Metti al primo posto le tue passioni

Tutti hanno bisogno di un lavoro per vivere, e questo è un punto assodato. Ciò che rimane un punto oscuro è invece il tempo che passate a lavorare per guadagnare. Una moltitudine di persone lavora per guadagnare, ma finché sceglierete di “investire” tutto il vostro tempo in un lavoro noioso, che non vi piace o semplicemente un lavoro che vi consente “solo” di guadagnare qualcosa, non sarete mai veramente felici. Molti credono che guadagnare con le proprie passioni sia difficile e questa errata credenza porta ad avvalorare, nella vostra mente, tutta una serie di credenze simili che vi faranno ottenere proprio quello che credete. È anche vero, d’altra parte che la vostra passione non deve essere qualcosa in cui avete particolare talento, non ne dovete farne una carriera, sta a voi decidere quanta vita e quanto impegno dedicarci. Seguire le vostre passioni vuole semplicemente dire stare bene, prendere tempo per sé e godersi il momento senza pressione. La vita può diventare monotona se non c’è niente che ci appassiona. La passione è qualcosa che ci smuove da dentro, un particolare interesse che suscita in noi emozioni e può succedere che, anche se siamo adulti, non l’abbiamo ancora trovata e ci sentiamo vuoti. Non tutti nascono con delle passioni già definite, per molti la ricerca delle proprie passioni è un viaggio, un percorso di sperimentazione. Le passioni cambiano nell’arco della vita e qualcosa che amavamo fare in passato può risultare meno interessante adesso. Certo non è facile identificare la propria passione, quella che ha tutte le carte in regola per ribaltare la nostra vita, renderci persone più soddisfatte e perché no, anche più ricche. Come riconoscere allora le proprie passioni così da coltivarle e viverle meglio?  Continua a leggere

Rimodellare le cosce: la dermolipectomia

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La lassità cutanea dell’interno coscia, associata o meno ad adiposità localizzata secondaria, è un fenomeno fisiologico che interessa prevalentemente il sesso femminile a partire dai 40-50 anni, ma può presentarsi anche prima in caso di un forte calo di peso. Intervenire in questi casi è consigliabile in quanto, oltre all’immediato beneficio estetico, si contribuirà anche ad un’azione preventiva del rilassamento che, se non contrastato tempestivamente, sortirà nel giro di poco tempo conseguenze più evidenti della dismorfia. Ne parliamo con la Dott.ssa Gabriela Stelian, specialista in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica. Continua a leggere

Cibi neri per la salute

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Chi lo avrebbe mai detto che gli alimenti scuri hanno una marcia in più. Questi cibi sono infatti ricchi di polifenoli, in particolare delle antocianine, la cui sintesi è stimolata dalla combinazione tra calore e luce. La grande famiglia degli antiossidanti flavonoidi contiene appunto le antocianine, in grado di proteggere la pelle, rinforzare i capillari, aiutare ogni giorno a combattere i radicali liberi rinforzando l’organismo. I flavonoidi e le antocianine stimolano la risposta del sistema immunitario con gli agenti patogeni (responsabili della comparsa delle malattie nell’organismo) e riducono le principali manifestazioni di infiammazione, favorendo il drenaggio di liquidi, limitando i gonfiori e gli accumuli di acqua nei tessuti e agevolando lo smaltimento delle tossine. È lo stress ossidativo che, a lungo andare, causa uno stato di infiammazione cronica nelle cellule e nei tessuti, ed è ormai nota la relazione tra infiammazione cronica e probabilità di sviluppare malattie importanti come i tumori. Le antocianine, quindi dall’azione antiossidante e anti-aging, sono valide alleate come prevenzione di molte malattie degenerative. Le antocianine hanno anche un’importante funzione cardiovascolare, infatti favoriscono una migliore salute del cuore.

I very black food sono così naturalmente. Ma vediamoli nello specifico. Continua a leggere

L’olio essenziale di basilico

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Continuiamo il nostro viaggio nel mondo degli oli. Questo mese conosciamo un olio essenziale molto diffuso soprattutto nel bacino del mediterraneo: il Basilico.

“Erba aromatica annuale originaria dell’India, è una delle poche piante orientali ad essere coltivata in tutta Europa. In aromaterapia se ne usano tre varianti diverse e qui conosciamo il Basilico Methil chavicolo, Ocymum basilicum. Il nome latino basilicum deriva da basileus (piccolo re), per questo è conosciuto anche come l’erba reale.

Per gli antichi romani il basilico era considerato un simbolo della fertilità e afrodisiaco, quindi, non c’è da meravigliarsi che l’abbiano usato in tante ricette culinarie. Continua a leggere

Attacchi di panico: un disturbo comune

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L’attacco di panico e il relativo disturbo sono stati il cavallo di battaglia della psichiatria ambulatoriale di questi ultimi decenni. È un disturbo che spaventa molto chi lo ha, con la sua essenziale “paura della paura”, condiziona la vita e le scelte, complica l’idea che uno ha di sé con mille interpretazioni, ma è abbastanza semplice da curare. Ne parliamo con il Dott. Matteo Pacini, medico chirurgo, Specialista in Psichiatria e docente di Medicina delle Dipendenze presso l’università di Pisa.

Gli psichiatri sapevano già curarlo dagli anni 70, ma i medicinali che c’erano allora erano meno maneggevoli. Lo “scatto” nella facilità con cui si poteva curare il panico risale all’inizio degli anni ’90, con la classe dei farmaci SSRI. Nonostante questo, però, la conoscenza del disturbo spesso si limita alla nozione, cioè a conoscere che cosa significa la diagnosi in termini di sintomi. Molte persone, una volta risolto il panico, si disinteressano di fatto dei suoi meccanismi. Rimane la paura che possa tornare, ma non nasce l’interesse per comprenderne alcune dinamiche che poi sono utili in caso di eventuale ricaduta. In più, da quando la parola “panico” ha cominciato a circolare, diventando parte del linguaggio emotivo corrente, le espressioni “essere in panico” o “andare in panico”, o “attacco di panico”, che è quella più tecnica, sono usate in maniera impropria, a indicare semplicemente tutti gli stati d’ansia. Continua a leggere

Psoriasi, non solo una malattia della pelle

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Diversi studi hanno dimostrato che chi soffre di psoriasi corre maggiori rischi di sviluppare altre malattie. In particolare, esisterebbe uno stretto legame tra la salute della pelle, del fegato e dei reni. Più i sintomi cutanei dell’infiammazione sono seri, più aumentano le probabilità di andare incontro a “fegato grasso”, insufficienza renale e malattie oculari, respiratorie e cardiocircolatorie. Per questo è importante non sottovalutare questa malattia “multiorgano”, ma trattarla con un approccio pluridisciplinare, modificando anche gli stili di vita scorretti. La psoriasi è una malattia infiammatoria con andamento cronico recidivante, favorita da una predisposizione genetica e causata da un’alterazione del sistema immunitario, a cui possono contribuire fattori ambientali e comportamentali. Colpisce indistintamente uomini e donne di età diverse, anche se il picco dei casi si registra nella fascia di età 20-30 anni e le forme più serie si riscontrano per lo più tra i maschi. Non è risolvibile, ma si può trattare con cure mirate e personalizzate in base alle caratteristiche individuali. Provoca prurito, bruciore, desquamazioni e lesioni cutanee. È errato, però, considerarla una malattia solo della pelle. Si tratta di una condizione infiammatoria che può coinvolgere polmoni, reni, fegato, occhi, apparato cardiocircolatorio e sistema osteoarticolare e causare altre problematiche specifiche, tra cui malattie metaboliche, cardiache, obesità, diabete e ipercolesterolemia. Tra le malattie presenti contemporaneamente più spesso c’è l’artrite psoriasica, una forma di malattia infiammatoria degli arti che si associa alla psoriasi nel 30% dei casi e provoca gonfiore, dolore e rigidità alle articolazioni. Continua a leggere