Guaranà e noci di cola curano la stanchezza del cervello

Il guaranà: dai suoi semi un efficace ricostituente cerebrale

Il guaranà (Paullinia capuana) è un arbusto originario dell’Amazzonia; i suoi  semi, ricchi di principi attivi, sono una vera fonte del benessere. È prima di tutto uno stimolante naturale grazie al suo contenuto di xantine, che includono la guaranina (caffeina naturale), teobromina e teofillina: il guaranà contiene infatti più caffeina del caffè e del tè, ma la presenza di altri componenti del fitocomplesso fa sì che l’organismo la utilizzi come tonico senza i tipici effetti collaterali del caffè. Infine bisogna sottolineare la presenza di tannini che stimolano la secrezione dell’adrenalina, tra le cui funzioni vi è quella di estrarre i grassi dalle cellule adipose e bruciarli, con un deciso effetto dimagrante. I tannini esercitano una funzione astringente se l’intestino è irregolare e vi sono problemi di diarrea alternata a stipsi. Continua a leggere



La margherita: bella, buona e fa bene

 

La margherita è una graziosa piantina erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Composite e comune in tutt’Italia. I suoi fiori delicati, si schiudono dalla primavera all’estate e si possono trovare sia in alta quota che in pianura. Non ha un odore specifico e il sapore, inizialmente dolciastro, diventa poi leggermente amaro. La margheritina ha proprietà rinfrescanti, depurative, bechiche (contro la tosse), blandamente lassative, astringenti, diuretiche, toniche. I preparati di fiori e foglie secchi si trovano in erboristeria. Si possono anche raccogliere nelle numerosissime zone verdi di campagna o montagna: in questo caso dovete essiccarli all’ombra muovendoli spesso e conservarli in un recipiente di vetro o porcellana, oppure utilizzarle fresche e ben lavate. Continua a leggere



Pile scariche? Ci vuole il ginkgo biloba

L’estratto di foglie di questa antichissima pianta cinese libera il sangue dalle scorie, lo fluidifica e migliora l’apporto di ossigeno. In più rivitalizza il tessuto muscolare e nervoso, regalando un surplus di vitalità. Uno dei primi sintomi di scarsa o cattiva ossigenazione sanguigna è rappresentato dalla stanchezza cronica, spesso accompagnata da dolori muscolari, scarsa capacità di concentrazione e perdita della memoria. Per questi problemi l’integratore giusto, che dà una mano contemporaneamente a sangue e cervello, è il ginkgo biloba, una pianta d’origine cinese, da secoli utilizzata in medicina tradizionale per prevenire l’invecchiamento fisico e soprattutto cerebrale. La biochimica moderna, del resto, ha confermato ciò che i medici orientali sapevano da millenni. Infatti, l’estratto delle foglie di questo albero è ricco di potenti sostanze antiossidanti, come flavonoidi, terpeni, vitamina C e carotenoidi, che liberano i tessuti (anche quelli sanguigni) dalle tossine e ne migliorano l’ossigenazione. Continua a leggere