Pressione alta: il killer silenzioso che vive con noi

Istockphoto

Ci sono cose che nella vita ci danno segnali chiari: il telefono squilla, la sveglia suona, il semaforo diventa rosso. E poi ci sono segnali che non si vedono, non si sentono, non si notano. Ma sono lì. Uno di questi è la pressione alta. O, per chiamarla col suo nome più tecnico, l’ipertensione arteriosa. Una condizione silenziosa, subdola, che si insinua nella vita di milioni di persone senza farsi notare, senza dare sintomi evidenti, ma lavorando lentamente sul cuore, sulle arterie, sui reni, sul cervello. Come un ospite indesiderato che non bussa alla porta, ma si infila in casa e si accomoda sul divano. Quante volte abbiamo pensato: “se mi sento bene, starò bene”, dando per scontato che l’assenza di sintomi sia sinonimo di salute. Ma non è sempre così. La pressione alta è uno di quei casi in cui il corpo sembra funzionare perfettamente, ma in realtà è in affanno. E spesso lo scopriamo per caso, durante una visita dal medico o una misurazione in farmacia. A quel punto ci si chiede: da quanto tempo era così? Come ho fatto a non accorgermene? Posso rimediare? Questo articolo nasce per rispondere a queste domande, con un linguaggio semplice ma rigoroso, per aiutarti a riconoscere, comprendere e affrontare la pressione alta con consapevolezza e senza allarmismi. Perché sì, si può fare molto, e no, non è mai troppo tardi per iniziare.

Cos’è la pressione alta e perché dovremmo conoscerla meglio

La pressione arteriosa è la forza con cui il sangue scorre all’interno delle nostre arterie. Serve per portare ossigeno e nutrienti a tutti gli organi. Quando però questa forza è eccessiva e costante, le pareti dei vasi iniziano a soffrire. È come se ogni giorno fossero sottoposte a un piccolo, continuo terremoto. All’inizio resistono, si adattano, ma nel tempo si indeboliscono, si ispessiscono, diventano più rigide. E questo apre la porta a una serie di rischi importanti, a cominciare da infarto e ictus. La soglia per parlare di ipertensione viene fissata a 140/90 millimetri di mercurio. Ma attenzione: un solo valore alto non è sufficiente per fare diagnosi. Serve misurare la pressione più volte, in condizioni di riposo, lontano da stress o stimoli emotivi forti. A volte si ricorre all’holter pressorio, cioè una misurazione continua per 24 ore, che permette di capire come si comporta la pressione nelle diverse fasi della giornata e della notte.

Chi è più a rischio e perché spesso non lo sa

Si pensa spesso che la pressione alta riguardi solo le persone anziane, ma non è affatto così. Oggi colpisce sempre di più anche i giovani adulti, in particolare se conducono una vita sedentaria, se mangiano in modo disordinato, se vivono costantemente sotto stress o dormono poco. Anche chi non ha problemi evidenti può avere una predisposizione familiare, cioè una componente genetica che rende più facile sviluppare ipertensione pur avendo uno stile di vita apparentemente sano. Il punto è che l’ipertensione non dà sintomi. E proprio per questo è pericolosa. Non ci sono campanelli d’allarme forti, e il corpo si adatta ai valori elevati senza protestare. Quando iniziano a comparire segnali. mal di testa, affaticamento, ronzii alle orecchie, vista offuscata, spesso è perché i danni sono già in corso. È per questo che la prevenzione inizia da un gesto semplicissimo: misurare la pressione, anche se ci sentiamo in perfetta forma.

Si può abbassare la pressione senza farmaci? In molti casi sì

La buona notizia è che l’ipertensione non è una condanna, e nella maggior parte dei casi può essere tenuta sotto controllo o addirittura prevenuta attraverso scelte quotidiane. Lo stile di vita ha un impatto fortissimo sui valori pressori. Non serve diventare fanatici, né stravolgere completamente le proprie abitudini da un giorno all’altro. Ma piccoli cambiamenti costanti fanno la differenza. Ridurre il consumo di sale è uno dei primi passi, ma non basta togliere la saliera dalla tavola: il sale nascosto nei prodotti confezionati è spesso quello che incide di più. Mangiare più verdura, frutta, legumi e cereali integrali aiuta a riequilibrare il sodio con potassio e magnesio, minerali che favoriscono la vasodilatazione. L’attività fisica moderata, ma regolare, è un’altra alleata fondamentale: una semplice camminata di 30 minuti al giorno è già un ottimo inizio. E poi c’è il capitolo stress, che spesso viene sottovalutato: il nostro sistema nervoso autonomo risente moltissimo delle tensioni croniche, delle pressioni psicologiche, della mancanza di pause. Imparare a rallentare, a respirare meglio, a dormire profondamente è parte integrante della strategia di prevenzione.

E quando servono i farmaci? Nessuna vergogna, solo realismo

In alcuni casi, nonostante tutte le buone abitudini, la pressione resta alta. Succede, ed è importante non viverlo come un fallimento. A volte è semplicemente una questione genetica, o di altre condizioni di salute che influenzano i valori pressori. In queste situazioni, il medico può decidere di iniziare una terapia farmacologica. Ci sono molti tipi di farmaci che agiscono in modo diverso, e spesso il trattamento è ben tollerato e altamente personalizzabile. Non bisogna aver paura di iniziare una cura se è necessario. Prendere un farmaco ogni giorno può sembrare una seccatura, ma è molto meno invasivo e molto più efficace di gestire un evento cardiovascolare acuto. L’importante è seguire le indicazioni, controllare regolarmente la pressione, e mantenere comunque uno stile di vita sano: farmaci e abitudini virtuose non sono in contrasto, ma si rafforzano a vicenda.

Ascoltarsi è già prendersi cura

La pressione alta è un avvertimento silenzioso che il corpo ci manda senza farsi sentire. Ma non per questo dobbiamo restare in ascolto passivo. Possiamo prevenire, controllare, migliorare. Possiamo renderci protagonisti della nostra salute, con piccoli gesti che nel tempo fanno una grande differenza. Non servono eroi, basta consapevolezza. E se oggi decidiamo di ascoltare quel segnale che non fa rumore, stiamo già facendo il primo passo per vivere meglio, più a lungo e con più energia.

trevaini50

Silvia Trevaini

VideoNews