Eczema atopico, come ci vestiamo

Anche l’abbigliamento può aiutare a ridurre quel prurito, il sintomo più fastidioso dell’eczema atopico. È importante infatti non irritare la pelle già alle prese con un problema che arriva a colpire fino al 20% dei bambini e che a volte si protrae fino all’età adulta. Come vestirsi allora? Prima di tutto meglio evitare le fibre grossolane come alcune sintetiche o la lana che ha contatto con la cute potrebbero riaccendere l’infiammazione. In secondo luogo, prediligere tessuti che non siano stati tinteggiati. A volte, infatti, l’eczema è scatenato da una reazione allergica ai coloranti  (il più pericoloso pare proprio il colore nero). Oggi come in passato il materiale più consigliato in questi casi è il cotone che non sia stato sottoposto a colorazione. Non è escluso poi che il colpevole sia qualche allergene ambientale, come i pollini o la polvere degli acari  (attenzione dunque a dove e quando si stende la biancheria).  Ne parliamo con il professor Santo Raffaele Mercuri, primario dell’unità di dermatologia del San Raffaele di Milano. Continua a leggere



Le proteine verdi

Per incrementare la massa muscolare, si è sempre pensato che le proteine di derivazione animale avessero un ruolo imprescindibile. Ma è proprio così? Si parla tanto di diete plant-based che possano garantire una massa muscolare possente e scattante, senza peraltro privare l’organismo dei nutrienti necessari.

Le proteine sono un nutriente indispensabile per la costruzione, il mantenimento e la riparazione dei tessuti del nostro corpo. I “mattoni” che le compongono sono gli amminoacidi, che possono essere sintetizzati dall’organismo oppure essere assunti con il cibo. Una parte di questi amminoacidi, quelli chiamati essenziali, provengono esclusivamente dall’alimentazione: quello che mangiamo è quindi di fondamentale importanza. Le proteine contenute nella carne, nelle uova e nei latticini contengono i 9 amminoacidi essenziali, ed è per questo motivo che da sempre viene incentivata una dieta ricca di proteine di derivazione animale. Quello che però spesso non viene detto è che anche molte sostanze vegetali possono essere considerate complete, quindi ricche di tutti gli amminoacidi essenziali al buon funzionamento del nostro organismo. Con però una differenza sostanziale: un’alimentazione ricca di carne, uova e latticini apporta al nostro organismo non solo proteine, ma anche grassi, colesterolo, sostanze acide e metionina. Continua a leggere



Il ruolo della farmacogenetica nella personalizzazione della cura

“…non è l’analisi dei fattori di rischio genetici a rappresentare la promessa più immediata per la salute psichica del genere umano, quanto l’applicazione delle informazioni genetiche per un uso più sicuro ed efficace dei farmaci”
                                                                                                 Caplan, Science 2011

Dott.ssa Cristina Toni

Negli ultimi venti anni la ricerca genetica ha fatto notevoli progressi in medicina con la cosiddetta “rivoluzione genomica”. Grazie alla definizione della sequenza dei geni nel genere umano, sono stati implementati studi cosiddetti di “associazione genoma-wide”, volti a confrontare i geni di soggetti sani con quelli di soggetti affetti da una determinata malattia per evidenziare eventuali differenze da mettere in relazione con la patologia in esame. “Il primo successo di questo tipo di ricerche si ebbe nel 2005, quando si identificò una variante genetica responsabile della degenerazione maculare senile. Negli anni successivi numerose altre malattie sono state messe in relazione con variazioni genetiche nella popolazione”, ci spiega  la Dottoressa Cristina Toni  , specialista psichiatra del Centro Medico Visconti di Modrone.

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I fanatici delle diete “senza”

Vanno per la maggiore le diete “senza”: regimi alimentari che depennano specifiche sostanze o addirittura intere categorie di cibi, ritenuti intrinsecamente pericolosi per la salute. La logica dell’esclusione tende a prevalere sulla varietà e diete punitive conquistano popolarità, con i mezzi di comunicazione a fare spesso da acritica cassa di risonanza dei loro supposti benefici. Cresce così il numero di coloro che si ostinano ad acquistare solo prodotti gluten free, malgrado non soffrano di celiachia, perché si è diffusa la convinzione che il glutine, un complesso proteico presente nel grano e in altri cereali, sia nocivo per definizione. I fanatici della linea si attengono a diete senza grassi o a quelle con pochi carboidrati anche nelle occasioni speciali, mentre nell’alimentazione di tanti nuovi cultori del salutismo mancano del tutto le proteine animali. Continua a leggere



La scrittura terapeutica


La scrittura terapeutica acquista consensi perché aiuta a superare gli eventuali traumi che lasciano il segno sul corpo. Permette di superare vecchi e nuovi sensi di colpa, risolve i conflitti interiori che continuano a produrre sofferenza , anche quelli dovuti a un approccio sbagliato agli affetti. Scrivere è un percorso di introspezione. Il dolore, i traumi di cui abbiamo sofferto restano in una parte del nostro cervello e continuano a condizionarci. Dobbiamo trovare il modo per elaborarli, farli venire alla luce, affrontarli. E la scrittura è una risorsa importante per riuscire nell’impresa. Continua a leggere



Praticare la costanza

A volte ci si immagina che non ci sia nulla da fare e la lamentala del non essere costanti può essere raccontata a se stessi e agli altri persino con un po’ di autocompiacimento, con frasi del tipo: “non sono capace”, “sono negato per certe cose”, “non riuscirò mai”. È il pensiero negativo, solitamente basato su credenze ereditate dal passato, come, per esempio, giudizi che ci hanno fatto male o ricordi di momenti dolorosi di fallimento. Cominciamo la nostra azione a sostegno della costanza eliminando gli eccessi del pensiero negativo. Sono solo pensieri e, in particolare, come tutti i pensieri formulati al negativo, sono oggetti mentali poco salutari. Se visualizziamo ciò che non sappiamo fare, ciò che non vogliamo ottenere, ciò che non vogliamo essere, finiremo per ritrovarci li. Anche frasi innocenti come “ non so evitare il cibo spazzatura”, formulate al negative, portano il cervello a produrre immagini di me che mollo tutto, ma in sovrappeso, che fatico perché sono pesante, che non vado bene, che non ce la faccio, che fallisco… e addio costanza. Continua a leggere