Vitamina D: l’elisir per vivere in salute

La stagione estiva è quella ideale per fare scorta di vitamina D. È in questa stagione, infatti, che possiamo stare più tempo all’aria aperta, spesso a corpo scoperto, e i raggi del sole sono proprio la fonte attraverso cui il nostro organismo sintetizza questo elemento fondamentale per la nostra salute. Anche l’alimentazione estiva aiuta, visto che questa vitamina è contenuta soprattutto in alcuni pesci, oltre che in verdure verdi, latte e derivati, uova e fegato. Con un aspetto interessante: trattandosi di una vitamina liposolubile non è necessario doverla assumere di continuo attraverso l’alimentazione: è possibile immagazzinarla e poi utilizzarla quando ce n’è la necessità. Ad esempio nelle stagioni più fredde. La sua azione fondamentale, e la prima a essere scoperta, è sul metabolismo di calcio e fosforo: la vitamina D è quindi fondamentale per la salute delle nostre ossa. Successivamente si è scoperto che la vitamina D è in realtà un potente ormone della classe degli steroidi e che ha molti più effetti sul nostro organismo di quello che si credeva anche solo vent’anni fa. Gli studi più recenti l’hanno riconosciuta fondamentale per un’ottimale funzione immunitaria, per la protezione da molte malattie degenerative, per ridurre i fenomeni infiammatori: non è più solo la “vitamina per le ossa” come si pensava fino a qualche decennio fa. La carenza di vitamina D è molto diffusa e, con buona pace di chi rimane contrario agli integratori, assumerne una quantità aggiuntiva è fondamentale per la salute. Continua a leggere



Il sonno al tempo del Covid

In questo periodo, segnato dall’esperienza della pandemia, dei continui lockdown e dalle preoccupazioni per la salute, per l’economia e per il proprio futuro, molte persone hanno difficoltà a mantenere un sonno regolare. Le esigenze della vita moderna e il ricorso frequente ai media elettronici hanno, inoltre, sconvolto i nostri ritmi biologici, sovvertendo i meccanismi che hanno accompagnato l’evoluzione biologica della nostra specie permettendole di adattarsi alle variazioni naturali dell’ambiente. Ne parliamo con il Dottore Roberto Sterzi, neurologo del centro Medico Visconti di Modrone.

Sono davvero molte le persone che in questo periodo hanno sperimentato problemi con il sonno, come problemi ad addormentarsi o a rimanere addormentati tutta la notte, con conseguente disgregazione della ritmicità circadiana, anche se non avevano mai sofferto di tali disturbi sino ad ora. D’altra parte, è aumentata la quota di ansia nella popolazione in relazione ai dati sulla diffusione del COVID-19. Ed è noto il collegamento tra una ridotta efficienza del sonno e il sistema immunitario. Si viene così a determinare, insieme alle conseguenze di un accresciuto livello d’ansia, una maggiore suscettibilità alle infezioni virali.

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Coltiviamo uno stile di vita quotidiano

Il segreto per coltivare la propria salute risiede nello stile di vita quotidiano. Ogni persona pensa, si emoziona, fa movimento, si nutre e si relaziona con se stesso e con l’ambiente esterno. Dalla qualità di questi fattori dipende il suo livello di benessere psicofisico. Quando una persona non si sente più in forma come un tempo, avverte i primi acciacchi, vede comparire sintomi che lo costringono a rivolgersi al medico e a ricorrere a farmaci o a prodotti omeopatici, dovrebbe fermarsi e fare una riflessione sul proprio stile i vita. Ignorando i segnali premonitori del corpo, gli squilibri iniziali potrebbero non risolversi spontaneamente, ma penetrare in profondità, minando lentamente quelle funzioni fisiologiche già predisposte dalle caratteristiche costituzionali e genetiche che favoriscono la comparsa delle patologie. Arrivati a questo punto, si può fare ancora molto per recuperare le proprie energie e il benessere psicofisico perduto a patto di avere la determinazione di abbandonare certe abitudini e sostituirle con nuovi comportamenti in linea con le leggi naturali e con le esigenze individuali, senza tralasciare gli opportuni consigli e le cure mediche. Continua a leggere



Pelle radiosa in menopausa

A 50 anni la cute, a causa dei cambiamenti ormonali, è più secca, più sensibile e predisposta a invecchiare. Passano gli anni e i segni del tempo si imprimono sul viso: le rughe sono più marcate, lo sguardo è più stanco, la cute appare secca e ha perso la sua lucentezza ed elasticità. Le rughe sono un processo naturale che si manifesta in modo più evidente dal periodo che precede la menopausa, intorno ai 40-45 anni. La riduzione fisiologica della produzione di estrogeni, considerati dei veri e propri ormoni anti-age, che ha inizio già nel pre-climaterio, causa il graduale invecchiamento della pelle. La chiave per arginare questi cambiamenti della cute, dovuti alle fisiologiche alterazioni ormonali, è prendersene cura con programmi mirati basati su sane abitudini, integratori e trattamenti specifici. Quindi se pure il tempo non si può fermare si possono affievolire le tracce che esso lascia.

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Una menopausa felice è possibile?

Sfatiamo un mito: la menopausa non porta obbligatoriamente con sé problemi, soprattutto se “preparata” con anticipo. È infatti possibile intervenire durante il periodo fisiologico che la precede e la segue, minimizzando i sintomi fisici ed emotivi che si manifestano durante la cosiddetta sindrome climaterica.

“Non esiste un’età precisa per entrare in menopausa, ma la progressiva carenza di estrogeni può provocare alcuni tipici segnali che ci indicano che è cominciato il periodo di transizione ben prima che il ciclo mestruale scompaia: il ciclo diventa più ravvicinato o più lungo, la durata del flusso diminuisce, possono insorgere vampate e sudorazioni improvvise, cambiamenti nel tono dell’umore con eventuale ansia, tendenza depressiva, calo della libido, difficoltà di concentrazione, tachicardia e insonnia”, ci spiega Alessia Daturi, naturopata presso la Scuola italiana di medicina olistica di Milano. Continua a leggere



Controlliamo i nei

C’è una visita medica annuale, spesso sottovalutata, che invece non si deve mai rimandare: la mappatura dei nei, da effettuare da un bravo dermatologo preferibilmente prima di andare in vacanza, in vista di una maggiore esposizione al sole. Si consiglia almeno una volta l’anno questo controllo dermatologico che monitora nel corso del tempo lo stato dei nei e di tutte quelle macchie che potrebbero mostrare caratteristiche sospette.  Durante la seduta lo specialista si avvale del dermoscopio o dermatoscopio, uno strumento che agisce come microscopio, per indagare non solo lo strato più superficiale dell’epidermide, ma anche il derma, consentendo l’analisi completa del tessuto cutaneo e dei suoi inestetismi. Se si individua un neo potenzialmente pericoloso, si potrà suggerirne l’asportazione; a ogni modo tutte le informazioni raccolte vengono analizzate ed eventualmente archiviate, per essere confrontate con gli esiti dei futuri  controlli su nei sospetti, come, ad esempio, quelli con struttura irregolare visibile anche a occhio nudo.  Ne parliamo con il professor Santo Raffaele Mercuri, primario dell’unità di dermatologia del San Raffaele di Milano. Continua a leggere