Ipnosi per dimagrire: suggestione, neuroscienza o bufala ben confezionata?

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Dimagrire. Una parola che per molti ha il sapore di inizio e fallimento, entusiasmo e frustrazione. Gennaio passa tra buoni propositi e iscrizioni in palestra, ma febbraio è già il mese in cui le prime crepe si fanno sentire: la motivazione cala, la bilancia non collabora, la forza di volontà sembra un muscolo troppo debole per sostenere tutto quel peso (fisico, ma anche emotivo). E allora ricomincia la ricerca: nuove diete, detox miracolosi, integratori “brucia grassi”, fino a soluzioni più insolite, come… l’ipnosi. Già, perché oggi se ne parla sempre di più. Sui social, nei gruppi benessere, perfino in alcuni studi di psicologi e medici: l’ipnosi clinica viene proposta come uno strumento per aiutare a perdere peso lavorando direttamente sulla mente. Ma cosa c’è di vero? È solo una trovata suggestiva e costosa o dietro c’è una reale base scientifica? E, soprattutto, è adatta a tutti? Questa non è una guida magica per perdere 10 kg in un mese. È un viaggio tra psicologia, neuroscienza e consapevolezza, per capire come l’ipnosi può, in certi casi, diventare un alleato efficace nel percorso di dimagrimento, soprattutto quando il vero “nemico” non è nel piatto, ma nella mente.

Ipnosi: cos’è davvero

Cominciamo sfatando un mito: l’ipnosi non è perdita di coscienza né controllo mentale. Non è il “guardami negli occhi” dei film. È uno stato modificato di coscienza, simile a quello che sperimentiamo quando siamo completamente assorbiti da un libro o da un film. Il corpo è rilassato, la mente concentrata. La consapevolezza è presente, ma direzionata. In questo stato, il cervello funziona diversamente: le onde cerebrali rallentano (prevalenza delle onde alfa e theta), e alcune aree della corteccia prefrontale si “disattivano” temporaneamente, lasciando spazio a una maggiore ricettività alle suggestioni. È come se la mente razionale si mettesse un attimo da parte, permettendo all’inconscio di emergere.

Ipnosi e peso corporeo: dove sta il legame?

Chi lavora con l’ipnosi clinica non promette “dimagrimenti lampo”, ma un cambiamento del comportamento alimentare alla radice. In pratica, l’ipnosi aiuta a modificare abitudini, automatismi e credenze profonde legate al cibo.

Alcuni obiettivi tipici dei protocolli ipnotici per il dimagrimento:

  • ridurre l’assunzione emotiva di cibo (quello che mangiamo per noia, ansia, stress)
  • aumentare la consapevolezza dei segnali di fame e sazietà
  • rafforzare la motivazione al cambiamento
  • lavorare sulla percezione corporea, spesso distorta in chi ha avuto un rapporto conflittuale con la bilancia

Il tutto avviene attraverso visualizzazioni guidate, metafore, ancoraggi positivi. Ad esempio, si può guidare la persona a immaginarsi mentre sceglie cibi sani con piacere, o mentre affronta una situazione stressante senza rifugiarsi nel cibo.

Cosa dice la scienza

Sebbene l’ipnosi sia ancora vista con scetticismo in certi ambienti, la ricerca scientifica comincia a parlarne con maggiore interesse. Una revisione sistematica pubblicata sul “International Journal of Clinical and Experimental Hypnosis” ha mostrato che l’ipnosi, se integrata con percorsi di supporto psicologico e nutrizionale, può favorire la perdita di peso più duratura rispetto ai soli consigli dietetici. Inoltre, alcuni studi indicano che l’ipnosi può agire sulle aree del cervello coinvolte nel controllo degli impulsi e nella regolazione dello stress, due fattori chiave nel comportamento alimentare. Attenzione però: l’efficacia non è uguale per tutti. Chi ha una maggiore “suggestionabilità ipnotica” (una naturale predisposizione) tende a rispondere meglio. Ma soprattutto, funziona se inserita in un contesto di cambiamento globale, non come scorciatoia magica.

Ipnosi e dieta: alleati, non nemici

Una cosa va chiarita: l’ipnosi non sostituisce la dieta. Ma può diventare un potente alleato psicologico per chi ha già provato mille strategie senza successo. Il suo valore sta nel lavoro profondo sul mindset, sulle emozioni legate al cibo e sull’identità personale: “io non sono a dieta, io sto cambiando il mio modo di vivere”. Alcuni terapeuti parlano anche di “ipnosi conversazionale”, cioè tecniche di comunicazione che possono essere integrate nella relazione terapeutica per stimolare il cambiamento anche al di fuori della trance classica.

Serve il professionista giusto

Come per tutte le pratiche che agiscono sul sistema psiche-corpo, è fondamentale affidarsi a professionisti qualificati. In Italia, l’ipnosi può essere praticata solo da medici o psicologi con una formazione specifica in ipnosi clinica (es. iscritti alla Società Italiana di Ipnosi o simili). Diffida da chi promette “dimagrisci in 3 sedute” o propone pacchetti standardizzati. Il percorso deve essere personalizzato, basato su ascolto, empatia e obiettivi concreti.

E l’autosuggestione?

Molti si chiedono: posso praticare l’autoipnosi da sola? La risposta è sì, ma solo dopo un percorso guidato iniziale. Ci sono tecniche di rilassamento, respirazione profonda e visualizzazione che possono essere apprese e ripetute quotidianamente. Come una ginnastica mentale, che rinforza i nuovi comportamenti e allenta l’automatismo del “mangio e poi mi pento”. Anche l’ascolto di audio ipnotici può essere un supporto, purché provengano da fonti professionali e siano adattati alle proprie esigenze.

Non è magia, è un processo

Dimagrire con l’ipnosi non è questione di bacchette magiche, ma di lavoro interiore profondo e progressivo. È una strada interessante per chi vuole rieducare la mente al rapporto con il cibo, imparando ad ascoltare davvero il proprio corpo e a liberarsi da quei meccanismi sabotanti che spesso sfuggono al controllo razionale. L’ipnosi non fa dimagrire. Ma può aiutarti a diventare una persona che sceglie di prendersi cura di sé, con consapevolezza e serenità. E forse, è proprio questo il cambiamento più duraturo di tutti.

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Silvia Trevaini

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