
Un piccolo ritocco, una punturina, un trattamento per “illuminare il viso”. La medicina estetica è entrata nella vita di moltissime persone in modo quasi naturale. Non è più appannaggio solo delle star o delle riviste patinate. Oggi basta aprire Instagram o fare due passi in centro per trovare una miriade di studi, centri estetici, cliniche e professionisti che offrono trattamenti per migliorare, ringiovanire, tonificare, ridefinire. Ma più cresce l’offerta, più diventa difficile orientarsi. Perché dietro quella che può sembrare una scelta “di superficie”, c’è in realtà qualcosa di molto più profondo: la cura di sé, la fiducia nel professionista, la sicurezza del proprio corpo. E scegliere con leggerezza, affidandosi solo al prezzo più basso o alla foto più accattivante, può essere un errore con conseguenze anche serie. In questo articolo ti accompagno in un piccolo percorso di consapevolezza: capire chi è davvero un medico estetico, quali sono le differenze rispetto ad altri operatori, cosa chiedere, a cosa prestare attenzione e come scegliere in modo informato e sereno.
Chi è (davvero) un medico estetico? Occhio alla differenza
Partiamo dalla base. La medicina estetica è una branca della medicina, e quindi può essere praticata solo da medici laureati e abilitati. In Italia, non esiste ancora una specializzazione universitaria in medicina estetica, ma esistono scuole di formazione post-laurea riconosciute, che rilasciano diplomi professionali validi. Un medico estetico, quindi, è un dottore che ha scelto di formarsi in questo ambito per trattare imperfezioni, inestetismi e segni del tempo con tecniche non invasive o mini-invasive. È importante distinguere tra medico estetico, chirurgo plastico ed estetista. Il medico estetico può usare iniezioni, laser, apparecchiature medicali. Il chirurgo plastico, invece, opera in sala operatoria: fa lifting, rinoplastiche, mastoplastiche e così via. L’estetista si occupa di trattamenti di superficie, come pulizia viso, ceretta, massaggi. Ognuno ha il suo campo d’azione, e confonderli può portare a scelte sbagliate. Un filler alle labbra o una biorivitalizzazione, per esempio, devono essere fatti solo da un medico, perché si tratta di tecniche che richiedono conoscenza dell’anatomia, sterilità, competenze cliniche. Non basta “avere la mano” o saper fare una puntura.
Cosa chiedere e cosa osservare prima di dire “sì”
Una delle prime cose da fare è verificare l’identità del professionista. Ha una laurea in medicina? È iscritto all’Ordine dei Medici? Ha una formazione specifica in medicina estetica? Sono tutte domande legittime e doverose, che puoi fare senza imbarazzo. Un professionista serio non si offende, anzi: ti fornirà tutte le informazioni con trasparenza. È utile anche cercare recensioni online, ma con senso critico. Meglio ancora se conosci qualcuno che si è già rivolto a quel medico e può raccontarti la propria esperienza. Se possibile, prenota una prima visita conoscitiva. Osserva come ti accoglie, quanto tempo dedica all’ascolto, se ti spiega i pro e i contro del trattamento, se ti propone soluzioni personalizzate o un “pacchetto” standard. Diffida da chi promette miracoli, risultati immediati e soprattutto da chi non indaga sul tuo stato di salute. Un vero medico estetico ti farà domande su allergie, patologie pregresse, terapie in corso. Non è una formalità: è una questione di sicurezza.
Dove farlo: non tutti gli studi sono uguali
Anche l’ambiente in cui viene eseguito il trattamento fa la differenza. Uno studio medico deve rispettare norme igienico-sanitarie precise, avere dispositivi sterili, materiali tracciabili, prodotti certificati. Se entri in un luogo che assomiglia più a una boutique che a uno studio, guardati intorno con attenzione. In Italia, ci sono ancora molti centri estetici che propongono trattamenti che dovrebbero essere riservati ai medici, come filler, tossina botulinica o laser ablativi. È fondamentale sapere che, se un trattamento ha effetti sistemici, modifica i tessuti o prevede una penetrazione nella pelle, deve essere eseguito in ambiente medico. Non è solo una questione di legalità, ma di tutela: un medico è formato per prevenire e gestire eventuali effetti collaterali, complicanze, reazioni avverse. Un operatore non medico no.
Etica, ascolto e naturalezza: gli altri criteri da non dimenticare
Oltre alla competenza tecnica, c’è un aspetto che spesso viene trascurato, ma che è fondamentale: l’approccio umano del professionista. Un bravo medico estetico non ti spinge a fare trattamenti non necessari. Non lavora sul tuo senso di inadeguatezza. Non ti fa sentire sbagliata, ma ti aiuta a valorizzarti, a ritrovare armonia, a fare pace con lo specchio. L’obiettivo della medicina estetica, oggi, non è più “cambiare volto”, ma conservare freschezza, naturalezza e benessere psicofisico. È un lavoro delicato, che deve rispettare l’identità della persona, il suo stile, la sua età, i suoi desideri profondi. Scegli un professionista che sappia dire anche “no” quando un intervento non serve o rischia di alterare i tuoi tratti in modo artificiale.
La bellezza è un diritto, ma la sicurezza ancora di più
Scegliere un medico estetico non è solo una questione di estetica. È un atto di responsabilità verso sé stessi, il proprio corpo, la propria salute. Significa scegliere di affidarsi a chi ha competenza, rigore, etica. A chi mette al centro la persona e non il marketing. A chi ti accompagna in un percorso di benessere, non in una corsa all’eterna giovinezza. In un mondo dove tutto è sempre più veloce e accessibile, rallentare per scegliere con consapevolezza è già un gesto di bellezza. E forse, il più importante di tutti.

Silvia Trevaini
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