Lavaggio epatico: meglio farlo o meglio di no?

Andreas Moritz, esperto di medicina naturale, ha messo a punto un processo di lavaggio ed espulsione dei calcoli biliari semplice, economico, indolore e sicuro. Questo processo, che può essere realizzato in maniera autonoma a casa propria, può migliorare la nostra energia, liberarci dal dolore e regalarci bellezza e lucidità mentale, aprendoci le porte di una vita più sana e serena. Il fegato è l’organo responsabile della distribuzione e del mantenimento costante di “carburante” a tutto l’organismo. Agisce come una vera e propria stazione di depurazione che neutralizza gli effetti nocivi di tutto quello che ogni giorno ingeriamo. Depurando circa un litro e mezzo di sangue al minuto e fornendo la quantità necessaria di sostanze nutritive e di energia, il fegato garantisce il delicato equilibrio che ci mantiene in perfetta salute. Ma non sempre funziona al massimo delle sue capacità. I calcoli biliari, formando delle ostruzioni al suo interno, possono ridurre in maniera considerevole il funzionamento del fegato ed è per questo che la loro presenza impedisce un buono stato di salute e vitalità, oltre che essere una delle maggiori cause di malattia. Vediamo cosa ne pensa Giuseppe Tedeschi laureato in Scienze della Salute, e professionista di Igiene Naturale. Continua a leggere

Il bergamotto

Ormai è ufficiale: il succo di bergamotto, o meglio ancora gli estratti titolati, contribuiscono a ridurre i livelli di colesterolo. Si parla addirittura di una statina naturale, cioè paragonabile all’effetto dei farmaci più utilizzati in caso di ipercolesterolemia. Effetti visibili anche sui trigliceridi e sulla glicemia. Un talento da esplorare meglio e su cui da tempo si concentrano diverse università. Sia chiaro: ad ora il bergamotto non sostituisce la terapia contro il colesterolo alto. Continua a leggere

La sordità da fenomeno banale a danno irreparabile

La sordità da fenomeno banale a danno irreparabile.

Ne parliamo con il Dott. Roberto Barocci, specialista in otorinolaringoiatria del Centro Medico Visconti di Modrone. Un atterraggio dopo un volo destinato ad un’amena località di villeggiatura o una emozionante discesa di una strada di montagna dopo un’escursione, all’improvviso, vengono profondamente turbati da un orecchio che si chiude, profondamente sordo, fastidiosissimo e apparentemente insensibile a qualsiasi manovra di sblocco.

Ma c’è anche qualcosa di più banale.

Un sereno “fai da te” con la finalità di pulire bene l’orecchio liberandolo da secrezioni, squamosità, cerume, in un attimo blocca l’udito, determina la sensazione di “orecchio pieno” e… più nulla da fare.

Infine, come sempre, esistono le cose serie.

Non abbiamo fatto nulla, lasciando scorrere nella monotonia del quotidiano la nostra esistenza, avendo abbondantemente dimenticato anche di possedere due orecchie (tanto è il disinteresse di raccogliere messaggi dal mondo circostante!), quando all’improvviso compare un ronzio, magari una lieve vaga vertigine e un orecchio smette di funzionare. La sordità improvvisa! Continua a leggere

Rinofiller, l’alternativa al bisturi

Il rinofiller è una tecnica di rinoplastica non chirurgica che permette di correggere i difetti e le piccole gobbe del naso senza bisturi, evitando quindi di andare incontro a tutti i possibili disagi legati al post operatorio. Risolvere i difetti e i problemi fisici senza intervenire in modo chirurgico può essere di grande aiuto, soprattutto laddove la difficoltà di accettarsi dovesse diventare un vero disagio psicologico. Il naso e il seno sono tra i punti più critici per le donne, che manifestano spesso il desiderio di cambiarne l’aspetto e ricorrere a un’operazione chirurgica. Eppure un’alternativa non invasiva c’è e ora vedremo di che si tratta. Anche per rassodare il seno ad esempio, spesso non serve ricorrere a interventi invasivi come la mastoplastica additiva o riduttiva. Ne parliamo insieme alla dottoressa Gabriela Stelian, specialista in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica. Continua a leggere

Le medicine ancestrali: il Kambo

Il Kambo è una sostanza bio-attiva (meglio questa definizione e non cocktail chimico come ho spesso letto) usata da migliaia di anni da molte piccole tribù dell’area nord-occidentale dell’Amazzonia (soprattutto nella regione detta Acre), in particolare dalla tribù dei Katukina, per aumentare la resistenza alla fatica e come rimedio per tutte le malattie e come portatore di buona fortuna. Dal punto di vista scientifico la secrezione prelevata dal sudore di questo anfibio è composto da nove peptidi bio-attivi, i principali dei quali sono la dermorfina e la deltorfina. Questi ultimi rappresentano il più forte antibiotico ed anestetico naturale che esista. Anche se difficili da trovare, le rane kambo vengono raccolte sugli alberi mentre cantano annunciando la pioggia. Nella  tradizione degli indios solo gli sciamani raccolgono questa rana, lo fanno all’alba anche loro cantando. Continua a leggere

Influenzati dall’acqua che beviamo

L’acqua è sicuramente la risorsa presente in maggiore quantità sul nostro pianeta ed in tutte le forme di vita, di conseguenza la sua qualità e la sua integrità sono caratteristiche essenziali per la sopravvivenza. Sono stati numerosi i ricercatori che non si sono accontentati di vedere l’acqua come H2O e che, in anni di studi coraggiosi e controcorrente, hanno contribuito a rivoluzionare non solo la visione chimico-fisica dell’acqua, ma ne hanno dato un’interpretazione molto profonda, capace di modificare il pensiero e la cultura dominanti.

Moltissime ricerche e studi sull’acqua sono state effettuate dal Dr. Masaru Emoto che purtroppo è scomparso il 17 Ottobre 2014. Il Dr. Masaru Emoto, scienziato e ricercatore giapponese, ha messo a punto una tecnica per esaminare al microscopio e fotografare i cristalli che si formano durante la fase di congelamento di diversi tipi d’acqua, come l’acqua di rubinetto, l’acqua proveniente da diverse sorgenti, laghi, paludi, ghiacciai di varie parti del mondo. Ebbe inoltre la brillante idea di esporre queste diverse tipologie di acqua alle vibrazioni della musica, di parole sia in forma scritta che pronunciate verbalmente ed infine anche dei pensieri. Egli ha quindi potuto constatare che i cristalli dell’acqua trattati mutano la loro struttura, se sottoposti a queste varie fonti. Questo accade perché è stato scientificamente provato che l’acqua ha delle memorie che vengono modificate da tutto ciò che è energia e vibra
È evidente che l’acqua potabile che beviamo si carica di informazioni elettromagnetiche durante il tragitto che percorre dall’acquedotto sino alla tua abitazione. Passando attraverso vecchie tubature fatte di piombo (o altri materiali) e scorrendo vicino alle fogne si carica di informazioni deleterie per la nostra salute che vengono memorizzate dai suoi cristalli, trasferendole alle nostre cellule che sono prevalentemente composte di acqua. Non dimenticare inoltre le bottiglie di acqua minerale che compri al supermercato, contenute in bottiglie fatte di plastica derivate da petrolati e spesso detenute in squallidi magazzini o peggio lasciate all’aperto ed esposte al sole. Come ben saprai la plastica delle bottiglie (PET) se esposta al sole può rilasciare delle sostanze tossiche per il corpo e non dimenticare che questi ambienti (magazzini e supermercati) trasmettono le loro energie all’acqua stessa contenuta nelle bottiglie.
Per memoria dell’acqua si intende la capacità dell’acqua stessa nella sua forma liquida, di conservare una “impronta” di tutto ciò con cui è venuta in contatto. Oggi il nostro esperto di alimentazione fruttariana Giorgio Bogoni ci spiegherà quanto siamo influenzati dall’acqua che beviamo. Continua a leggere