Il segreto per vincere lo stress

Oggigiorno il termine “stress” è sempre più utilizzato e definito come un impegno eccessivo, una pressione lavorativa, familiare, sociale pesante e ricorrente, risultando sinonimo di fatica. Specie al rientro settembrino, lo stress dilaga. Viviamo in un mondo accelerato, siamo sempre affannati, di corsa e inevitabilmente aumenta sempre di più lo stress. E specialmente a settembre aumenta a dismisura anche l’offerta di tecniche mirabolanti in grado di  ridurlo. Ma  spesso la stessa ricerca di un modo per abbassare lo stress lo incrementa in modo decisivo. Il problema è che molte tecniche proposte richiedono uno sforzo, anche solo di attenzione o di organizzazione che, quando si è ormai logori, non si può o non si riesce a fare. Anche stilare “scalette” di giornata che prevedano una distribuzione diversa del tempo è sovente fallimentare. Serve uno stop allo stress, ma anche alle finte soluzioni. Lo stress in realtà  è un fattore necessario nella nostra vita anzi, voglio esagerare, è vitale per noi provare stress. Allora perché se è tanto importante, non riusciamo a considerarlo “vitale” e/o non riusciamo a sfruttarlo al 100%? Oggi insieme al Dott. Francesco Catona, psicologo e psicoterapeuta, laureato presso l’Università di Firenze e specializzato presso l’Istituto Riza di Medicina Psicosomatica di Milano, vedremo di cosa si tratta esattamente, quali sono le cause, i sintomi e come mantenere il controllo.

Perché ci stressiamo?

Dott. Francesco Catona

Usiamo troppo la razionalità e dimentichiamo di possedere un’intelligenza che va oltre il pensiero. Non ci fidiamo più delle nostre sensazioni, dell’intuito e dell’istinto. Così la ragione prende il sopravvento e ci chiude un recinto fatto di schemi mentali e comportamenti meccanici. Non ci ascoltiamo, siamo così presi dagli obiettivi da raggiungere da superare i nostri limiti. I progetti sostituiscono i bisogni profondi, le regole prendono il posto della spontaneità. Ci ostiniamo a voler adempiere ad ogni richiesta del mondo esterno varcando quella soglia oltre la quale il nostro equilibrio psicologico può rompersi. La tensione e l’adrenalina diventano protagoniste delle giornate portandoci ad un continuo stato d’allerta. Con il passare del tempo ci riconosciamo in quei comportamenti che alterano l’armonia interiore, scambiandoli per la nostra vera identità. Il rischio, in questo caso, è di entrare in un circolo vizioso da cui può essere difficile uscire.

Quali sono i sintomi di un forte stress?

I sintomi possono essere sia psicologici che fisici. Quando siamo stressati abbiamo difficoltà ad addormentarci, i ragionamenti del quotidiano si tramutano in un chiacchiericcio mentale che ci tiene svegli durante la notte. Di giorno possono comparire pensieri negativi che trasformano ogni piccolo problema in una tragedia imminente. È  molto comune nella persone stressate un calo del desiderio sessuale e un’incapacità a vivere il presente perché prevalgono i brutti ricordi del passato oppure le preoccupazioni per il futuro. Può anche verificarsi emicrania, tachicardia, contrazioni muscolari, soprattutto nella zona lombare e al collo, dolori di stomaco, disturbi della digestione, e capogiri.

Cosa è possibile fare qualcosa per ridurre lo stress?

Possiamo usare la strategia della distrazione, dedicandoci, quando abbiamo del tempo libero, a quelle attività in cui i ragionamenti rimangono sullo sfondo e prevale la creatività, la fantasia, il vuoto interiore, la manualità o l’attività motoria. Ritagliarci nel tempo libero uno spazio per disegnare, meditare, fare sport, scolpire, dipingere, curare le piante oppure scrivere poesie può essere la scelta giusta per accendere quel lato di noi libero dai condizionamenti che assorbiamo nel mondo del lavoro, in famiglia oppure nella coppia. In questo modo l’attività pratica diventerà il miglior antidoto alla ruminazione mentale e al disagio psicologico.

La natura ci può aiutare a vincere lo stress?

Si, la natura può esserci di grande aiuto, prendiamo esempio dalla medicina giapponese seguendo il metodo Shinrin-yoku che vuol dire bagno nella foresta. Passeggiare nei boschi riduce lo stress, rinforza il sistema immunitario, diminuisce la frequenza cardiaca, la pressione del sangue e il livello di cortisolo nel nostro organismo. Questi benefici, per noi esseri umani, arrivano soprattutto dai “fitoncidi”, composti volatili prodotti dalle piante per difendersi dagli insetti. Inoltre, i profumi dei fiori, della resina, la melodia del canto degli uccelli e l’atmosfera che l’ambiente boschivo ci regala diminuisce la fatica mentale, migliora l’umore e accende la creatività. Camminare tra gli alberi della foresta, secondo alcuni studi, aumenterebbe anche le cellule nk (natural killer) fondamentali per la distruzione di cellule tumorali o affette da virus.

Lo stress è davvero un nemico?

Lo stress è un amico a breve termine, perché diventa la molla della nostra evoluzione personale: cresce l’adrenalina, i battiti del cuore aumentano, il sangue si concentra nei muscoli e nel cervello. Siamo pronti ad affrontare le sfide quotidiane. Lo stress invece diventa un nemico quando la sua durata si protrae troppo nel tempo creando una condizione in cui il valore del cortisolo rimane alto anche quando ci addormentiamo, portandoci ad avere delle conseguenze negative sul nostro organismo e sulla psiche.

Lo stress è contagioso?

Si, è molto contagioso. Ognuno porta con sé un’atmosfera. Chi di noi non ha percepito un senso di disagio frequentando alcune persone oppure una sensazione di benessere stando accanto ad altre compagnie? L’atmosfera che portiamo con noi può influenzare chi ci sta vicino. Per questo motivo è molto importante, quando si può, praticare con chi ci trasferisce, anche solo con la sua presenza, equilibrio, armonia e passione per la vita. Al contrario, spendere tanto tempo in ambienti in cui si vive in un continuo stato di tensione può influenzarci negativamente facendoci assumere gli stessi atteggiamenti con tutte le conseguenze negative che essi comportano.

 

trevaini50Silvia Trevaini

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