Cellule staminali: la nuova, promettente, frontiera della scienza medica

Il termine “staminale” è solo un aggettivo che racchiude in sé il concetto di vita. Stamen infatti è la parte più fine e resistente del filo di lana, il filo al quale, secondo la mitologia, è attaccata la vita e il destino dell’uomo, che le Parche filano e recidono. In biologia indica la funzione di una cellula, capace di proliferare e dare origine ad una numerosa progenie, costituita dalle staminali “embrionali”, contenute nella blastocisti dopo 6-7 giorni dalla fecondazione dell’ovulo, e dalle staminali “adulte” deputate al continuo rinnovo di alcuni tessuti come il midollo emopoietico, la cute, la parete intestinale e il fegato.
Ce ne parla il Prof. Giorgio Lambertenghi Deliliers, ematologo del Centro Medico Visconti di Modrone. Recenti studi hanno dimostrato che anche il cervello ed il cuore possiedono cellule staminali che hanno il compito di sostituire i neuroni che ogni giorno vengono perduti (85 mila su 100 miliardi totali) e mantenere la capacità contrattile del muscolo cardiaco.

A seguito di queste conoscenze è nata la moderna “medicina rigenerativa” con l’obiettivo di riparare gli organi lesionati. Grandi speranze offrono le cellule staminali embrionali che, opportunamente educate in laboratorio, sono capaci di produrre ogni tipo di tessuto. Sono in corso progetti sperimentali per la cura di alcune gravi malattie del sistema nervoso come la SLA, il Parkinson, l’Alzheimer e la malattia di Huntington, basati sulla inoculazione nel cervello di cellule ottenute in vitro da staminali embrionali. In attesa di confermare la loro efficacia e sicurezza, oggi vengono utilizzate le staminali “adulte”, come quelle della cute per la cura delle ustioni e quelle della cornea per il recupero della vista. Ma sono soprattutto le malattie del sangue che oggi possono essere guarite con le staminali prelevate dal midollo dei famigliari dell’ammalato o di donatori volontari oppure isolate dal cordone ombelicale al momento della nascita. Recenti ricerche hanno inoltre dimostrato che queste staminali, essendo capaci di differenziarsi in tipi cellulari diversi dal sangue, sono utili per curare anche le malattie del fegato, le fratture dello scheletro, la degenerazione delle cartilagini articolari, l’infarto miocardico, la distrofia muscolare e le malattie neurodegenerative.
La ricerca sta facendo notevoli passi avanti! Cellule staminali di pazienti affetti da malattie ereditarie (es.talassemia), possono essere geneticamente curate attraverso l’uso di vettori virali contenenti geni sani che vanno a sostituire quelli malati. Nella speranza di poter un giorno riparare qualsiasi tessuto o organo malato, cellule staminali con una potenzialità totipotente analoga alle “embrionali” (le cosidette “cellule staminali indotte”) possono essere prodotte artificialmente in laboratorio da cellule differenziate dell’adulto (cute, sangue), tramite l’introduzione forzata di geni specifici embrionali.
In conclusione, le cellule staminali rappresentano la nuova frontiera della scienza medica, che sta suscitando grandi aspettative in molti pazienti affetti da malattie inguaribili con i presidi tradizionali. Una frontiera tuttavia ancora in gran parte sperimentale che pone quesiti etici sui criteri di scelta dei donatori e dei riceventi. Problematiche che conivolgono anche l’economia del sistema sanitario ed in particolare la comunicazione al pubblico, che deve essere scientificamente veritiera senza creare false illusioni.

 

trevaini50Silvia Trevaini

VideoNews

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *