La lingua specchio di corpo e anima

linguaUn muscolo sottovalutato e antico strumento diagnostico. La lingua che in sanscrito significa anima è un organo in prevalenza muscolare, situato nella cavità orale, che svolge un ruolo fondamentale per il linguaggio e la deglutinazione del cibo. Nella medicina ayurvedica quest’organo è uno degli strumento più importanti di cui si serve il medico per valutare lo stato di salute generale del paziente; questo tipo di esame ha il nome di Jiva Pariksha.

In condizioni di buona salute la lingua deve presentarsi liscia e di colore rosato, mentre eventuali alterazioni di consistenza e colore, oppure la presenza di tagli e macchie, sono indici di probabili squilibri nel corpo: attraverso un corretto esame di quest’organo si può dedurre in generale lo stato dei tre dosha.

Le differenti parti  della lingua, infatti, sono collegate ai diversi organi del corpo: alla base, per esempio, si trova la porzione che corrisponde alla zona pelvica, procedendo verso la punta si incontrano la zona addominale, la zona toracica e la gola, mentre la punta corrisponde alla testa.

La lingua è particolarmente importante nella diagnosi dei disordini digestivi, ma è fondamentale strumento diagnostico anche in casi di anemia, quando perde il suo colore naturale e si presenta spenta e pallida. Dall’esame della lingua il sapiente in Ayurveda riesce a individuare anche la costituzione: una lingua di forma robusta tendente al largo, muscolosa, umida e liscia individua kapa, mentre una lingua con punta stretta, lunga e secca permette di riconoscere vata; una via di mezzo e il colore rosso inquadra invece la condizione di pita.

Se la lingua è asciutta, ruvida e “tagliuzzata” è sintomo di un aggravamento di vata; se  è rossa e presenta tagli orizzontali, ulcerette e causa bruciore, significa invece che è pita a essere aggravato.

In generale, una forte condizione di stress può manifestarsi con tagli perpendicolari alla lunghezza della lingua oppure con una linea che la percorre interamente nel senso della lunghezza, quasi a volerla separare creando un solco a volte profondo anche un paio di millimetri. Questa linea va a toccare diversi organi riflessi, indicando quali zone del corpo possono essere particolarmente colpite da questo stato di tensione diffuso.

Vuoi un cuore puro, pulisci la tua lingua

Nella tradizione Ayurvedica si utilizza uno strumento semplicissimo per migliorare la propria igiene orale e di conseguenza quella di tutto l’organismo (ricordiamo infatti che i batteri presenti nella bocca possono causare infezione non solo al tratto respiratorio ma, scendendo e rientrando in circolo, anche al resto del corpo). Si tratta del nettalingua, utile a fare un’accurata pulizia della lingua evitando cosi la proliferazione batterica.

In sostanza è un raschietto, realizzato in rame o in acciaio inox, che va passato alcune volte sulla lingua delicatamente partendo dal fondo (la parte più interna) e andando verso l’esterno in modo tale da raccogliere e portare via tutto ciò che vi si è depositato sopra, sciacquando dopo ogni passaggio. Una volta completata la pulizia, l’Ayurveda consiglia di passare dell’olio di sesamo su lingua, denti e gengive in modo tale da ripristinare l’equilibrio delle mucose e catturare ancora batteri, una tecnica conosciuta come oil pulling.

Questo piccolo strumento non solo elimina le tossine ma dona la sensazione di avere una bocca più pulita, aiuta a migliorare l’alito, stimola la secrezione di saliva aiutando la digestione e, grazie alle pulizia che compie, anche le papille gustative ne beneficeranno. In questo modo oltre a mantenere sana la tua lingua terrai pulito il tuo cuore.

Secondo l’Ayurveda, infatti, questi due organi sono strettamente correlati. Una volta utilizzato il nettalingua va sciacquato, asciugato e riposto. La versione in rame tende ad ossidarsi (quando ciò avviene prima di utilizzarlo nuovamente va lavato con una soluzione di aceto e sale) quella in acciaio inox, invece, non presenta questo problema. L’unica accortezza da avere è di non adoperare il nettalingua se ci sono tagli, vesciche o altri problemi alla lingua

Silvia TrevainiSilvia Trevaini

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