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La violenza psicologica è un’azione, o meglio un ripetersi di azioni, che colpiscono in maniera consapevole il cervello di una persona, provocando una reazione variabile, ma a partire da un primo effetto comune: il superamento della capacità di difesa immediata e la produzione quindi di una cosiddetta “ferita”. Cosa siano concretamente le violenze lo sappiamo o possiamo immaginarlo tutti, anche perché sono temi di attualità, che la società sta cercando di ripensare e sistemare, come il bullismo, la discriminazione, l’odio per determinate categorie, l’intimidazione e emarginazione sistematica sui luoghi di lavoro (mobbing). Lo sono anche fenomeni ristretti a coppie di soggetti, come le molestie assillanti (stalking) o la violenza privata fino alla segregazione, alla riduzione in schiavitù. Lo sono anche, in maniera automatica per legge, ma con un senso anche biologico, tutte quelle forme di coinvolgimento strumentale di minori o di persone con fragilità mentali in rapporti da cui un adulto non fragile trae un piacere personale o un guadagno sbilanciato su di sé, anche se il minore è apparentemente consenziente. In altre parole, quelle situazioni in cui si è usati o sfruttati in condizioni di inferiorità o di sudditanza, anche senza che sia messa in atto una esplicita minaccia. Approfondiamo l’argomento con il Dott. Matteo Pacini, medico chirurgo, Specialista in Psichiatria e docente di Medicina delle Dipendenze presso l’università di Pisa. Continua a leggere


Se la primavera astronomica inizia il 20 marzo, in realtà da un punto di vista energetico è cominciata già a febbraio. Il passaggio dall’inverno alla primavera è forse quello che può creare maggiori disturbi di salute. All’interno del nostro organismo succede quello che si manifesta in natura: il periodo di riposo, lentezza e rigenerazione invernale lascia il posto a un periodo di maggiore fermento in cui anche noi, come i fiori, sbocciamo e diventiamo più energici. La luce aumenta, il risveglio della Natura è cominciato. Inizia quindi un periodo frizzante, ma impegnativo per l’organismo in cui tante funzioni metaboliche sono impegnate per farci uscire dai ritmi invernali. Per questo alcune persone si sentono spossate, stanche e talvolta anche l’umore è altalenante. Ecco quindi un vademecum di Alessia Daturi, naturopata presso la Scuola italiana di medicina olistica di Milano, per uscire con dolcezza dall’inverno. 
La cistite è un’infiammazione – e a volte un’infezione – che può colpire chiunque poiché le cause sono di diversa natura. Ogni donna sa cos’è la cistite e che disagi provoca, perché ci insegna l’epidemiologia, tutte la sperimentano almeno una volta nella vita. In particolare, la menopausa e l’uscita dal periodo fertile, nella donna si accompagna a un aumento del rischio di cistite. I cambiamenti ormonali che influenzano la flora batterica, la riduzione del tono dell’uretra e le più frequenti perdite di urina, rendono la donna più vulnerabile alla contaminazione batterica che provoca la cistite. In generale però, a causa della conformazione anatomica dell’apparato uro-genitale, cioè l’uretra è più corta rispetto a quella dell’uomo, i batteri presenti nella parte terminale dell’intestino, vicino all’ano, o nella vagina, riescono più facilmente a risalire verso uretra e vescica e per questo la cistite è più frequente nelle donne. Chi ne è soggetto può correre ai ripari con semplici accorgimenti per prevenire l’insorgenza di questo antipatico e doloroso disturbo. La vera sfida non è evitare infatti il primo episodio, ma impedire che si ripresenti o che diventi un problema frequente. Ne parliamo con il Dott. Giuseppe Canovaro Urologo presso la Casa di Cura San Paolo di Pistoia.