Non si dorme perché ci abbiamo dato dentro tutto il giorno. E staccare sembra impossibile. Non si dorme perché la sera il piatto è troppo pieno. Non si dorme per i pensieri, che si affastellano. Non si dorme perché il giorno dopo sarà uguale al precedente. Mentre il nostro dormire a volte non lo è, perché le difficoltà della vita, che spesso non sappiamo prendere con distacco, si trasformano in contratture muscolari che ostacolano il fluire del respiro. Inoltre anche passare le notti in bianco è un vero problema. Di insonnia, infatti, soffrono il 64 per cento degli italiani che vorrebbero sconfiggere questa difficile situazione per vivere meglio. L’insonnia, quando si presenta come fenomeno persistente e non come episodio occasionale, spesso ha le caratteristiche di un sintomo. Una personalità ansiosa e complessa favorisce l’insonnia, poiché questo stato si riflette nel sonno.
La pratica dello Yoga contro l’insonnia
Quando lo yoga viene praticato con regolarità ed entusiasmo si ottengono benefici straordinari: il corpo si rigenera, ringiovanisce, la respirazione diventa lunga, profonda e in grado di disintossicare l’organismo. Inoltre il sistema immunitario si rafforza. Lo Yoga della Tradizione o Ashtanga Yoga, è praticabile a qualsiasi età e la meditazione, che è parte integrante di tale percorso, permette di scoprire una realtà interiore di grande felicità, qualcosa di sempre nuovo che garantisce indipendenza di giudizio, facilità nei rapporti umani e promuove naturalmente un sano distacco dalle molte occasioni di dolore che costellano la vita. Continua a leggere

Molte coppie di neo genitori, intraprendono questa nuova grande avventura che è portare il bimbo a nuotare. Sì, sono necessarie alcune settimane, prima che le neo-mamme riprendano forze, entusiasmo, il ritmo giusto di comunicazione e armonia col bambino. A questo punto molti genitori si domandano dove portare il bambino per iniziare col passo giusto questa attività. Fino a qualche anno fa erano pochi i genitori audaci che, spinti da questa nuova tendenza, decidevano di iniziare l’ attività con bambini di pochi mesi. L’ attrazione era tanta e le paure altrettante; molti si domandavano (e si domandano ancora) se fosse il caso di iniziare l’attività natatoria con un bimbo così piccolo, se i benefici fossero cosi allettanti da fare impallidire i rischi che s’ intravedevano. Per questo oggi ne parliamo col nostro esperto Antonio Acampora, allenatore di nuoto e personal trainer presso la palestra Skorpion di Milano.
Anche se il periodo di comparsa dei denti varia da bambino a bambino, a circa due anni e mezzo i piccoli hanno più o meno tutti i denti da latte, che sono 20 e si mantengono fino ai sei anni circa. A partire da questa età fino ai 12 anni i denti da latte cominciano a cadere per lasciare il posto ai quelli permanenti. Tra i 18 e i 25 anni spuntano gli ultimi e, di solito, dolorosi denti, detti “del giudizio”. Con questi ultimi quattro denti l’arcata dentaria è completa. Oltre alla visita periodica dal dentista, per stanare la “nemica numero uno” dei denti, la carie, è fondamentale la prevenzione quotidiana a casa. L’igiene orale unita a una dieta appropriata e a qualche rimedio naturale, è il primo presidio per evitare danni a smalto e gengive.
I diabetici sanno bene che non ci sono trucchi capaci di ingannare la loro patologia e per tale motivo, oltre ad una necessaria prevenzione, non possono esimersi dall’assunzione di una dieta equilibrata associata ad un moderato esercizio fisico. Ho affrontato nei mesi precedenti il tema dei cibi antiglicemia. Le domande che mi sono arrivate da voi sono tante, davvero tante. Il mio obiettivo è quello di aiutarvi e di diffondere il concetto di prevenzione per poter far star bene le persone e insegnare loro a prendersi cura di sè. E per questo ho voluto rivolgermi ad uno specialista del settore per cercare di togliervi ulteriori dubbi su questo argomento. Il Dott Carlo Bertoli, del centro Medico Visconti di Modrone di Milano. Vediamo cosa ci ha raccontato….