L’uomo si sostiene davvero attraverso ciò che mangia?

Gli scienziati hanno esaminato alcuni importanti casi di persone che dicono di non mangiare o bere da anni rimanendo comunque in salute. Ciascuna indagine scientifica che ha supportato queste dichiarazioni risulta tuttavia controversa.

Da tempo nella tradizione buddista si crede che le persone che decidono di abbandonare la società per meditare e coltivare nelle montagne siano in grado di sopravvivere senza cibo, né acqua. Si dice che i loro corpi entrino in uno stato totalmente differente e, dal momento che il bisogno di mangiare li distrarrebbe dalla meditazione, siano in grado di superare questa necessità in modo soprannaturale.

Si dice che il corpo umano possa sopravvivere solo pochi giorni senza acqua e solamente tra i 30-40 giorni senza cibo. Alcune persone sono state talmente ispirate da queste affermazioni riguardanti il digiuno continuo e prolungato che hanno deciso di provarlo nonostante alcuni di loro siano stati talmente male da arrivare addirittura alla morte. Ma allora è davvero possibile vivere senza cibo? È la domanda che mi sono posta e che ho posto a Giorgio Bogoni, il nostro esperto di alimentazione fruttariana che da poco da pochi mesi ha terminato un seminario dove non ha né mangiato, né bevuto per oltre 4 giorni, al fine di abbandonare definitivamente il cibo. Continua a leggere

Aggressività intrafamiliare: sadico e masochista

violenzaLa violenza dentro le mura domestiche. Sadico e masochista, aspetti complementari

Tutto sembrava perduto, invece è accaduto qualcosa di inatteso…i fantasmi della memoria hanno preso forma, come scacciarli? La sua voce, il suo corpo è parte di me stesso…
(Il Portiere di notte, 1973)

In questo periodo, quando solo si accenna al problema della violenza dentro le mura domestiche, inesorabilmente il pensiero corre ai tragici episodi di femminicidio.

Ne parliamo con la Dott.ssa Cristina Toni, specialista psichiatra del Centro Medico Visconti di Modrone. Continua a leggere

Percorso di perfezione alimentare: da mangiare di tutto a nutrirsi di luce

digiuno!Che il trend salutista non fosse affatto una moda passeggera ce ne siamo resi conto già da un po’. I modi della sua evoluzione sono però sorprendenti. I cambiamenti delle nostre abitudini stanno scuotendo anche il mercato tradizionale del food&beverage.  Inoltre si ritiene comunemente che la norma sia mangiare carne e chi non se ne nutre viene definito vegetariano. Si sa che esistono anche i vegani, sebbene in molti non conoscano la differenza tra questi ultimi e i vegetariani. La realtà degli stili di alimentazione è molto più varia e, per questo, interessante. Ma vediamo i vari step, le varie scelte  che fanno le persone con la loro alimentazione, e ne parliamo con il nostro esperto di alimentazione fruttariana Giorgio Bogoni: Continua a leggere

Bianca Solitudine, sei un Valore aggiunto!

foto-solitudine-2Se l’Amore è una condizione divina, la solitudine è una prerogativa umana. Ed entrambi convivono senza alcun conflitto nelle persone che hanno compreso il miracolo della vita.

Paulo Coelho

Se un tempo la solitudine era appannaggio dei cosiddetti  “sfigati”, oggi, grazie alla riscoperta dell’individuo come parte del tutto, viene  identificata  come opportunità, crescita, conoscenza del sé, spazio sacro. La cultura occidentale ha reso la “solitudine” come uno stato difficile da gestire, come una sorta di abbandono a se stessi, una sofferenza. Ebbene non è così!  Almeno per i soggetti autosufficienti a livello motorio, cognitivo e psichico.

Ne parliamo con Giulia dell’Associazione l’Ombra del Platano. Continua a leggere

Un viaggio nel passato alla ricerca dell’alimentazione della nostra specie

homoRicerche Scientifiche e scoperte fatte negli anni ci dimostrano che circa 6 milioni di anni fa in Africa orientale visse l’ultimo antenato comune tra noi e gli scimpanzé, e che da quel momento in poi le nostre strade si sarebbero separate per sempre. Gli ominidi da poco staccati da quella linea evolutiva (quella che appunto porterà agli uomini e agli scimpanzé) avevano ancora molte caratteristiche simili alle scimmie. Loro passavano la maggior parte della loro vita nella foresta sugli alberi, e quando scendevano non si allontanavano mai troppo da essi per risalire ad ogni pericolo.
Gli ominidi iniziarono a moltiplicarsi, e con questo iniziò a nascere il problema della carenza di cibo nei posti in cui vivevano abitualmente, costretti a scendere dagli alberi e a spostarsi nell’erba alta, data la loro bassa statura (circa 150 cm) avevano l’inconveniente di non avvistare in tempo eventuali pericoli, e fu così che iniziarono a camminare eretti (l’anatomia delle ossa gli consentiva di camminare su due piedi ma non per tratti troppo lunghi), questo fece nascere il lato positivo di avere due mani libere per trasportare i piccoli e altre cose utili ritrovate lungo il cammino giornaliero. Affrontiamo l’argomento insieme a Giuseppe Tedeschi laureato in Scienze della Salute, e professionista di Igiene Naturale. Continua a leggere