Tecniche e consigli per dormire bene

I farmaci non sono la soluzione. Andiamo all’origine del problema valutando gli aspetti psicologici. Poi adottiamo la tecnica più opportuna. Colmare un deficit di sonno è importante perché le conseguenze dell’insonnia sono davvero pericolose: le persone con un deficit massiccio sono infatti più esposte in età avanzata al diabete, all’obesità, all’ictus. Dormire a sufficienza, inoltre, comporta una serie di benefici: è noto ad esempio che si rafforza il sistema immunitario e si migliora la regolazione della glicemia.

Oltre all’aria che si respira, all’acqua che si beve, al cibo da mangiare, il sonno è la fonte più elementare della salute. Inquadriamo il problema.

La “piccola morte” e il seno materno

Da un punto di vista psicoanalitico possiamo riferirci al senso che assume il sonno per l’individuo. Predominano due elementi: il primo legato all’angoscia di morte associata al dormire ( il sonno è stato paragonato ad una “ piccola morte”),  il secondo al desiderio di ritorno alla fusione con la madre e il seno materno. Al riguardo ci si potrebbe chiedere se il bicchiere di latte che favorisce il sonno è utile perché simbolizza il seno materno o perché contiene un alto contenuto di triptofano, precursore della serotonina che svolge un ruolo importante nell’induzione del sonno.

Sonno disturbato, quali sono le cause?

Dal punto di vista neurologico, il sonno è la risultante dell’interazione di un sistema risvegliante de sincronizzante e di un sistema ipnogeno sincronizzante. Si tratta di circuiti specializzati che si trovano a livello del tronco encefalico, dell’ipotalamo e del talamo. Quando l’interazione dei due sistemi è alterata si generano le turbe del sonno. Quando allora possiamo parlare di insonnia? Il punto essenziale è quanto il soggetto si senta stanco il giorno dopo: l’insonnia non è un problema esclusivamente notturno. La maggior parte delle classificazioni distinguono, accanto ad un’insonnia occasionale, le “vere” insonnie suddivise in primitive e secondarie a disturbi fisici o psichici. Le cause sono spesso psicologiche: in particolare  l’ansia, cioè una forma di ipervigilanza e pertanto una esasperazione dell’attenzione, ma anche la depressione: potremmo vedere nell’insonnia la prima e più importante delle somatizzazioni depressive ( espressione a livello somatico del conflitto psichico). Vi sono, però, anche cause organiche come l’ipertiroidismo, i disturbi del respiro, la cardiopatie, l’insufficienza renale.

Identikit psicologico dell’insonne

In generale, chi soffre di insonnia è dominato da un desiderio di iperattività, è insoddisfatto della propria vita e vorrebbe prolungarla anche nelle ore di sonno. Teme gli eventi improvvisi, non si lascia andare alle emozioni: è ipercontrollato, timoroso dei momenti di abbandono.  Deve stare sveglio per controllare la situazione. Spesso rigetta l’istintualità, tra cui il sesso come momento in cui si lascia andare. A volte teme la notte come momento in cui la sua aggressività si esprime attraverso sogni e incubi. Attribuisce, inoltre, un potere superiore alla mente rispetto al corpo.

Che cosa rivela il tipo di insonnia

Ogni tipo di insonnia si presta però ad una lettura più specifica.

  • Difficoltà nell’addormentamento: la persona non vuole o non riesce a fermare l’attività mentale e mettere da parte gli eventi appena trascorsi. Non vuole affidarsi alle capacità rigeneranti e ricostitutive della notte. Il suo inconscio, allontanato e rimosso dalla vita quotidiana, può farsi largo solo durante la notte scatenando le relative paure.
  • Risvegli notturni: i contenuti profondi emergono alla coscienza. Ansie rispetto alle decisioni da prendere, conflitti da risolvere, bisogni di cambiamento, fantasie rimosse di tipo sessuale ma anche aggressivo.
  • Risveglio mattutino precoce: rivela ansia nell’affrontare una nuova giornata. La mente è più che mai attiva, focalizzata soprattutto sugli impegni della giornata. In questo caso non si tratta dell’irrompere dell’inconscio nella coscienza come nei casi precedenti, ma la coscienza che interrompe il sonno, nel tentativo di controllare interamente la realtà e le situazioni.

 

Consigli terapeutici

Dal punto di vista terapeutico, la prima cosa da fare è verificare che non ci siano cause organiche. Una volta escluse, possiamo adottare diverse tecniche. In primo luogo è utile ricontattare il corpo e allentare il controllo razionale mediante tecniche di rilassamento corporeo piacevoli come il training autogeno e al’autoipnosi. Chi, invece, si sveglia troppo presto è bene che si tolga da uno schema di vita in cui è calato meccanicamente da tempo, riorganizzando il proprio tempo in modo meno stressante: si consigliano al riguardo le pratiche di meditazione mindfulness.

Chi si sveglia nel corso della notte, infine, deve lavorare sull’acquisizione di consapevolezza delle tematiche irrisolte che possono riguardare eventi quotidiani o conflitti profondi ( utile quindi l’analisi dei sogni)

 

trevaini50Silvia Trevaini

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