
Litigare non piace a nessuno. È scomodo, stanca, spesso lascia addosso un senso di fallimento o vergogna. Eppure, chi può dire di non aver mai discusso con un partner, un amico, un collega, un genitore? Il litigio è parte inevitabile della vita relazionale, ma nella nostra cultura viene ancora vissuto come qualcosa da evitare, come un fallimento della comunicazione. Quasi fosse una crepa nella perfezione di un legame sano. E invece no. Litigare non è un segno di debolezza, ma di vitalità relazionale. Significa che due persone si stanno confrontando, che ci sono differenze da integrare, limiti da rispettare, bisogni da esprimere. Anzi, il vero problema non è litigare… ma farlo male. Oppure, peggio ancora, non litigare mai, sopprimendo tensioni, accumulando frustrazione e trasformando il silenzio in distanza. Quante volte, per “non creare problemi”, evitiamo di dire cosa ci ha feriti? Quante volte, per paura di rompere l’equilibrio, restiamo zitti quando vorremmo urlare? Il punto non è evitare lo scontro, ma imparare a usarlo in modo costruttivo, come un momento di chiarezza e rinegoziazione. In questo articolo vedremo perché litigare può far bene alla coppia, all’amicizia, ai rapporti familiari, e come farlo nel modo giusto, trasformando il conflitto in uno spazio di connessione profonda.
Continua a leggere




