La ragade anale è la malattia dell’ano più frequente dopo le emorroidi complicate.
Si manifesta con una ulcerazione in corrispondenza delle commissure, nella porzione distale del canale anale, una sindrome dolorosa locale che si riacutizza dopo le evacuazioni, l’ipertono dell’apparato sfinteriale.
Diffusa nella popolazione adulta di entrambi i sessi con prevalenza nella donna, è spesso associata a stipsi cronica ed utilizzo di catartici protratto nel tempo.
“Il principale fattore etiopatogenetico della ragade anale è l’evacuazione di feci dure e voluminose con lacerazione dell’anoderma.
La ragade acuta si caratterizza per il dolore vivo ed intenso alla defecazione e la sua persistenza anche per alcune ore, per l’ipertono sfinteriale a riposo e la presenza di materiale ematico sulla carta igienica”, ci spiega il chirurgo e proctologo Dott.ssa Maria Danila Fusi del Centro Medico Visconti di Modrone.
Numerosi studi clinici ed epidemiologici hanno dimostrato come il Disturbo di Panico (DP) tenda a manifestarsi lungo uno ‘spettro di gravità’ e a esprimersi attraverso una molteplicità di manifestazioni cliniche. Esiste una vasta popolazione di soggetti che, pur non soddisfacendo i criteri diagnostici per il DP, hanno sintomi attenuati o incompleti, in grado di produrre comunque un disagio soggettivo. Le varie manifestazioni del panico sono state riunite in modo sistematico nell’ambito dello ‘Spettro Panico-Agorafobico’, un modello fenomenologico che è in grado di estendere e completare l’attuale descrizione di questa rilevante area psicopatologica, con un approccio sostanzialmente differente rispetto ai precedenti. Ne parliamo oggi insieme al Dott. Mario Miniati, Specialista in Psichiatria Psicoterapeuta.
Quando adottiamo un nuovo stile di vita salutare e ne osserviamo i benefici, è naturale esserne entusiasti e, soprattutto all’inizio, cercare di condividere questo entusiasmo con le persone che ci circondano. Non sempre, però, alle persone intorno a noi interessa ciò che abbiamo da dire. A volte, parlando delle nostre scelte possiamo trovarci esposti a critiche, anche da chi, magari in famiglia, è “preoccupato” per la nostra16 salute. Queste discussioni possono davvero diventare un grande spreco di energia e, almeno in parte, guastare i nostri successi! Perciò è importante imparare a gestire bene la comunicazione con gli altri. In genere gli errori sono sempre gli stessi… e ci portano a entrare in opposizione con amici, familiari, medici, ecc. In realtà non si tratta di “vincere” alcuna discussione: la miglior cosa è proprio NON cercare affatto di vincere o di avere ragione. Il motivo per cui le persone lanciano delle provocazioni sul tuo stile di vita o le tue scelte alimentari è che si sentono a disagio con il posto che assumi nell’ordine sociale. Si sentono a disagio perché fai qualcosa di diverso, qualcosa che va fuori dalla normalità. Ogni società ha qualche problema con gli anticonformisti. Vediamo come ci può aiutare l’esperienza del nostro esperto in alimentazione fruttariana Giorgio Bogoni.
“In realtà non è mia intenzione dire qualcosa di offensivo”…