Pressione alta: il killer silenzioso che vive con noi

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Ci sono cose che nella vita ci danno segnali chiari: il telefono squilla, la sveglia suona, il semaforo diventa rosso. E poi ci sono segnali che non si vedono, non si sentono, non si notano. Ma sono lì. Uno di questi è la pressione alta. O, per chiamarla col suo nome più tecnico, l’ipertensione arteriosa. Una condizione silenziosa, subdola, che si insinua nella vita di milioni di persone senza farsi notare, senza dare sintomi evidenti, ma lavorando lentamente sul cuore, sulle arterie, sui reni, sul cervello. Come un ospite indesiderato che non bussa alla porta, ma si infila in casa e si accomoda sul divano. Quante volte abbiamo pensato: “se mi sento bene, starò bene”, dando per scontato che l’assenza di sintomi sia sinonimo di salute. Ma non è sempre così. La pressione alta è uno di quei casi in cui il corpo sembra funzionare perfettamente, ma in realtà è in affanno. E spesso lo scopriamo per caso, durante una visita dal medico o una misurazione in farmacia. A quel punto ci si chiede: da quanto tempo era così? Come ho fatto a non accorgermene? Posso rimediare? Questo articolo nasce per rispondere a queste domande, con un linguaggio semplice ma rigoroso, per aiutarti a riconoscere, comprendere e affrontare la pressione alta con consapevolezza e senza allarmismi. Perché sì, si può fare molto, e no, non è mai troppo tardi per iniziare.

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Litigare fa bene…se sai come farlo

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Litigare non piace a nessuno. È scomodo, stanca, spesso lascia addosso un senso di fallimento o vergogna. Eppure, chi può dire di non aver mai discusso con un partner, un amico, un collega, un genitore? Il litigio è parte inevitabile della vita relazionale, ma nella nostra cultura viene ancora vissuto come qualcosa da evitare, come un fallimento della comunicazione. Quasi fosse una crepa nella perfezione di un legame sano. E invece no. Litigare non è un segno di debolezza, ma di vitalità relazionale. Significa che due persone si stanno confrontando, che ci sono differenze da integrare, limiti da rispettare, bisogni da esprimere. Anzi, il vero problema non è litigare… ma farlo male. Oppure, peggio ancora, non litigare mai, sopprimendo tensioni, accumulando frustrazione e trasformando il silenzio in distanza. Quante volte, per “non creare problemi”, evitiamo di dire cosa ci ha feriti? Quante volte, per paura di rompere l’equilibrio, restiamo zitti quando vorremmo urlare? Il punto non è evitare lo scontro, ma imparare a usarlo in modo costruttivo, come un momento di chiarezza e rinegoziazione. In questo articolo vedremo perché litigare può far bene alla coppia, all’amicizia, ai rapporti familiari, e come farlo nel modo giusto, trasformando il conflitto in uno spazio di connessione profonda.

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Ipnosi per dimagrire: suggestione, neuroscienza o bufala ben confezionata?

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Dimagrire. Una parola che per molti ha il sapore di inizio e fallimento, entusiasmo e frustrazione. Gennaio passa tra buoni propositi e iscrizioni in palestra, ma febbraio è già il mese in cui le prime crepe si fanno sentire: la motivazione cala, la bilancia non collabora, la forza di volontà sembra un muscolo troppo debole per sostenere tutto quel peso (fisico, ma anche emotivo). E allora ricomincia la ricerca: nuove diete, detox miracolosi, integratori “brucia grassi”, fino a soluzioni più insolite, come… l’ipnosi. Già, perché oggi se ne parla sempre di più. Sui social, nei gruppi benessere, perfino in alcuni studi di psicologi e medici: l’ipnosi clinica viene proposta come uno strumento per aiutare a perdere peso lavorando direttamente sulla mente. Ma cosa c’è di vero? È solo una trovata suggestiva e costosa o dietro c’è una reale base scientifica? E, soprattutto, è adatta a tutti? Questa non è una guida magica per perdere 10 kg in un mese. È un viaggio tra psicologia, neuroscienza e consapevolezza, per capire come l’ipnosi può, in certi casi, diventare un alleato efficace nel percorso di dimagrimento, soprattutto quando il vero “nemico” non è nel piatto, ma nella mente.

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