
Con l’arrivo dell’inverno, il nostro organismo si trova ad affrontare una serie di sfide biologiche importanti. Le basse temperature, l’umidità, l’aumento delle ore trascorse in ambienti chiusi e la naturale riduzione dell’esposizione solare possono indebolire le difese immunitarie, rendendoci più vulnerabili a infezioni virali e batteriche. In questo contesto, oltre a uno stile di vita sano e a un’alimentazione bilanciata, gli integratori possono rappresentare un supporto concreto e mirato, purché scelti con criterio scientifico e senza cadere nella tentazione del “fai da te”. L’integrazione intelligente non punta semplicemente a “rinforzare” il sistema immunitario in modo generico, ma a modularlo, migliorandone l’efficienza senza rischiare eccessi infiammatori o reazioni inappropriate. Ed è proprio qui che entrano in gioco alcuni must-have della stagione invernale, validati da numerosi studi clinici.
Vitamina D: l’ormone dimenticato
Spesso percepita come una semplice vitamina, in realtà la vitamina D si comporta più come un vero e proprio ormone, influenzando centinaia di processi biologici, inclusa la regolazione dell’immunità innata e adattativa. Durante l’inverno, la produzione cutanea di vitamina D si riduce drasticamente, soprattutto alle nostre latitudini, dove l’irraggiamento UVB non è sufficiente per stimolare una sintesi adeguata. Numerose ricerche hanno evidenziato che bassi livelli di vitamina D sono associati a una maggiore suscettibilità alle infezioni respiratorie. Integrare vitamina D3 durante i mesi freddi può aiutare a mantenere efficiente la barriera immunitaria, migliorando la risposta dei macrofagi e modulando la produzione di citochine pro-infiammatorie. Tuttavia, è fondamentale evitare l’autosomministrazione. La dose corretta andrebbe calibrata sulla base dei livelli sierici individuali, idealmente monitorati attraverso esami del sangue.
Zinco: il guardiano delle cellule immunitarie
Lo zinco è uno dei minerali più studiati per il suo ruolo cruciale nella risposta immunitaria. È coinvolto in numerosi meccanismi di difesa, dalla funzione barriera delle mucose alla maturazione dei linfociti T. Una sua carenza, anche lieve, può compromettere la capacità del nostro organismo di combattere virus e batteri. In inverno, integrare zinco può risultare particolarmente utile non solo per ridurre la durata delle infezioni delle alte vie respiratorie, ma anche per migliorare la rigenerazione dei tessuti danneggiati. Le formulazioni più efficaci sono quelle a base di zinco gluconato o zinco picolinato, che garantiscono una biodisponibilità ottimale. È importante però rispettare i dosaggi consigliati, poiché un eccesso può paradossalmente deprimere la risposta immunitaria e alterare l’assorbimento di altri minerali essenziali come il rame.
Quercetina: l’alleato antiossidante
La quercetina, un flavonoide naturalmente presente in mele, cipolle rosse e capperi, è emersa negli ultimi anni come un potente supporto immunitario naturale. Grazie alla sua capacità di modulare i pathways infiammatori e di agire come antivirale diretto contro diversi ceppi virali, la quercetina rappresenta un integratore prezioso nei mesi più freddi. Alcuni studi hanno suggerito che la quercetina può aiutare a inibire l’ingresso dei virus nelle cellule ospiti e a ridurre la replicazione virale. Inoltre, la sua potente azione antiossidante contrasta lo stress ossidativo associato alle infezioni acute, proteggendo le cellule immunitarie e i tessuti. Per massimizzarne l’assorbimento, spesso viene associata a bromelina o a vitamina C in formulazioni sinergiche.
Probiotici: il microbiota come primo scudo
Sempre più evidenze scientifiche confermano il ruolo chiave del microbiota intestinale nella regolazione dell’immunità sistemica. L’intestino ospita circa il 70% delle cellule immunitarie del corpo umano, ed è proprio attraverso l’equilibrio della flora batterica che possiamo modulare efficacemente la risposta agli agenti patogeni. Integrare probiotici selezionati, soprattutto durante l’inverno o in concomitanza con terapie antibiotiche, può migliorare la resistenza alle infezioni respiratorie e sostenere una risposta immunitaria più bilanciata. Le formulazioni più efficaci sono quelle che combinano diversi ceppi, come Lactobacillus rhamnosus, Lactobacillus plantarum e Bifidobacterium lactis, associati a prebiotici naturali come l’inulina o il fruttoligosaccaridi per favorirne l’attecchimento.
Il rischio del “troppo”
In tema di integrazione immunitaria, è fondamentale ricordare che più non significa necessariamente meglio. Un sistema immunitario iperstimolato può diventare disfunzionale, esponendo al rischio di risposte autoimmuni o infiammatorie croniche. La parola chiave deve essere modulazione, non potenziamento indiscriminato. L’integrazione deve sempre essere personalizzata, basata su esigenze reali e possibilmente supervisionata da un professionista della salute. Anche la qualità degli integratori è cruciale: scegliere prodotti certificati, preferibilmente da filiera controllata, senza eccipienti nocivi o contaminanti, rappresenta un passo importante per tutelare la propria salute.

Silvia Trevaini
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