterizzati dalla presenza di piccolissimi canali, nei quali avvengono prima attratte e poi intrappolate le tossine del nostro organismo. Per questo la zeolite è stata a volte  paragonata ad una spugna, altre volte ad una calamita, che attira le sostanze nocive, favorendone l’espulsione. La zeolite non viene assimilata, quindi passa attraverso il tubo digerente e viene eliminata, con tutto il suo carico di scarti metabolici.

Ti serve soprattutto se:

  • Hai seguito un’alimentazione sregolata, con una presenza eccessiva di alimenti confezionati e salumi
  • Soffri di cattiva digestione, stipsi e gonfiori
  • Ti senti spesso stanca e per questo avverti il bisogno di alimenti calorici come pane dolci
  • Vivi in città molto inquinate oppure fumi
  • Fai attività fisica: la zeolite aiuta a eliminare l’acido lattico e migliora i tempi di recupero, rendendo l’allenamento più efficace.

La trovi in polvere oppure in compresse

La zeolite può essere acquistata in farmacia o in erboristeria.  Scegli integratori che abbiano il marchio CE e il numero di registrazione, in modo da avere la certezza di un prodotto garantito. La si trova in polvere oppure in compresse. Nel primo caso si scioglie in acqua oppure in bevanda. Se scegli la formulazione in capsule il dosaggio può variare a seconda del prodotto acquistato, anche se, in genere, la dose consigliata è di uno o due al giorno, lontano dai pasti.

La zeolite depura anche l’epidermide e compare come ingredienti di creme rigeneranti, cicatrizzanti e antinfiammatorie . Se è  in polvere sottile come una cipria basta  diluirla in poca acqua o unirne un pizzico alla propria crema. L’epidermide risulterà purificata e compatta.

trevaini50Silvia Trevaini

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Sigarette: quando è dipendenza?

Quando si parla di dipendenze, si dà per scontato che significhi un uso abituale di quantità consistenti, o un comportamento abituale che si mette in atto spesso e senza facilità a rinunciarvi.
Le cose non stanno così. La difficoltà a rinunciare a qualcosa non c’entra niente, così come c’entra fino a un certo punto la “quantità” e l’abitudine, ci spiega il Dott. Matteo Pacini, specialista psichiatra del Centro Medico Visconti di Modrone.
Altri pensano che, siccome qualcosa è tossico, chi ne fa uso abituale sia evidentemente uno che è dipendente, altrimenti il senno gli direbbe di smettere, e ci riuscirebbe con una certa dose di sforzo magari. Neanche questo è vero, perché si dovrebbe pensare che i comportamenti utili o piacevoli non siano spesso anche dotati di una certa tossicità, e che le persone scelgono prima secondo il piacere e la necessità di stimolare certe funzioni, e solo poi secondo il rischio, a meno che questo non sia davvero imminente o spaventoso. Continua a leggere

L’acne secondo l’igiene naturale

Colpisce, secondo le stime, tra il 30 e il 40% dei giovani italiani di età compresa tra i 15 e i 20 anni. Ed è sbagliato credere che si tratti di un problema temporaneo, risolvibile lavando il viso con più cura o mangiando cibi più sani. L’acne è una vera e propria malattia della pelle e come tale va affrontata per evitare spiacevoli conseguenze. Il disturbo, inoltre, pur essendo il nemico numero uno della cute giovanile, non riguarda solo gli adolescenti ma può comparire anche da adulti, soprattutto tra le donne

Nelle fasi iniziali dell’infiammazione, si nota la presenza di comedoni, lesioni dovute a un’eccessiva produzione di sebo (il grasso naturale che protegge la pelle) da parte delle ghiandole sebacee, che finiscono per ispessirsi fino a occludere il canale. Come conseguenza, sulla pelle colpita, compaiono brufoli che possono essere rossi o di color biancastro. La cute appare inoltre lucida e untuosa e può presentare punti neri in grande quantità. Nei casi più seri, il processo infiammatorio può essere tale da trasformare i brufoli in grosse cisti che, unendosi tra loro, creano cavità piene di pus. . Vediamo come identificare la patologia, come curarla e alcuni falsi miti che la riguardano,  ma questa volta sotto il punto di vista dell’Igiene Naturale.
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Tiroidite di Hashimoto

La tiroidite cronica linfocitaria autoimmune di Hashimoto è la forma più comune di tiroidite e la sua prevalenza è nettamente superiore nel sesso femminile.

Le ipotesi di origine della malattia autoimmune sono quella genetica (esistono famiglie intere con tiroidite autoimmune) e l’origine virale o batterica (con modificazione dell’antigene tiroideo (Tg e TPO).

E’ una malattia organo-specifica, caratterizzata da una infiltrazione linfocitaria e da possibile evoluzione verso l’ ipotiroidismo. Spesso la malattia è paucisintomatica in quanto si manifesta esclusivamente con livelli circolanti del TSH superiori alla norma (anche di poco) e con valori di ormoni tiroidei liberi circolanti nella norma.
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