
C’è un gesto che facciamo senza pensarci. Un piccolo taglio, una zona arrossata, un brufolo che ci infastidisce, e subito andiamo a cercare una pomata. Magari quella che abbiamo già in casa, che usiamo “da sempre”, quella che “funziona in fretta”. E spesso dentro c’è un antibiotico. Non è un gesto strano. Al contrario: è diventato quasi automatico. Apriamo il cassetto, spalmiamo la crema, magari senza nemmeno leggere cosa contiene. In fondo, è solo una pomata. Non la prendiamo per bocca, non ci sembra un vero farmaco. Eppure, lo è. E usarlo in modo scorretto, soprattutto se si tratta di un antibiotico, può diventare un errore pericoloso. L’abuso di antibiotici, anche quelli ad uso topico, sta contribuendo a uno dei problemi più seri della medicina moderna: la resistenza antimicrobica. Una minaccia invisibile, silenziosa, ma concreta. Che cresce ogni volta che usiamo un farmaco senza reale necessità, anche se solo sulla pelle. Parlare di questo tema significa fare un passo in più verso un’idea di benessere consapevole. Perché prendersi cura della propria pelle non vuol dire solo trattare un sintomo: vuol dire sapere quando intervenire, con cosa, e perché.
Cos’è un antibiotico topico e quando ha senso davvero usarlo
Le pomate antibiotiche sono farmaci veri e propri. Contengono principi attivi in grado di uccidere o inibire la crescita dei batteri, ma agiscono a livello locale, solo sulla pelle. Alcuni dei più usati sono mupirocina, gentamicina, acido fusidico. Il loro utilizzo è indicato in presenza di infezioni cutanee, come follicoliti, impetigine, piccole ferite infette, dermatiti batteriche conclamate. In questi casi, l’azione dell’antibiotico è mirata, utile, spesso indispensabile per evitare complicazioni. Ma il punto è proprio questo: serve una diagnosi chiara, un’indicazione precisa, una valutazione medica. Non è sufficiente che una zona sia arrossata o fastidiosa per giustificare l’uso di un antibiotico. Molte delle condizioni più comuni, irritazioni da rasatura, eczemi, brufoletti, arrossamenti da freddo o da detersivi, non hanno origine batterica. Eppure, proprio in questi casi si tende a ricorrere alla pomata “più forte”. Perché siamo abituati a pensare che più è potente, meglio è. Ma la potenza non è sempre la risposta giusta.
Perché usarli a sproposito è un rischio
Il pericolo principale dell’uso improprio di antibiotici, anche in forma topica, è lo sviluppo di resistenze batteriche. Ogni volta che un antibiotico viene usato senza necessità, i batteri più deboli vengono eliminati, ma quelli più forti sopravvivono. E diventano resistenti. Questo vale per una terapia orale come per una crema. La pelle ha un suo microbiota, una flora batterica protettiva, e ogni trattamento inutile altera questo equilibrio delicato. Inoltre, molte pomate contengono eccipienti sensibilizzanti, che con l’uso prolungato o frequente possono causare dermatiti da contatto, irritazioni, prurito. Il paradosso? Spesso usiamo la crema per “far passare qualcosa” e otteniamo l’effetto opposto: un peggioramento, una pelle più infiammata, più reattiva. Un altro aspetto sottovalutato è il tempo di utilizzo. Anche chi ha una reale indicazione spesso applica l’antibiotico per troppi giorni, o in modo intermittente, creando un terreno favorevole ai batteri resistenti. Serve quindi una prescrizione precisa, una durata definita, un uso consapevole.
Come curare la pelle senza cadere nella trappola dell’antibiotico facile
Nella maggior parte dei casi, la pelle può guarire da sola. Il corpo ha risorse straordinarie, soprattutto se lo aiutiamo con trattamenti delicati e non invasivi. Una buona detersione con acqua tiepida e saponi non aggressivi, l’uso di creme barriera a base di ossido di zinco, l’applicazione di gel lenitivi con aloe vera o calendula possono accelerare la guarigione di piccole ferite o irritazioni leggere. Esistono anche dispositivi medici a base di argento colloidale o di sostanze antibatteriche naturali che agiscono in modo delicato, senza sviluppare resistenze. E poi ci sono i rimedi della dermocosmesi più evoluta, con ingredienti come pantenolo, ceramidi, acido ialuronico, che riparano la barriera cutanea senza interferire con il microbiota. In caso di dubbio, la scelta migliore resta sempre una: chiedere consiglio a un medico o a un farmacista di fiducia. Perché una diagnosi corretta vale più di qualsiasi trattamento.
Più consapevolezza, meno antibiotici inutili
Usare una crema antibiotica non è un atto banale. Anche se è “solo una pomata”, anche se sembra innocua, anche se l’abbiamo sempre usata. È un gesto che ha un impatto, sulla nostra salute e su quella collettiva. E oggi più che mai abbiamo bisogno di trattare gli antibiotici con rispetto, con attenzione, con parsimonia. La buona notizia è che non servono sempre. Anzi, molto spesso possiamo farne a meno, e ottenere risultati migliori scegliendo trattamenti più mirati, più dolci, più intelligenti. Prendersi cura della pelle significa anche proteggerla da trattamenti eccessivi. Significa imparare a distinguere tra ciò che è necessario e ciò che è solo abitudine. E, soprattutto, significa ricordare che la salute inizia da gesti piccoli, quotidiani, ma informati.

Silvia Trevaini
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